Trasporti

Più treni e autobus con l’Italia

Regione Lombardia e Ticino firmano una nuova intesa per la mobilità transfrontaliera – Il presidente Claudio Zali: «La svolta principale riguarda le future connessioni su gomma, rese possibili dalla caduta del divieto di cabotaggio» – Tra i nodi da sciogliere, il sistema tariffale unico
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
16.06.2026 21:00

Più treni e autobus tra Italia e Svizzera. L’intesa tra Regione Lombardia e Canton Ticino è stata siglata oggi a Milano dal presidente del Consiglio di Stato ticinese Claudio Zali e dal governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana. «L’accordo punta a rafforzare ulteriormente i collegamenti transfrontalieri tra i due territori», ha commentato Zali al Corriere del Ticino.

«L’intesa raggiunta è in parte confermativa degli accordi preesistenti, soprattutto nel settore ferroviario, dove però vengono posti nuovi obiettivi, devo dire abbastanza ambiziosi. Poi c’è una parte di novità, che riguarda le future connessioni su gomma, rese possibili dalla caduta del divieto di cabotaggio a livello internazionale».

La grande novità

In particolare, l’accordo prevede l’ampliamento della rete degli autobus transfrontalieri e la creazione di nuovi collegamenti tra le province di Como e Varese e il Canton Ticino. Il tutto reso possibile, come detto, dall’imminente via libera definitivo, da parte italiana, all’abolizione del divieto di cabotaggio: ossia la possibilità per i vettori di trasporto pubblico di effettuare fermate intermedie e imbarcare passeggeri anche oltre il confine, nell’ambito di servizi transfrontalieri. Un divieto che fino ad oggi aveva fortemente limitato l’operatività del servizio. Gli autobus svizzeri in Italia, e quelli italiani in Svizzera, potevano fermarsi soltanto al capolinea, senza raccogliere passeggeri lungo il percorso.

Con la ratifica formale da parte di Roma – che Zali alla luce dell’incontro di oggi ha definito «una formalità, un passaggio procedurale ormai certo» – si apre la strada a una rete di collegamenti su gomma del tutto nuova, parallela a quella ferroviaria esistente e capace di raggiungere bacini di utenza oggi privi di reali alternative al mezzo privato.

Formula che vince...

Stimare l’impatto in termini di minore carico stradale è praticamente impossibile, ammette Zali, il cui auspicio, tuttavia, è netto: «Finora ha sempre valso la formula per cui se si mette a disposizione un trasporto pubblico performante, l’utenza arriva. Lo stiamo vivendo ancora oggi: dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri, continuiamo a registrare aumenti importanti. Credo che se avremo un’offerta attrattiva sul fronte italiano i risultati arriveranno, anche se non sono in grado di quantificarli adesso».

Tra i nodi che dovranno ancora essere sciolti spicca anche quello tariffario: «Se vogliamo offrire un titolo di trasporto unico, occorrerà evidentemente armonizzare e risolvere l’aspetto tariffario, perché si vuole evitare l’acquisto di due biglietti o di due abbonamenti», spiega Zali.

Al riguardo, la nota stampa inviata oggi dal Consiglio di Stato a margine dell’accordo, recita: «La collaborazione tra Regione Lombardia e Canton Ticino prevede inoltre il completamento dell’offerta di biglietti e abbonamenti integrati tra i due territori per gli spostamenti sia sui treni sia sugli autobus del trasporto pubblico locale e l’evoluzione verso sistemi di bigliettazione digitale interoperabili. In questo modo si punta a semplificare l’utilizzo del trasporto pubblico oltreconfine, rendendolo più conveniente per i cittadini».

Linee e gestori

Le linee che verranno attivate sono già state individuate, precisa Zali: «Sono il frutto di un lavoro tecnico approfondito svolto in questi mesi». Chi potrà esserne l’operatore è però ancora da definire. «Probabilmente ci saranno riflessioni di prossimità. Non penso che le autolinee bleniesi vengano a offrirsi per andare da Mendrisio a Olgiate Comasco. Immagino piuttosto che ci sarà una competizione o una discussione tra potenziali operatori italiani e svizzeri attivi nella regione. Gli attori più importanti li conosciamo: sul lato svizzero penso in particolare ad AutoPostale, ma senza aver ancora discusso nulla con nessuno, e agli attori attivi nel Mendrisiotto».

L’evoluzione ferroviaria

Per quanto riguarda i servizi ferroviari, Zali parla più che di rivoluzione, di «evoluzione». Nel concreto, l’intesa prevede infatti il consolidamento delle linee già attive e l’attivazione di nuovi collegamenti, in sinergia con gli interventi infrastrutturali in corso, ossia il prolungamento della S10 da Bellinzona a Merone-Erba, la trasformazione della S50 nella nuova RE50 – più rapida tra Lugano e Varese/Malpensa – e l’introduzione della S90 dalla Svizzera verso Como e Molteno. Sono inoltre allo studio l’instradamento diretto della RE50 da Gallarate a Malpensa sulla nuova linea, con possibile prosecuzione fino a Novara, e nel lungo periodo il potenziamento del RE80 Milano-Locarno, che potrebbe passare da cadenza oraria a una corsa ogni 30 minuti.

«Arrivare fino a Lecco, ad esempio, previa elettrificazione della linea, è interessante concettualmente, ma mi chiedo se porterà migliaia di persone in più. Probabilmente no», commenta Zali, che aggiunge: «Su questo fronte sarà interessante lavorare sulle frequenze e sull’armonizzazione dell’orario con il trasporto su gomma, per essere più attrattivi». La parte qualificante dell’accordo – ribadisce – è proprio la possibilità di fare trasporto su gomma. «Quella è la vera novità», conclude.