Il caso

Più di 3.700 dollari per «trucco e parrucco» e 20.000 per dei cavalli: dietro al licenziamento di Kristi Noem

La segretaria alla Sicurezza interna è stata licenziata a inizio marzo: secondo gli ultimi aggiornamenti, la motivazione sarebbe una controversa (e costosissima) campagna pubblicitaria, non approvata da Donald Trump
© AP Photo/Rebecca Blackwell
Red. Online
24.03.2026 12:43

«Donald Trump licenzia Kristi Noem». La notizia, arrivata da un giorno all'altro, risale al 5 marzo. Giorno in cui il presidente americano ha dichiarato, sul suo social Truth, che «l'illustre senatore degli Stati Uniti, Markwayne Mullin» sarebbe diventato segretario per la sicurezza interna, al posto di Noem, a partire dal 31 marzo. Un annuncio che aveva fatto scalpore e sul quale, in un primo momento, non era stata fatta chiarezza. Ma ora, con il passare delle settimane, emergono nuove informazioni che spiegherebbero i motivi del licenziamento. 

Come rivelano i media internazionali, Kristi Noem avrebbe speso 20.000 dollari (circa 15.000 franchi) per il noleggio di cavalli e 3.781 dollari (poco meno di 3.000 franchi) per «trucco e parrucco» per una campagna pubblicitaria. Campagna che le è costata il posto come segretaria alla sicurezza interna degli Stati Uniti. Trump, come detto, ha licenziato Noem il 5 marzo, dopo che la donna ha sostenuto che il presidente fosse a conoscenza della campagna pubblicitaria – in onda in televisione e visibile online – che le era valsa il soprannome di «ICE Barbie». Un riferimento dichiarazioni che Noem aveva rilasciato dopo che, a inizio anno, due cittadini americani sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco da agenti dell'ICE. In quell'occasione, aveva dichiarato che si trattava di due «terroristi interni», senza prove in merito.

Trump, tuttavia, ha dichiarato di non essere a conoscenza dei costi elevatissimi della campagna pubblicitaria. Soprattutto, ha sottolineato di non aver mai approvato il progetto, creato dalla società The Strategy Group, come aveva invece dichiarato Kristi Noem davanti ai membri del Congresso. Motivo per cui ha deciso di licenziarla. In una dichiarazione, Trump ha detto di non essere stato «entusiasta del progetto». «Ho speso meno di quella cifra per diventare presidente. Non ne sapevo nulla».

Non solo. Secondo quanto si legge sul New York Post, i contribuenti hanno sborsato oltre 200.000 dollari (più di 157.000 franchi) in costi di produzione per uno spot in cui la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem cavalcava intorno al Monte Rushmore. I pagamenti sono stati effettuati nell’ambito di un subappalto affidato alla società The Strategy Group, come parte della controversa campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari autorizzata dalla Noem per esortare i migranti illegali a lasciare gli Stati Uniti. «Mi sembra uno spreco, una frode e un abuso», ha dichiarato a tal proposito il senatore Peter Welch, dopo aver esaminato la ripartizione dei costi di produzione dello spot. 

Oltre ai già citati costi per i cavalli e per il trucco e l'acconciatura, sono stati sborsati anche 52.999 dollari per servizi di videografia, fotografia e produzione, mentre 41.852 dollari sono serviti per «altri fornitori». Secondo i senatori, la Strategy Group Company ha fatturato 107.405 dollari per costi di manodopera e 60.000 dollari per un «bonus di firma». Il subappaltatore ha inoltre versato 500 dollari a un negozio di articoli di magia del South Dakota. «Mentre era a capo del Dipartimento della Sicurezza Interna, Kristi Noem e il suo team dirigenziale hanno permesso che decine di migliaia di dollari dei contribuenti fossero spesi in costi di produzione inutili, un bonus alla firma di dubbia natura e un noleggio di cavalli molto costoso. E questo è solo ciò che sappiamo finora», ha dichiarato Welch. «Continuerò a chiedere le risposte che il popolo americano merita su come sono stati utilizzati questi fondi e se qualche funzionario federale abbia tratto profitto dai contratti con il DHS», ha affermato il senatore.

John Kennedy, senatore repubblicano della Louisiana, ha chiesto, a sua volta, a Kristi Noem se il presidente avesse approvato la campagna che, a suo dire, avrebbe contribuito ad accrescere la sua notorietà. «Mi risulta difficile crederlo, conoscendo il presidente», ha dichiarato Kennedy. Noem, per contro, ha risposto: «Il presidente mi ha incaricata di diffondere il messaggio nel Paese e in altri Paesi da cui proveniva l’ondata migratoria, mandando in onda spot pubblicitari che dicevano loro che se si trovavano in questo Paese illegalmente, dovevano andarsene, altrimenti li avremmo arrestati e allontanati, e non avrebbero avuto la possibilità di tornare in America in modo regolare». Il tutto aggiungendo, però, come quella campagna si fosse rilevata «una strategia estremamente efficace». Almeno, fino al suo licenziamento.