PFAS negli alimenti: il progetto federale è sotto attacco da più fronti

Il progetto federale volto a regolamentare i prodotti alimentari contaminati da PFAS ha suscitato una forte opposizione durante la consultazione, conclusasi oggi. Associazioni dei consumatori, scienziati, ambientalisti e agricoltori contestano la misura, ma per ragioni talvolta molto diverse. Le PFAS, sostanze chimiche altamente persistenti utilizzate in numerosi prodotti industriali e di consumo, si accumulano nell'ambiente e possono finire nella catena alimentare.
Miscelare gli alimenti
Al centro delle critiche vi è la possibilità, prevista per un periodo di tre anni, di miscelare alimenti che superano i livelli massimi di PFAS con alimenti della stessa natura meno contaminati. Il prodotto finale dovrebbe rispettare i valori massimi e recare un'indicazione che informi il consumatore. La revisione prevede inoltre nuovi valori massimi per l'acqua potabile.
Le diverse posizioni
La Federazione romanda dei consumatori (FRC) e l'equivalente svizzerotedesco Konsumentenschutz respingono la miscelazione. Ritengono in particolare che diluire gli alimenti contaminati non risolva il problema e che i consumatori non debbano subire le conseguenze di un inquinamento di cui non sono responsabili. Anche l'Accademia svizzera delle scienze naturali (SCNAT) si oppone alla diluizione. Questo procedimento non elimina le PFAS dalla catena alimentare: la stessa quantità di sostanze viene semplicemente distribuita in una massa maggiore di cibo. L'accademia ricorda inoltre che i valori massimi applicabili a un prodotto alimentare non devono essere confusi con la dose settimanale tollerabile, che tiene conto dell'esposizione complessiva. Pure WWF Svizzera sostiene una linea di ragionamento simile e ritiene che la diluizione violi i principi fondamentali della sicurezza alimentare. Se la miscelazione dovesse comunque essere autorizzata, l'organizzazione esige un'etichettatura chiaramente visibile.
Il punto degli agricoltori
Anche l'Unione svizzera dei contadini (USC) respinge il progetto nella sua forma attuale, ma difende il principio della miscelazione, vista come una soluzione praticabile se venissero eliminati i vincoli previsti. Secondo gli agricoltori, l'etichettatura scoraggerebbe i consumatori e comporterebbe un rischio commerciale per i distributori. L'organizzazione chiede quindi di eliminare tale obbligo, alcuni requisiti di tracciabilità e il divieto di esportare i prodotti in questione verso l'UE. Domanda inoltre un rapido indennizzo per le aziende agricole interessate e ritiene insufficienti i tre anni previsti.
Divergenze sull'acqua potabile
Le opinioni divergono anche in materia di acqua potabile. La SCNAT e il WWF sostengono un inasprimento dei valori massimi, chiedendo però di andare oltre. Il WWF ritiene inoltre difficilmente giustificabile il periodo transitorio di tre anni. L'USC ritiene invece che tale termine sia irrealistico per i distributori d'acqua interessati. Sottolinea che il dossier federale quantifica in circa 100 milioni di franchi gli investimenti necessari nei circa il 4% dei comuni interessati, ai quali si aggiungerebbero 56 milioni di costi annuali.
Si dibatte anche in Parlamento
La consultazione si conclude mentre il dossier è oggetto di dibattito anche in Parlamento. Lunedì il Consiglio degli Stati ha approvato, con 31 voti a favore, 11 contrari e 2 astensioni, una mozione di Benedikt Würth (Centro/SG) che chiede di sospendere una direttiva federale volta a uniformare l'applicazione dei valori massimi di PFAS. Il Consiglio nazionale deve ancora pronunciarsi. Secondo Würth, la direttiva interviene troppo presto e pone notevoli problemi alle aziende agricole. Il Consiglio federale si oppone alla sua sospensione, sostenendo che essa non introduce nuove norme, ma armonizza la loro applicazione da parte dei Cantoni. Dal 2024, i valori massimi di PFAS si applicano in particolare alla carne, al pesce e alle uova. Parallelamente, la Confederazione sta lavorando a una base legale che consenta di sostenere finanziariamente le aziende agricole che si trovano in situazioni di rigore.