Francia

Prostituzione minorile online, Parigi apre un’inchiesta: il sito è legato a un cittadino svizzero

Sexemodel, recentemente ribattezzato Meslibertines.com, è accusato di ospitare annunci riconducibili a ragazze minorenni – La procura di Parigi indaga e ha avviato una richiesta di assistenza giudiziaria con le autorità elvetiche
© Shutterstock
Red. Online
15.09.2026 09:37

La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta su Sexemodel, piattaforma di annunci di escort e prostituzione recentemente ribattezzata Meslibertines.com. Secondo un’inchiesta di France Inter, sul sito sarebbero ancora presenti centinaia di pagine riconducibili a ragazze che, pur essendo indicate negli annunci come maggiorenni, presenterebbero caratteristiche che farebbero pensare a minori. L’indagine è stata avviata dopo una segnalazione della commissaria francese per l’infanzia Sarah El Haïry, che ha interessato sia la procura sia l’autorità francese per le comunicazioni, Arcom. «Ho segnalato la questione a tutte le autorità che possono chiudere questo sito, perché è un’urgenza e una necessità», ha dichiarato El Haïry.

Il fondatore è un cittadino svizzero

Al centro della vicenda c’è un cittadino svizzero indicato come fondatore di Sexemodel. Secondo France Inter, l’uomo vive oggi a Dubai e incasserebbe oltre 20 milioni di euro all’anno grazie alle attività del sito, diventato negli anni una delle principali piattaforme francesi per gli annunci di escort. Secondo gli investigatori francesi, la società legata alla piattaforma ha sede in Svizzera. La vicenda assume quindi anche una dimensione elvetica: le autorità francesi hanno avviato una richiesta di assistenza giudiziaria nei confronti della Svizzera, mentre le autorità elvetiche starebbero raccogliendo elementi utili all’inchiesta.

La cooperazione tra Francia e Svizzera

La procura francese sottolinea la necessità di una collaborazione tra i due Paesi. In passato, secondo France Inter, la Svizzera avrebbe rifiutato di eseguire un mandato d’arresto internazionale nei confronti dell’uomo, condannato nel 2011 per favoreggiamento aggravato della prostituzione. «L’autorità giudiziaria francese non può agire da sola: è necessaria una cooperazione con le autorità svizzere», ha sottolineato Julien Bataille, capo dell’Ufficio centrale per la repressione della tratta degli esseri umani. L’indagine è stata affidata alla sezione specializzata nella criminalità informatica della procura di Parigi. Gli inquirenti intendono accertare le responsabilità della piattaforma e di chi la utilizza.

«I bambini continuano a essere venduti online»

L’avvocato Michel Amas, specializzato nella tutela dell’infanzia, afferma di aver aperto centinaia di dossier con dinamiche simili. Secondo il legale, il sito rappresenterebbe di fatto una vetrina attraverso cui vengono messi in vendita i minori. «I bambini vengono acquistati in pochi secondi, come si ordina un Uber», sostiene Amas. Il legale sottolinea inoltre la presenza, in numerosi casi, di numeri di telefono riconducibili ai presunti sfruttatori e di sistemi di pagamento con carta di credito, oltre alla possibilità di geolocalizzare gli utenti. «Tutti gli strumenti sono lì per intervenire eppure non succede nulla», denuncia l’avvocato, secondo cui i minori continuano a essere esposti e sfruttati online.

Migliaia di minori coinvolti

Secondo le associazioni citate da France Inter, in Francia sarebbero almeno 20'000 i minori coinvolti nella prostituzione. Il numero delle vittime registrate dalla polizia sarebbe inoltre aumentato di venti volte nell’arco di dieci anni. L’obiettivo dichiarato dalla procura di Parigi è arrivare, se possibile, alla chiusura della piattaforma. L’inchiesta dovrà ora stabilire l’effettiva portata delle accuse e le eventuali responsabilità penali dei soggetti coinvolti.