Sanità

Premi, «stangatina» del 3,7%: «Meno ma comunque troppo»

Il Ticino figura tra i cantoni meno toccati dall’aumento, anche se il premio cresce ancora e resta quello più alto a livello nazionale - De Rosa: «C'è preoccupazione»
©Chiara Zocchetti
Francesco Pellegrinelli
29.09.2026 18:40

Nel 2027 i premi di cassa malati, in Ticino, cresceranno mediamente del 3,7%. Solamente Glarona (+3%) e Vaud (+3,5%) avranno un aumento più contenuto. Una buona notizia? Solo in parte. Il Ticino continuerà infatti ad avere il premio medio più elevato, pari a 519 franchi al mese, a fronte di un premio di 412 franchi a livello nazionale. Come sottolinea il direttore del DSS Raffaele De Rosa, c’è poco da esultare: «Esprimo preoccupazione per questo ulteriore aggravio, che arriva dopo anni di aumenti particolarmente marcati e che pesa ancora una volta sulle spalle della popolazione ticinese».

Nel 2026, l’aumento medio in Ticino era stato del 7,1%. Nel 2025 del 10,5%. Nel 2024 del 9,9%; nel 2023 del 9,2%. Quest’anno, come detto, la pillola sembra un pochino meno amara, almeno per quanto riguarda il confronto con gli altri cantoni, il cui premio medio crescerà del 5%.

Per una volta, dunque, la classifica dei cantoni più colpiti si inverte e il Ticino figura tra quelli meno toccati. Come detto, però, il dato è relativo: il Ticino continua infatti ad avere la spesa pro capite più alta e, quindi, il premio medio più elevato.

Un elemento positivo, tuttavia, emerge dai dati relativi al 2025: fatta eccezione per il primo trimestre, l’evoluzione della spesa media pro capite in Ticino è rimasta per tutto l’anno al di sotto della media nazionale. Nell’arco dei dodici mesi, la crescita della spesa si è infatti fermata al 2,9%, contro il 5,3% registrato a livello svizzero. Le misure di contenimento messe in campo dal DSS stanno iniziando a produrre i primi effetti positivi?

«Le misure adottate a livello cantonale hanno sicuramente avuto un impatto. È incoraggiante vedere che, dopo tanti anni, la crescita dei costi in Ticino risulta sotto la media nazionale». Tuttavia, prosegue De Rosa, è ancora presto per dire se questo rallentamento durerà anche nei prossimi anni: «Non dobbiamo illudere i cittadini. L’autorità cantonale farà comunque il possibile per attuare tutte le misure di sua competenza».

Al riguardo, De Rosa ricorda quanto fatto negli scorsi anni: dalle moratorie su otto specializzazioni mediche, a quelle sul settore delle cure a domicilio e sugli infermieri indipendenti. Sempre in questo settore, dal 1. aprile 2026 è stata aumentata la partecipazione degli utenti ai costi di cura, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza rispetto alle prestazioni ricevute. De Rosa cita inoltre le iniziative cantonali sui prezzi dei medicamenti, approvate dal Gran Consiglio e inviate a Berna, oggi ancora in attesa di essere discusse.

Spesa pro capite

Sui motivi che portano il Ticino ad avere comunque la spesa pro capite più elevata della Svizzera, De Rosa richiama alcuni fattori peculiari del cantone: una densità di fornitori di prestazioni superiore alla media nazionale, l’elevato volume delle prestazioni erogate e, in parte, una struttura demografica caratterizzata da una popolazione più anziana. Elementi che, come detto, contribuiscono a spiegare perché la spesa sanitaria pro capite ticinese sia la più alta del Paese.

Secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, nel 2025 in Ticino sono state erogate prestazioni mediche per 6.051 franchi pro capite, pari a una media di circa 504 franchi al mese. Nello stesso periodo, la media svizzera si è attestata a 4.938 franchi, ovvero circa 410 franchi al mese.

Tradotto in percentuale, significa che in Ticino la spesa pro capite è stata circa il 22% più elevata rispetto alla media nazionale. Un divario tutt’altro che trascurabile, che aiuta a spiegare perché, nonostante un aumento dei premi relativamente contenuto, il costo medio dell’assicurazione malattia in Ticino continui a essere il più alto della Svizzera.

Potenziale di risparmio

Come ogni anno, la variazione di costo tra i principali assicuratori malattia (e quindi il potenziale di risparmio per chi decide di cambiare cassa malati) è importante. Prendendo in considerazione una forchetta ristretta di assicuratori, ossia quelli che coprono la quasi totalità degli assicurati, il premio medio più basso, con 300 franchi di franchigia, libera scelta del medico e infortunio, è di 744 franchi (OKK); quello più alto, invece, è di 808,90 franchi. Il potenziale di risparmio sui 12 mesi è quindi di circa 780 franchi, meno rispetto al passato, ma abbastanza da rendere interessante l’idea di cambiare cassa: «È una facoltà prevista dalla LAMal, una delle poche possibilità a disposizione del cittadino, insieme alla scelta della franchigia e del modello assicurativo, come quello del medico di famiglia». Per quanto il divario tra le casse malati si sia ridotto, secondo De Rosa è corretto che ciascuno faccia le proprie valutazioni. Con una precisazione, però: anche l’anno prossimo gli assicuratori potrebbero cercare di recuperare la quota di premi incassata in meno, riversandola sul nuovo aumento. «È l’effetto perverso del sistema che andrebbe corretto».

Crescita per voce di spesa

Ma quali sono, concretamente, le voci di spesa che crescono di più in Ticino? Nel quadriennio 2022-2025, l’incremento maggiore si registra nelle cure a domicilio (Spitex), con una crescita del 7,9%, comunque inferiore al 9,8% della media nazionale. Seguono la fisioterapia, in aumento del 7,2% (contro il 5,8% a livello svizzero), le case per anziani, che segnano un +5% (media nazionale: +2,7%). Sul fronte della spesa sanitaria complessiva, De Rosa segnala infine la crescita dei medicamenti e delle prestazioni ambulatoriali, sia ospedaliere sia negli studi medici. Diverso il discorso per il settore stazionario, dove, spiega il DSS, la spesa risulta maggiormente sotto controllo grazie alla possibilità di negoziare con le strutture sanitarie i volumi delle prestazioni. «A livello ambulatoriale questo discorso non può essere fatto, ma sarebbe interessante ragionare su forfait anche in ambito ambulatoriale». Musica e riflessioni del futuro, su cui la politica (soprattutto federale) potrebbe intervenire. Intanto, all’orizzonte c’è la nuova pianificazione ospedaliera, attualmente in fase di consultazione per quanto riguarda la proposta di attribuzione dei mandati. «L’obiettivo, in questo caso, è ridurre la frammentazione dei mandati e concentrare maggiormente le prestazioni», chiosa De Rosa.

Ripam: oltre mezzo miliardo

Da ultimo, uno sguardo ai sussidi Ripam, il cui onere cantonale viene adeguato automaticamente in funzione del premio medio di riferimento. Tenuto conto del rincaro del 3,7% e aggiungendo i 38 milioni previsti nella prima tappa dell’applicazione dell’inziativa sul 10%, complessivamente – anticipa De Rosa – nel 2027 ammonteranno a 520 milioni di franchi. «Per l’implementazione completa, prevista il 1. gennaio 2029, il Parlamento ha chiesto di approfondire alcuni scenari con l’Ufficio di statistica. Entro fine anno presenteremo un rapporto alla Commissione delle gestione», conclude De Rosa.

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