Previdenza professionale, il tasso di interesse minimo sale al 2%

Il tasso d'interesse minimo della previdenza professionale aumenterà dal prossimo gennaio dall'1,25 al 2%. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. La commissione LPP preconizzava 1,75% mentre le parti sociali consultate erano contrastanti, con valori compresi tra l'1,25 e il 3%. Questo tasso, spiega una nota governativa odierna, deve essere corrisposto sull'avere di vecchiaia nel regime obbligatorio secondo la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP).
I parametri fondamentali per la fissazione del tasso d'interesse minimo sono l'evoluzione del rendimento delle obbligazioni della Confederazione e l'andamento di azioni, obbligazioni e immobili. Negli ultimi due anni l'evoluzione è stata complessivamente positiva, sottolinea l'Esecutivo.
Nel 2026 il rendimento delle obbligazioni della Confederazione è aumentato. Se a fine 2025, il tasso d'interesse corrisposto sulle obbligazioni della Confederazione con scadenza a dieci anni era pari allo 0,33%, a fine settembre 2026 si attestava allo 0,59%.
Anche il rendimento delle azioni è stato buono. Lo Swiss Performance Index ha registrato una progressione del 17,8% nel 2025 e del 7,6% nel 2026 (fino alla fine di settembre). Nei due anni in questione, l'andamento delle obbligazioni è stato invece leggermente negativo.
Lo Swiss Bond Domestic AAA - BBB ha perso lo 0,2% nel 2025 e l’1,1% nel 2026 (fino alla fine di settembre). Gli immobili hanno invece registrato un andamento costantemente positivo.
In base alle stime dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) il rendimento degli istituti di previdenza si è attestato in media al 6,1% nel 2025 e al 5,4% nel 2026 (fino alla fine di agosto). La situazione finanziaria degli istituti di previdenza è molto solida, prosegue il Consiglio federale.
Secondo le stime dell'UFAS, alla fine di agosto del 2026 il grado di copertura medio degli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato era del 122,5%. In media, gli istituti di previdenza dispongono quindi di riserve di fluttuazione di valore e di mezzi superiori a quanto necessario per adempiere ai propri obblighi.
L'ottima situazione finanziaria degli istituti di previdenza permette di aumentare in misura significativa il tasso d'interesse minimo, compensando così l'inflazione complessivamente più elevata registrata dal 2022, conclude il Governo.