Grigioni

Processo Quadroni, ex poliziotto assolto da tutti capi accusa

L'ex capo del posto di polizia di Scuol è stato assolto oggi dalle accuse di abuso di autorità, sequestro di persona e ripetuta violazione di domicilio – Anche il whistleblower dell'appaltopoli grigionese Adam Quadroni è stato prosciolto
© Chiara Zocchetti
Ats
06.05.2026 15:45

L'ex capo del posto di polizia di Scuol (GR) è stato assolto oggi dalle accuse di abuso di autorità, sequestro di persona e ripetuta violazione di domicilio. Anche il whistleblower dell'appaltopoli grigionese Adam Quadroni è stato prosciolto: l'ex imprenditore edile era accusato di minacce contro le autorità e i funzionari. Lo ha comunicato oggi il Tribunale regionale della Bassa Engadina.

Fatti di 10 anni fa

Al centro del processo vi erano fatti risalenti a quasi dieci anni fa: le perquisizioni e il sequestro di armi da caccia nella casa di Quadroni, le minacce alla polizia da parte di quest'ultimo - ora smentite - e un intervento con l'unità speciale della polizia, che nel giugno 2017 aveva arrestato l'ex impresario edile. In relazione a tali eventi al capo del posto di polizia erano stati contestati diversi comportamenti scorretti.

Versioni differenti

L'ex poliziotto ha definito davanti alla corte il proprio modo di agire come corretto, volto a proteggere la famiglia di Quadroni da una possibile escalation violenta. Inoltre, ha negato di aver voluto dare una lezione a Quadroni, come sostenuto dall'accusa. La procura aveva effettivamente chiesto per l'ex capo della polizia una pena detentiva di due anni con la condizionale, sostenendo che non sussistevano i motivi per perquisire l'abitazione di Quadroni nel dicembre 2016. Un rapporto di polizia avrebbe inoltre distorto la pericolosità di Quadroni: la procura ha definito il suo fermo del 15 giugno 2017 «oggettivamente ingiustificato e sproporzionato». Quadroni era stato trascinato fuori dalla sua auto e portato alla stazione di polizia con gli occhi bendati.

Le motivazioni del tribunale

Il tribunale ha assolto l'ex poliziotto motivando la decisione con il fatto che non è stato possibile dimostrare il presunto «piano strategico» e «un inganno intenzionale mirato o una strumentalizzazione di altre autorità» sostenuto dall'accusa. Il tribunale ha inoltre osservato che «le decisioni rilevanti sono state prese coinvolgendo più istanze, che hanno valutato e giudicato la situazione in modo autonomo». Sebbene alcune azioni possano essere state criticabili, mancavano tuttavia l'intenzione dolosa necessaria ai fini della punibilità, nonché un chiaro e grave abuso di potere, ha scritto il tribunale.

«Affermazioni astratte e provocatorie»

L'assoluzione di Quadroni è stata motivata dal fatto che «le sue dichiarazioni non costituivano un annuncio concreto, serio e individualizzato di un male futuro, ma si limitavano ad affermazioni astratte e provocatorie». Il tribunale ha concluso: «Nel complesso, le sue dichiarazioni non hanno raggiunto il grado di serietà richiesto né hanno provocato un'intimidazione dimostrabile del funzionario, motivo per cui non è stato ravvisato alcun comportamento penalmente rilevante».