Zurigo

Processo Junge Tat: la procura chiede la condanna, la difesa l'assoluzione

Sei membri del gruppo di estrema destra sono comparsi oggi davanti alla giustizia zurighese con l'accusa di discriminazione e incitamento all'odio
© Junge Tat
Ats
04.09.2026 21:50

Sei membri del gruppo di estrema destra «Junge Tat» sono comparsi oggi davanti alla giustizia zurighese con l'accusa di discriminazione e incitamento all'odio. Nel corso del dibattimento la procura ha chiesto pene detentive per i due principali imputati, mentre la difesa ha invocato la loro assoluzione. Fuori dall'edificio del tribunale si sono radunati un centinaio di manifestanti antifascisti. La sentenza sarà pronunciata soltanto ulteriormente.

Stamane il Ministero pubblico ha chiesto una pena detentiva di quindici mesi di carcere, di cui sei mesi da scontare, contro i due principali imputati, Tobias Lingg (23 anni) e Manuel Corchia (25). Secondo la procura, le loro azioni hanno superato i limiti della libertà d'espressione. Entrambi recidivi, hanno rifiutato di rispondere alle domande del giudice.

Nel pomeriggio, i loro avvocati difensori hanno invece chiesto che i loro clienti fossero assolti dalle accuse di discriminazione, incitamento all'odio e violazione della libertà di credenza e di culto. Hanno invocato la libertà di espressione. Stando al legale di Lingg, il leader del gruppo, quest'ultimo dovrebbe essere condannato soltanto a una pena pecuniaria con la condizionale per reati di lieve entità. Per Corchia è stata invece chiesta l'assoluzione completa.

Eventi legati a Pride e drag queen

Il primo episodio incriminato risale a giugno 2022, quando persone mascherate avevano cercato di disturbare una messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo durante il Pride, con lo scopo di deporre nell'edificio una croce di legno bianca alta 2,4 metri posta su un basamento di cemento, con la scritta Nopridemonth (letteralmente no a un mese di parata dell'orgoglio). Secondo l'accusa, in questo modo hanno disturbato la celebrazione religiosa, deriso i presenti e causato un danno al pavimento in pietra di quasi 9.000 franchi. La procura valuta questa azione come discriminazione basata sull'orientamento sessuale e violazione della libertà di culto e di religione.

Il secondo episodio, avvenuto nell'ottobre dello stesso anno, si riferisce a un'azione di disturbo durante una lettura, da parte di drag queen, destinata ai bambini alla Tanzhaus di Zurigo. Tre persone che si erano introdotte nello stabile, dove erano presenti una cinquantina di persone, avrebbero registrato di nascosto alcune conversazioni e tentato di srotolare uno striscione. Davanti all'edificio, altri membri del gruppo avevano acceso fuochi d'artificio, intonato slogan e distribuito volantini. Secondo l'atto d'accusa, il fumo e il comportamento minaccioso avevano spaventato a tal punto i presenti che, per il timore, non erano riusciti a lasciare lo stabile.

Aula gremita e raduno esterno

Il tribunale si è occupato anche di diverse azioni non autorizzate compiute sui tetti di vari edifici. Nel novembre 2022, alcuni membri del gruppo erano saliti sul tetto dello stabile principale della stazione ferroviaria di Basilea, avevano srotolato uno striscione con la scritta «Espellere i criminali» e acceso fumogeni. Avevano agito in modo simile nell'aprile 2024 a Winterthur (ZH), dove a un edificio avevano appeso uno striscione dedicato al tema del rimpatrio. Già nel maggio 2022 erano saliti su una gru a Zurigo.

Oggi l'aula era gremita. Oltre a numerosi giornalisti, erano presenti membri di «Junge Tat», così come organizzatori di eventi perturbati dal gruppo di estrema destra. All'esterno, un centinaio di persone si sono radunate prima dell'apertura del processo per protestare contro l'estremismo di destra. Come detto, al termine dell'udienza, il Tribunale distrettuale di Zurigo non aveva ancora deciso in merito alla modalità e alla data della sentenza.