PMI ottimiste, una su due punta ad aumentare le vendite

Le piccole e medie imprese (PMI) svizzere orientate all'esportazione guardano con maggiore ottimismo al futuro, malgrado un contesto internazionale ancora segnato da volatilità e incertezza. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio semestrale di Switzerland Global Enterprise (S-GE), cioè l'ente di promozione economica all'estero della Confederazione, un tempo chiamato Osec. Attestatosi a 63,5 punti, il clima di fiducia delle aziende registra una leggera ripresa, salendo nuovamente ben al di sopra della soglia di crescita rispetto a sei mesi or sono, si legge in un comunicato odierno. Il 57% delle 200 società interpellate periodicamente nell'ambito di un sondaggio pronostica un aumento delle esportazioni nel primo semestre 2026, il 27% si aspetta una stagnazione e solo il 16% ipotizza un calo. Per l'intero anno le prospettive sono anche leggermente più positive. La politica doganale statunitense svolge un ruolo centrale in questo contesto. La riduzione dei dazi d'importazione americani per la Confederazione, passati dal 39% al 15% a pochi giorni dall'inizio del rilevamento, ha avuto un effetto sensibilmente positivo e ha contribuito in modo significativo al miglioramento della valutazione. Al contempo lo sguardo allo scorso semestre mostra che l'export ha registrato un andamento sorprendentemente stabile, malgrado il notevole aumento delle tariffe doganali. I dazi Usa rimangono comunque un tema centrale per l'economia di esportazione elvetica. Nove aziende esportatrici su dieci sono interessate e tre su cinque si vedono costrette ad apportare correttivi, ad esempio tramite l'adeguamento dei margini e dei prezzi o attraverso un'analisi più approfondita di mercati di sbocco alternativi. Per un numero sempre maggiore di aziende sta inoltre diventando sempre più importante valutare se sia opportuno rafforzare la propria presenza locale sul mercato statunitense. In questo contesto, gli accordi di libero scambio assumono un'importanza crescente. Già oggi circa due terzi delle aziende beneficiano di almeno un'intesa. Molte PMI si aspettano inoltre ulteriori impulsi dai trattati di libero scambio recentemente entrati in vigore e in programma, in particolare per quanto riguarda l'India: un'azienda su due prevede di trarre vantaggio del relativo accordo. I mercati di esportazione mostrano un'elevata stabilità. La Germania rimane di gran lunga lo sbocco più apprezzato, seguita da Italia e Francia. Anche gli Stati Uniti restano un mercato di esportazione centrale per oltre la metà delle PMI. Nel complesso, in un contesto incerto, le aziende continuano a puntare con determinazione su destinazioni collaudate, concludono gli esperti di S-GE.