Svizzera

Più controlli ai pacchi provenienti dall'Asia

È quanto chiede una mozione di Fabio Regazzi (Centro/TI), approvata oggi dal Consiglio degli Stati: l'obiettivo è migliorare la sicurezza, garantire il rispetto degli standard minimi svizzeri e porre fine alla concorrenza sleale che penalizza le PMI elvetiche
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Ats
03.03.2026 11:12

I controlli sui pacchi di piccole dimensioni provenienti dall'Asia devono essere intensificati. È quanto chiede una mozione di Fabio Regazzi (Centro/TI), approvata oggi dal Consiglio degli Stati con 37 voti a 1. L'obiettivo è migliorare la sicurezza, garantire il rispetto degli standard minimi svizzeri e porre fine alla concorrenza sleale che penalizza le PMI elvetiche. La Svizzera deve affrontare un massiccio afflusso di piccoli pacchi provenienti dall'Asia, di cui 500'000 dalla sola Cina, spesso inviati a tariffe preferenziali e senza un'adeguata verifica della conformità, ha fatto notare Regazzi.

A ciò si aggiunge un gran numero di spedizioni non dichiarate o dichiarate in modo scorretto, che sfuggono a tutti i controlli e si rivelano spesso contraffatte. La mozione chiede al Consiglio federale di presentare una soluzione per finanziare le verifiche aggiuntive prevedendo una piccola imposta per questo tipo di invii. Il governo era contrario, e ha ricordato che diverse revisioni legislative in corso tengono già conto di questa problematica. L'esecutivo sta inoltre valutando l'adozione di elementi chiave delle normative europee, tra cui il diritto doganale previsto dall'UE sui pacchi ordinati online e provenienti da Paesi terzi.