Presidio antifascista a Lugano, nuova raffica di domande da parte dell'Mps

Continua a far discutere il presidio antifascista svoltosi a Lugano lo scorso 21 febbraio. L’Mps, già autore di un’interpellanza, ha inoltrato un nuovo atto parlamentare, ricordando come la giornata «è stata caratterizzata da un’imponente presenza di forze dell’ordine, inclusi rinforzi da altri cantoni». Gli agenti «erano presenti fin dall’ora di pranzo nelle vie adiacenti la piazza, dove hanno effettuato identificazioni e perquisizioni e, nel corso del pomeriggio, hanno circondato i manifestanti presenti». Malgrado questa situazione, «il presidio si è svolto pacificamente e nel rispetto delle libertà costituzionali».
Presente anche un drone?
Secondo alcune testimonianze, si legge nell’interpellanza, «è stato visto almeno un drone sorvolare la zona del presidio. Erano inoltre presenti diversi agenti con telecamere e macchine fotografiche puntate sui manifestanti». Lo stesso giorno, una decina di militanti di estrema destra si sono radunati presso la sede scout di Cornaredo. Questa azione «ha portato a una denuncia per violazione di domicilio da parte dell’associazione».
Le domande
Si chiede quindi al Consiglio di Stato se concorda che una manifestazione pacifica e non autorizzata è tutelata dalla Costituzione federale e se ritiene proporzionato il dispositivo di polizia presente il 21 febbraio. Si chiede anche al Governo se considera adeguata l’intimazione di sgombero pronunciata verbalmente dagli agenti. Agenti che «hanno circondato i manifestanti per impedire che il presidio si trasformasse in un corteo per le vie cittadine. La polizia cantonale sa che la tecnica del ‘circondamento’ è suscettibile di violazione dell’articolo 5 della CEDU, come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo? Come valuta l’Esecutivo questa tecnica dal punto di vista dei diritti fondamentali?»
Di seguito gli ulteriori interrogativi posti al Governo cantonale:
