Personalità, intensità e un prezioso Thürkauf: «È stata una grande vittoria di squadra»

«Bella come un fuoco di notte; come una rosa nella neve». Sì, la nazionale svizzera assomiglia davvero alla misteriosa e irraggiungibile Venere di Bümpliz cantata dai Patent Ochsner e dai diecimila tifosi di un’incandescente Swiss Life Arena. La selezione rossocrociata ha ben poco di misterioso, ma irraggiungibile lo è stata di sicuro. Per tutti gli avversari incontrati fin qui, Svezia compresa. Sulle ali dell’entusiasmo accumulato nelle ultime due settimane, capitan Josi e compagni hanno spezzato un’antica maledizione scandinava, raggiungendo le semifinali per il terzo Mondiale di fila. Senza voler sottovalutare nessuno, la strada per la finale di domenica è ora in discesa: sabato pomeriggio (ore 15.20) ci attende infatti la sorprendente Norvegia, che ieri sera alla BCF Arena di Friburgo ha vinto la sfida tra le «piccole» battendo la Lettonia. Nell’altra semifinale se la vedranno invece Canada e Finlandia, che hanno rispettivamente liquidato USA e Cechia.
La carica di Roger Federer
Galvanizzata dalla visita in spogliatoio di Roger Federer, che ha poi dato inizio alla serata suonando il campanaccio della Swiss Life Arena, la Svizzera ha cominciato la partita con il piede giusto, ma dopo sei minuti le cose si sono messe male. La Svezia ha segnato al primo tentativo e poco dopo ha conquistato una superiorità numerica di 5 minuti (penalità di partita rimediata da Dean Kukan). La resistenza del box-play elvetico, con tanto di gol annullato a Sundqvist, ha ridato grande energia a squadra e tifosi. E chi si chiedeva come avrebbero reagito gli uomini di Jan Cadieux e il loro pubblico a un eventuale svantaggio (nel torneo non era ancora capitato) ha avuto una risposta forte e chiara. Trascinata dai suoi leader, la selezione elvetica ha ripreso in mano il suo destino con l’1-1 di Josi, il cui tiro dalla blu non ha lasciato scampo a Hellberg, ben coperto da Thürkauf. A spezzare l’equilibrio nel periodo centrale ci ha pensato Malgin, con un’accelerazione che ha lasciato sul posto cinque avversari. In seguito, un intervento pericoloso di Timo Meier è stato punito solo con una penalità minore: l’ala dei Devils rischia però una squalifica per il contatto sul ginocchio di Sundqvist. A segnare il 3-1 in power-play è stato Thürkauf, pescato da una magia di Hischier. Nel terzo tempo, la Svizzera ha gestito bene il risultato. E anche Genoni, un po’ impacciato nelle prime fasi del match, ha avuto il modo di rendersi determinante sulla spinta finale dei gialloblù.
Un eroe bianconero
Personalità, fisicità, intensità e tante emozioni. Dopo nove sconfitte di fila ai Mondiali contro la Svezia (comprese le finali del 2013 e del 2018 e il quarto di finale del 2017), i rossocrociati si sono presi la meritatissima rivincita. E continuano a sognare il metallo più ambito, quell’oro che ancora manca alla loro collezione. «Siamo tutti felicissimi e fieri di aver fatto un altro passo avanti nel torneo», dice Calvin Thürkauf, uno dei grandi protagonisti del match. «Abbiamo disputato una buonissima partita, lottando per sessanta minuti. Non sono mancati i momenti di difficoltà, ma siamo sempre riusciti a trovare una soluzione, senza mai tremare. Siamo stati particolarmente efficaci nelle situazioni speciali, segnando un gol in power-play e resistendo ad ogni situazione di inferiorità numerica. È stata davvero una bella prestazione di squadra». Proprio così. Bella come un fuoco di notte. Come una rosa nella neve.
