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«Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense» in Iran «appare probabile» e per uno dei due «potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore»: lo scrive l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:22
21:22
Trump: 'Le uccisioni in Iran si sono fermate'
"Siamo stati informati che le uccisioni in Iran si stanno fermando, si sono fermate, e non ci sono piani di esecuzioni". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "Siamo stati informati in modo piuttosto forte che le uccisioni in Iran stanno cessando e non c'è alcun piano per le esecuzioni", ha detto Trump notando che sul tema si stava parlando molto negli ultimi giorni. "Oggi sarebbe stato il giorno delle esecuzioni", ha aggiunto. Trump ha quindi precisato che sarebbe molto deluso se l'informazione non si rivelasse vera.
19:59
19:59
Nasce il governo che amministrerà Gaza
Quindici palestinesi faranno parte del comitato tecnico incaricato di gestire gli affari correnti a Gaza sono stati individuati. Parte così dal Cairo la fase due del piano di Pace di Donald Trump. Secondo lo schema in 20 punti l'enclave sarà amministrata per un periodo di transizione dal Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (Ncag), che opererà sotto la supervisione del 'Board of Peace' presieduto dallo stesso Trump. Un organismo, quest'ultimo, che potrebbe vedere la luce la prossima settimana a Davos e di cui farebbero parte tutti i principali leader europei. Tra loro anche Giorgia Meloni.
La fase due
L'inviato del presidente Usa, Steve Witkoff, ha sottolineato che la fase due avvia anche "la completa smilitarizzazione e ricostruzione" della Striscia. Gli Stati Uniti si aspettano, ha detto, che Hamas rispetti i propri obblighi, "incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, si verificheranno gravi conseguenze". Stando infatti al piano approvato a ottobre per avviare la fase due mancherebbero ancora due passaggi cruciali: il rientro del corpo del sergente maggiore israeliano Ran Gvili e, appunto, il disarmo di Hamas.
Cosa farà il Comitato
Il Comitato costituito sarà responsabile della gestione quotidiana dell'enclave - dai servizi igienici e sanitari, alle utenze e l'istruzione - e sarà presieduto da Ali Shaath, ex viceministro dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Hamas e le fazioni palestinesi hanno ringraziato i mediatori per la loro opera, in primis Egitto e Stati Uniti. Anche il vicepresidente dello Palestina, Hussein Al-Sheikh, ha accolto con favore la notizia.
I prossimi passi
Il prossimo passo ora è la costituzione del Board of Peace, composto da circa 12 membri e chiamato a dare indicazioni di alto livello su Gaza. Per il Wall Street Journal a tenere i rapporti tra il Board e il comitato palestinese sarà Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente ed ex ministro degli Esteri bulgaro. Ma secondo il Financial Times gli Stati Uniti vogliono anche l'istituzione di un comitato esecutivo del "consiglio", di cui faranno parte Steve Witkoff e Jared Kushner. Lunedì sarebbe in programma una riunione dei consiglieri per la sicurezza di vari paesi che potrebbero fare parte del Board. Se Trump chiamerà i leader alla firma a Davos (dove dal 19 al 23 gennaio è in programma il World Economic Forum) anche la premier italiana Giorgia Meloni potrebbe andare in Svizzera, pur non partecipando al Forum. Ma su tutto pesa l'incognita Iran: i tempi per la nascita del Board of Peace potrebbero essere influenzati dall'avvio di un'azione militare.
19:40
19:40
Witkoff lancia la Fase Due del piano di pace per Gaza
"Oggi annunciamo il lancio della fase due del piano in 20 Punti" di Donald Trump "per porre fine al conflitto di Gaza". Lo annuncia Steve Witkoff su X, sottolineando che la fase due "istituisce un'amministrazione palestinese tecnocratica transitoria a Gaza, il Comitato Nazionale per l'Amministrazione e avvia la completa smilitarizzazione e ricostruzione" della Striscia. Gli Stati Uniti - ha aggiunto - si aspettano che Hamas "rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato ritorno dell'ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, si verificheranno gravi conseguenze". "È importante sottolineare che la Fase Uno ha fornito aiuti umanitari di portata storica, ha mantenuto il cessate il fuoco e ha restituito tutti gli ostaggi ancora in vita e le spoglie di ventisette dei ventotto ostaggi deceduti", ha messo in evidenza Witkoff ringraziando Egitto, Turchia e Qatar per i "loro indispensabili sforzi di mediazione che hanno reso possibili tutti i progressi finora conseguiti".
18:09
18:09
«Possibile intervento militare Usa in Iran entro 24 ore»
«Due funzionari europei hanno affermato che un intervento militare statunitense» in Iran «appare probabile» e per uno dei due «potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore»: lo scrive l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito. «Anche un funzionario israeliano - scrive sempre la Reuters - ha affermato che Trump sembra aver preso la decisione di intervenire, sebbene la portata e i tempi non siano ancora stati chiariti».
11:57
11:57
«Le proteste in Iran sembrano essersi attenuate»
Un'analisi pubblicata dal Critical Threats Project (CTP), con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste in Iran sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province ieri, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province dell'Iran. Lo riporta il quotidiano israeliano «Haaretz».
Il CTP è gestito dai think tank Institute for the Study of War e American Enterprise Institute, con sede a Washington.
Intanto le autorità iraniane hanno pubblicato un elenco di bar e centri commerciali che, a loro dire, avevano sostenuto le recenti proteste, condividendo screenshot di quella che hanno descritto come l'attività sui social media delle attività commerciali. Lo scrive Iran International, media di opposizione basato a Londra.
