Platini denuncia Infantino per «traffico di influenze»

Michel Platini ha sporto denuncia contro il presidente della FIFA Gianni Infantino per «diffamazione» e «traffico di influenze», in risposta alla vicenda che ha stroncato la sua ascesa ai vertici del calcio mondiale nel 2015. La denuncia, che prende di mira anche due ex funzionari FIFA, include un'azione civile che «porterà alla nomina di un giudice istruttore», ha spiegato in un comunicato l'ex presidente della UEFA.
L'accusa
Platini aveva già presentato una denuncia semplice nel 2021 nello stesso caso, archiviata lo scorso ottobre. «Non lascerò perdere, non lascerò perdere le persone che mi hanno fatto del male», prometteva a marzo durante una trasmissione su Radio Monte Carlo (RMC), riferendosi all'accusa di truffa che ha accelerato la sua caduta, prima di concludersi con un'assoluzione definitiva da parte del Tribunale federale nell'agosto 2025. Platini ritiene che Infantino, che era il suo numero due alla UEFA, ma anche l'ex direttore legale della FIFA Marco Villiger e l'ex presidente della sua commissione di revisione, Domenico Scala, abbiano «lavorato per escluder(lo) dalla corsa alla presidenza dell'organizzazione, con accuse del tutto infondate».
La vicenda
La rivelazione, nell'autunno del 2015, di un pagamento di due milioni di franchi effettuato dalla FIFA al campione francese quattro anni prima aveva portato a una serie di procedimenti disciplinari e poi penali, proprio nel momento in cui Michel Platini sembrava in una posizione ideale per assumere la guida della FIFA. L'esclusione dell'ex fuoriclasse della Juventus aveva aperto la strada all'inaspettata elezione, nel febbraio 2016, del suo segretario generale alla UEFA, Gianni Infantino. L'italo-svizzero è stato rieletto senza opposizione nel 2019 e nel 2023, e si candiderà per un nuovo mandato il prossimo marzo.