Ticino

PS, avanti con il «listone» a sinistra

Il Comitato cantonale del Partito socialista ha approvato la strategia della direzione in vista dell’appuntamento elettorale del 2027 – Il «Parlamentino» ha dato il proprio via libera all’alleanza con Verdi e MpS per la lista del Consiglio di Stato sulla base di un programma comune e secondo la formula 2 + 2 + 1.
©Chiara Zocchetti
Francesco Pellegrinelli
03.06.2026 23:26

Via libera del PS all’alleanza con Verdi e MPS per la corsa al Consiglio di Stato. Riunito a Bellinzona, il Comitato cantonale ha approvato la proposta della direzione in vista delle elezioni del 2027, confermando una lista unitaria sostenuta da un programma comune e dalla formula 2+2+1 per la ripartizione dei candidati.

«Dopo ampi sforzi da parte della direzione per cercare di coinvolgere tutta l’area progressista si è riusciti a trovare un accordo con Verdi e MpS», ha confermato al termine del Comitato cantonale il co-presidente del PS Fabrizio Sirica. «Questo accordo è stato validato dalla base socialista ad ampissima maggioranza, così come è stato dato mandato di accettare la composizione 2 socialisti, 2 verdi e 1 MpS per la lista del Consiglio di Stato. Si tratta di un gesto di generosità da parte del Partito socialista che, alla luce della propria forza elettorale, chiederà però maggiori compensazioni sul piano organizzativo, a partire dalla gestione della campagna».

In particolare, la direzione del PS ha sottoposto al Comitato cantonale tre questioni. La prima riguardava la composizione dell’alleanza per il Consiglio di Stato con Verdi e MpS. La presenza del Movimento per il socialismo sulla lista rappresenta infatti una novità rispetto alle elezioni del 2023 e non era affatto scontata. La seconda concerneva il programma politico comune, racchiuso nella cosiddetta «Bussola per la lista unitaria». Da ultimo, il Comitato era chiamato a pronunciarsi sulla ripartizione dei posti in lista, uno dei nodi più delicati delle trattative.

Perplessità e cultura politica

Per quanto riguarda la composizione dell'alleanza, il «Parlamentino» ha dato seguito alla lista unitaria con Verdi e MpS, accantonando le riserve che una parte della base socialista nutriva nei confronti del movimento guidato da Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini. 

Secondo le indiscrezioni trapelata nelle scorse settimane, le perplessità maggiori provenivano dall'ala più moderata del PS, poco incline ad accettare la presenza di una forza d’opposizione in lista. Una sensibilità particolarmente presente nel Bellinzonese, dove i rapporti tra le due forze politiche, in particolare in Città, sono da sempre tesi. Al netto delle criticità emerse nelle scorse settimane, sia all'interno del PS sia nel corso delle trattative tra i partiti coinvolti, la base socialista ha riconosciuto la validità del progetto illustrato dal co-presidente Fabrizio Sirica.

«Oggi sono state espresse alcune perplessità sulla presenza di questa forza politica. Si tratta di interrogativi legittimi, considerato che proveniamo da culture politiche differenti», ha commentato il co-presidente. «La sintesi del dibattito, però, è stata quella di non appiattire le rispettive identità, bensì di valorizzare le differenze presenti all’interno dell’alleanza. La nostra sarà quindi una lista unitaria, con una direzione chiara e una bussola condivisa per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati»

La bussola dei valori

Quella con MPS e Verdi (i primi hanno ratificato la strategia martedì; gli ecologisti dovrebbero fare altrettanto nei prossimi giorni), infatti, è prima di tutto un’alleanza fondata su contenuti condivisi. A definirli è la cosiddetta «Bussola per una lista unitaria pluralista per il Consiglio di Stato», un documento in quattordici punti che fissa gli impegni programmatici dei candidati.

In un certo senso, il documento, discusso e approvato dal «Parlamentino» socialista, rappresenta la concretizzazione del fronte progressista avviato dai tre partiti nell’ottobre dello scorso anno. Il progetto è stato poi raccolto, a marzo, dal co-presidente del PS Fabrizio Sirica, il quale davanti al Comitato cantonale aveva proposto ufficialmente di unire le forze in vista dell’appuntamento elettorale. Un mese dopo, i Verdi avevano dato la propria disponibilità. 

«La bussola, di fatto, rappresenta un insieme di temi e di valori che ci accomunano e su cui oggi possiamo contare come elemento di unità», ha commentato ancora Sirica al termine del Comitato. «Allo stesso tempo, questi temi ci permetteranno di valutare, in modo preciso, le politiche di Governo su temi come lavoro, sostenibilità ambientale e molto altro». 

«Favorire l’unità»

Il terza e ultima questione di natura elettorale affrontata questa sera dal Comitato cantonale è stata la ripartizione dei posti in lista. In questo caso, le principali tensioni riguardavano i rapporti con i Verdi, dopo che nelle scorse settimane erano trapelate indiscrezioni secondo cui il PS avrebbe privilegiato una formula composta da tre candidati socialisti – tra cui la consigliera di Stato uscente Marina Carobbio Guscetti –, un rappresentante dei Verdi e uno dell’MpS, verosimilmente il deputato Matteo Pronzini.

Secondo i socialisti, la formula 3+1+1 era infatti quella più proporzionata alla luce dei risultati ottenuti dai rispettivi partiti alle elezioni per il Gran Consiglio del 2023. I Verdi avevano tuttavia reagito prontamente con un comunicato stampa, nel quale sottolineavano che l’accordo definitivo non era ancora stato raggiunto e ribadivano come la chiave di riparto 2+2+1 rappresentasse invece «un messaggio di unità, inserendosi nel solco del progetto politico rossoverde iniziato quattro anni fa».

Alla fine, la direzione ha optato per la formula 2+2+1, accogliendo la proposta dei Verdi, con i quali non si voleva compromettere l’intesa ancora prima del suo avvio. E il Comitato ha seguito. 

«Abbiamo voluto mantenere salda questo alleanza. In quanto forza principale dell’area e punto di riferimento della sinistra progressista, ci siamo assunti la responsabilità di favorire l’unità e di non mettere a repentaglio un progetto che riteniamo ben più importante delle singole differenze», ha concluso Sirica.