Polo sociosanitario, ora si entra nel vivo

Il Municipio confida che la realizzazione del «Polo sociosanitario - iniziata nel 2012 con un mandato di studio all’Università della Svizzera italiana e consolidata con la lettera di intenti tra Fondazione La Quercia, Dipartimento della sanità e della socialità ed Ente ospedaliero cantonale (EOC) nel 2018 - possa compiere un ulteriore passo concreto con l’allestimento del progetto di massima e l’ottenimento della licenza edilizia. Successivamente Consiglio di fondazione ed EOC avvieranno il dialogo cantonale per il finanziamento della fase 2, che condurrà all’accordo definitivo e all’avvio dei lavori».

Il ritardo e l'idea
Dopo il rallentamento dell’iter anche e soprattutto a seguito della pandemia da coronavirus, l’Esecutivo di Acquarossa ha fiducia che possa finalmente iniziare la volata che porterà entro il 2030-2032 all’inaugurazione del moderno complesso ospedaliero che sorgerà accanto alla casa per anziani. Il Legislativo si esprimerà martedì 17 marzo sul credito di 150 mila franchi quale contributo alla fondazione (che gestisce l’istituto per la terza età) per allestire il progetto di massima (denominato «Héritage», si veda più avanti, per un investimento di almeno 47 milioni di franchi).

I contenuti delle due fasi
Allo stato attuale si è, per così dire, nella tappa 1. Ovvero bisogna definire nel dettaglio il concetto elaborato dall’architetto Simone Tocchetti ed eseguire la perizia geologica, così da poter ottenere la licenza edilizia da parte del Municipio. In questo caso i costi sono stati stimati in 1,1 milioni; 600 mila franchi verranno suddivisi - in parti uguali - tra la Fondazione La Quercia e i tre Comuni del distretto (Serravalle, Acquarossa e Blenio).

L'auspicio dell'autorità
Ecco spiegata la richiesta di 150 mila franchi al Legislativo: «Questo sostegno concreto rappresenterà un segno di unità e convinzione della valle, sia verso le autorità cantonali chiamate a deliberare il finanziamento complessivo dell’opera, sia verso i cittadini che hanno sostenuto con oltre 14.000 firme l’iniziativa popolare del 2017 a favore di cure mediche e ospedaliere di prossimità». Per la seconda fase (progetto definitivo, capitolati ed appalto), per contro, si preconizza un’uscita di 4 milioni.

L’orgoglio dell’Esecutivo
Il Municipio ricorda, infine, con un pizzico d’orgoglio, che il nascituro Polo sociosanitario garantirà un’assistenza sanitaria «adeguata alla popolazione, anche considerando la crescente necessità di posti stazionari dovuta alla riduzione delle degenze acute e all’incremento delle prestazioni ambulatoriali».

Un mix di valori
«Con Héritage l’architettura si mette al servizio della salute e della comunità. Un progetto che, senza eccessi formali, riafferma la dignità dell’architettura pubblica e il valore del paesaggio come parte integrante del processo di cura». Così l’architetto Simone Tocchetti, con studio a Lugano, descrive l’idea concepita nel 2024 per il Polo sociosanitario di Acquarossa assieme ad un gruppo interdisciplinare di esperti. Un complesso da 47 milioni di franchi che sorgerà entro il 2030-2032 accanto alla casa anziani «La Quercia» (l’omonima fondazione ha promosso la progettazione) sostituendo il vecchio ospedale (oramai vetusto alla pari del San Giovanni di Bellinzona) che verrà demolito.
La corte aperta
La rivalorizzazione del comparto completa il sistema esistente con «un gesto chiaro, definendo una corte aperta che ordina gli accessi, migliora la fruibilità e restituisce un parco accessibile e vissuto anche dagli abitanti della regione. L’insediamento si configura come un quartiere sociosanitario coerente e dinamico, capace di accogliere futuri sviluppi», si precisa. Chiarezza e funzionalità si ritrovano pure internamente: al pianoterra troveranno spazio Pronto soccorso, ambulatori, diagnostica e servizi amministrativi, mentre ai piani superiori si collocheranno «i reparti specialistici, la medicina acuta e i Reparti acuti a minor intensità (RAMI; n.d.r.), tutti facilmente accessibili e autonomi. Il piano interrato, oltre a ospitare parcheggi, zone tecniche e magazzini, è collegato alla casa per anziani e allo stabile dei servizi tramite corridoi riscaldati».
Il nosocomio conterà 15 letti acuti e 30 RAMI e un centro di primo soccorso gestiti dall’Ente ospedaliero cantonale; un reparto specialistico con 12 posti letto che completerà l’offerta della casa anziani; e studi medici privati, la fisioterapia e la sede bleniese di Tre Valli Soccorso.



