«Più informatica e IA nei programmi scolastici»

«L’informatica e l’intelligenza artificiale sono competenze di base indispensabili: devono entrare nel percorso scolastico il più presto possibile». Il presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, annuncia così la mozione presentata dal suo partito insieme ai Giovani del Centro che chiede l’introduzione di un numero maggiore di ore scolastiche da dedicare all’informatica e all’intelligenza artificiale.
La proposta mira alla revisione strutturale dell’insegnamento dell’informatica nella scuola dell’obbligo ticinese, ritenuto insufficiente rispetto alle esigenze di una società sempre più digitale. Secondo il Centro, il programma attuale espone i giovani al rischio di non essere preparati alle sfide future, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana, di cui strumenti digitali e intelligenza artificiale sono ormai parte integrante. «Attualmente, l’informatica è affrontata solo con un corso di dodici ore complessive nella sola scuola media», è stato spiegato davanti ai media. Un impegno giudicato non soddisfacente dal Centro, soprattutto considerando la precoce età in cui i ragazzi entrano in contatto con i sistemi tecnologici.
I tre interventi
La mozione propone tre interventi principali. In primo luogo, una revisione della normativa scolastica e del piano di studio, con l’introduzione obbligatoria del pensiero computazionale, dell’informatica e dell’intelligenza artificiale lungo tutto il percorso della scuola dell’obbligo, a partire dalle elementari. «L’obiettivo non è formare programmatori, ma cittadini consapevoli, capaci di comprendere e utilizzare la tecnologia in modo critico e responsabile», ha spiegato il deputato Alessio Ghisla.
In secondo luogo, viene proposto un nuovo percorso rispetto alle materie informatiche, con un’ora settimanale - a partire dalla terza media - dedicata alle basi del pensiero computazionale e all’uso responsabile del computer. A questo proposito, Giona Fieni, consigliere comunale di Caslano e dottorando in ingegneria meccanica ha chiarito: «Il pensiero computazionale non è solo alla base del pensiero analitico, ma anche di diverse abilità utili in futuro».
Per quanto riguarda la scuola media, nei primi due anni l’informatica diventerebbe una materia autonoma con contenuti legati alle competenze digitali e una prima introduzione all’intelligenza artificiale. In terza e quarta sarebbe previsto un approfondimento con due ore settimanali, includendo l’uso critico dell’AI e i principi di programmazione.Infine, la mozione sottolinea la necessità di docenti adeguatamente formati. «Come per ogni disciplina, anche l’informatica richiede competenze specifiche per garantire qualità e coerenza dell’insegnamento», è stato evidenziato. Secondo i promotori, ciò potrebbe favorire anche «il rientro dei cervelli». Anche perché, come ha sottolineato la presidente dei Giovani del Centro Giovanna Pedroni, altri Paesi sono molto più avanti di noi: «Il ritardo della Svizzera rispetto a Stati come Finlandia, Estonia e Cina, dove l’utilizzo dell’AI è già diffuso a scuola, va colmato».
La frecciata al DECS
Nel presentare la sua proposta, il Centro non ha mancato di rivolgere una frecciatina al DECS, reo di non fare abbastanza. In particolare, il partito ha rimarcato «l’assenza di una linea chiara sulle competenze digitali nella scuola dell’obbligo e la difficoltà di adattare il sistema educativo ai cambiamenti della società». «È una questione di priorità e questo lo è. Non dovrebbe pensarci un partito giovanile», ha detto Dadò, invitando il Governo a non tergiversare. «Altrimenti siamo pronti a compiere ulteriori passi, fino a un’iniziativa parlamentare e, se necessario, anche popolare».
