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Più deflussi dal Verbano? Il Ticino risponde: «No, anche da noi manca acqua»

Il Governo cantonale ha anche tenuto a specificare che il Ticino dispone di un margine di manovra ridotto, in quanto la maggior parte delle acque sottostà a un regime di concessioni attribuite ad operatori privati con sede oltralpe
Red. Online
17.07.2026 12:05

Il Consiglio di Stato ha risposto oggi alla richiesta della Regione Piemonte di aumentare il rilascio d’acqua dai bacini situati a nord del territorio piemontese, in riferimento ai bassi livelli idrici del Lago Maggiore causati delle condizioni meteorologhe di quest’estate. Nella sua lettera l’Esecutivo ha evidenziato che anche la Svizzera è confrontata con una situazione di allerta per siccità a causa delle scarse precipitazioni: lo dimostra il fatto che l’attuale riserva di acqua contenuta nei bacini idroelettrici ticinesi si situa al limite inferiore dei dati registrati negli ultimi 10 anni.

Margine di manovra limitato

Il Governo cantonale ha inoltre tenuto a specificare che il Ticino dispone di un margine di manovra ridotto, in quanto la maggior parte delle acque sottostà a un regime di concessioni attribuite nel secolo scorso ad operatori privati con sede oltralpe, nei confronti dei quali il Cantone non ha autorità. Inoltre, «vi sono precisi vincoli relativi alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico: l’ente cantonale è infatti tenuto per mandato legale a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento».  

Apertura a una collaborazione

Nella sua lettera, il Governo ha comunque espresso il proprio accordo di principio sulla necessità di operare in maniera congiunta. Per questo motivo, ha già preso contatto con gli operatori idroelettrici attivi sul territorio, informandoli e sensibilizzandoli in merito alla richiesta della Regione Piemonte. Il Consiglio di Stato ha inoltre sottolineato l’importanza di approfondire in maniera congiunta la gestione parsimoniosa dell’acqua e l’uso efficiente delle risorse. In questo ambito, ha altresì garantito la disponibilità a favore di azioni di supporto qualora la Regione Piemonte fosse confrontata con una situazione di emergenza idrica relativa all’acqua potabile. In tal senso, l’Esecutivo ha dato la propria disponibilità nel mettere a disposizione in tempi rapidi un’unità mobile per il trattamento dell'acqua.