Presidio antifascista a Lugano: «Grave la partecipazione di granconsiglieri e altri rappresentanti eletti»

Un evento che «ha comportato la mobilitazione di un rilevante apparato di sicurezza pubblica e ha generato timori e insicurezza tra la popolazione, ma anche preoccupazioni tra i commercianti». È con queste parole che il Gruppo Lega Lugano in Consiglio Comunale commenta la manifestazione – non autorizzata – andata in scena ieri, sabato 21 febbraio, nel centro cittadino. Al presidio in Piazza Manzoni, organizzato da SOA Il Molino, Collettivo Scintilla, Extinction Rebellion Ticino, Collettivo R-Esistiamo, MPS e altri gruppi, erano presenti circa 300 persone per dire no al fascismo. E, in particolare, per dimostrare la loro opposizione alla marcia per la remigrazione inizialmente programmata (sempre per la giornata di ieri) dal Fronte nazionale elvetico, che non avendo ricevuto l'autorizzazione dal Municipio ha poi fatto marcia indietro.
Tuttavia, in un'interrogazione inoltrata al Municipio di Lugano, il Gruppo Lega Lugano ricorda che dalle informazioni circolate pubblicamente al presidio è emersa la presenza, tra i partecipanti, anche di esponenti politici e rappresentanti istituzionali.
«Va riconosciuto che l’autorità ha correttamente evitato un intervento immediato che avrebbe potuto degenerare in scontri e mettere a rischio l’incolumità di cittadini e agenti. Ciò non toglie tuttavia che il mancato rispetto delle decisioni dell’autorità rappresenti un precedente problematico per la credibilità delle istituzioni», osserva il gruppo, che definisce «ancor più grave» la partecipazione di granconsiglieri e di altri rappresentanti eletti.
«Chi è chiamato a votare le leggi e a pretendere il rispetto delle regole non può legittimare, con la propria presenza, la violazione deliberata delle decisioni dell’autorità. Un simile comportamento rischia di minare l’autorevolezza delle istituzioni e di trasmettere alla cittadinanza il messaggio che le norme valgono solo per alcuni».
Per questo motivo, il Gruppo Lega Lugano si rivolge al Municipio affinché vengano chiarite le seguenti questioni:
1. Qual è la valutazione politica e istituzionale del Municipio rispetto allo svolgimento di una manifestazione non autorizzata nel cuore della città?
2. Per quali motivi la manifestazione non è stata impedita, pur in assenza di autorizzazione?
3. Quali erano i margini operativi e decisionali della Polizia comunale e quali direttive sono state impartite prima e durante l’evento?
4. A quanto ammontano i costi complessivi sostenuti dall’ente pubblico per la gestione dell’ordine pubblico (personale, straordinari, supporti cantonali, logistica, pulizia, eventuali danni)?
5. È previsto il recupero totale o parziale dei costi nei confronti degli organizzatori o dei promotori identificati?
6. Quante persone sono state identificate e quali infrazioni sono state contestate?
7. Il Municipio intende sanzionare i partecipanti e, in particolare, eventuali detentori di cariche pubbliche presenti alla manifestazione?
8. Ritiene il Municipio che la partecipazione di rappresentanti istituzionali a eventi non autorizzati sia compatibile con il ruolo ricoperto e con il rispetto delle istituzioni?
9. Sono stati coinvolti altri corpi di polizia o autorità cantonali e con quali modalità di coordinamento?
10. Quali misure preventive intende adottare il Municipio affinché situazioni analoghe non si ripetano?
11. Il Municipio ritiene coerente negare autorizzazioni preventive per motivi di ordine pubblico ma poi tollerare lo svolgimento della manifestazione una volta avviata?
12. È prevista una revisione delle procedure di autorizzazione e gestione delle manifestazioni sul suolo pubblico?