L'elenco è stato reso pubblico perché, secondo le autorità, fosse sottoposto all'attenzione degli organi giudiziari e di sicurezza. In precedenza il procuratore generale iraniano aveva affermato che le forze dell'ordine devono identificare e sequestrare i beni di coloro che sono coinvolti nei disordini.
La televisione di Stato iraniana, ripresa dai media internazionali, ha intanto annunciato che il funerale di massa oggi a Teheran includerà 300 salme di membri delle forze di sicurezza e civili. Il funerale dovrebbe svolgersi presso l'università sotto stretta sorveglianza.
11:36
11:36
Iran, Cina: «Contrari all'uso della forza nelle relazioni internazionali»
La Cina «sostiene e spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e salvaguardare la stabilità nazionale. Allo stesso tempo, la Cina si oppone alle forze esterne che interferiscono negli affari interni di un paese e non sostiene l'uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali». Lo ha detto oggi la portavoce del ministero degli esteri cinese Mao Ning, sull'ipotesi del presidente americano Donald Trump di «un'azione molto forte» contro l'Iran. Pechino, ha aggiunto Mao secondo i media statali, «spera che tutte le parti facciano di più per contribuire a pace e stabilità in Medio Oriente».
11:00
11:00
L'Iran avverte Washington: «Se attaccate colpiremo le basi USA»
L'Iran ha avvertito i paesi vicini che colpirà le basi statunitensi come rappresaglia per eventuali attacchi da parte di Washington. Lo riporta Reuters online citando funzionari iraniani.
Teheran, spiega la fonte, ha comunicato ai paesi della regione, dall'Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia, che le basi statunitensi in quei paesi saranno attaccate se gli Stati Uniti prenderanno di mira l'Iran, chiedendo a questi paesi di impedire a Washington di attaccare.
Intanto un alto funzionario ha dichiarato alla Reuters, citata dal «Guardian», che le comunicazioni dirette tra il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff sono state sospese dopo le minacce del presidente Donald Trump di intervenire nel contesto delle proteste in Iran.
L'alto funzionario ha aggiunto che le minacce statunitensi minano gli sforzi diplomatici e che i potenziali incontri tra i due funzionari per trovare una soluzione diplomatica a una disputa nucleare che dura da decenni sono stati annullati.
08:53
08:53
Oltre 2.500 morti confermati durante le proteste in Iran
L'organizzazione per i diritti umani Hrana, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato di aver accertato la morte di 2'571 persone durante le proteste in Iran, riporta Reuters sul suo sito. Tra queste, 2'403 sono manifestanti, 147 persone affiliate al governo, 12 minori di 18 anni e nove civili non partecipanti alle proteste.
Un medico di Teheran ha raccontato al «Guardian» che le forze di sicurezza iraniane spesso «sparano direttamente alla testa e agli occhi», per far sì che le persone colpite «non possano più vedere». Il giornale riporta di «ospedali e pronto soccorso stracolmi di manifestanti feriti da colpi d'arma da fuoco», secondo testimonianze raccolte dal posto.
«Fanno la stessa cosa già successa nel 2022», ha aggiunto il dottore citato dalla testata britannica, riferendosi alla rivolta scoppiata dopo l'arresto di Mahsa Jina Amini, studentessa 22enne accusata di non aver indossato correttamente l'hijab, poi morta sotto custodia della polizia.
Un medico oculista, aggiunge il «Guardian», ha riportato «più di 400 lesioni agli occhi provocate da proiettili in un solo ospedale».
07:22
07:22
Trump partecipa a una riunione sull'Iran
«Quello che sta succedendo in Iran non va bene. Un conto è protestare, un altro è uccidere migliaia di persone. Vedremo come andrà a finire per loro. Non andrà a finire bene». Lo ha sottolineato il presidente americano Donald Trump a CBS News. Il tycoon è arrivato alla Casa Bianca da Detroit per partecipare a una riunione sull'Iran. «Si tratta di una situazione davvero brutta», ha affermato il presidente statunitense. «Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccheranno, vedrete delle conseguenze (...) Intraprenderemo azioni molto forti se faranno una cosa del genere», ha avvertito. I leader dell'Iran «devono dimostrare umanità». Ad una domanda sul rischio di rappresaglia di Teheran in caso di attacco americano Trump ha invece risposto che "l'Iran ha detto la stessa cosa l'ultima volta che li ho colpiti, quando aveva ancora la capacità nucleare, che ora non possiede più. Farebbe meglio a comportarsi bene».
L'esortazione a lasciare l'Iran
Per Trump l'obiettivo finale in Iran è «vincere. Mi piace vincere», ha affermato rispondendo a una domanda di CBS. Quando gli è stato chiesto cosa intendesse per «vincere», Trump ha elencato una serie di operazioni militari condotte durante il suo primo e secondo mandato. Il Dipartimento di Stato ha intanto chiesto ai cittadini americani di lasciare subito l'Iran e «se possibile, valutare la possibilità di partire via terra, dirigendosi verso l'Armenia o la Turchia». Essi devono avere «un piano di partenza che non dipenda dall'assistenza del governo Usa».
07:11
07:11
Il punto delle 7
«Il copione di Washington fallirà ancora una volta». È quanto ha scritto su X la missione iraniana presso le Nazioni Unite. «Le fantasie e la politica degli Usa nei confronti dell'Iran sono radicate nel cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare. Questo copione ha già fallito in passato. Il popolo iraniano difenderà il proprio Paese». Sono stati anche condivisi i precedenti commenti dell'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, in cui chiedeva al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza di «condannare ogni forma di incitamento alla violenza, minaccia di uso della forza e interferenza negli affari interni dell'Iran da parte degli Stati Uniti».
