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«Può accompagnare solo» nei guai per una presunta truffa alle assicurazioni

Ilija Kosanke, conosciuto sui social come William Solo e diventato famoso per il video virale della caduta in moto del 2013 a Lugano, è al centro di un’inchiesta della Procura di Genova su una presunta organizzazione dedita alle frodi assicurative
Red. Online
18.09.2026 13:30

Dalla notorietà sui social a un’inchiesta giudiziaria. Ilija Kosanke, 54 anni, genovese, conosciuto online come William Solo, è tra le persone finite al centro di una indagine della Procura di Genova su una presunta organizzazione specializzata nella simulazione di incidenti stradali per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative.

Kosanke era diventato famoso nel 2013, quando durante un raduno Harley a Lugano era stato protagonista di un’intervista di Teleticino diventata virale. La sua frase «un certo stile di fisico può accompagnare solo», pronunciata parlando della propria moto, era stata seguita pochi minuti dopo da una rovinosa caduta e si era trasformata in uno dei tormentoni più conosciuti del web.

Oggi il suo nome compare invece in un’inchiesta coordinata dalla Procura di Genova e condotta dalla Polizia stradale. Secondo l’ipotesi accusatoria, Kosanke sarebbe stato al vertice di un gruppo che avrebbe organizzato e simulato numerosi sinistri stradali.

L’inchiesta e le richieste della Procura

Le indagini sarebbero partite nel 2024 dopo un esposto anonimo che segnalava una serie di incidenti sospetti, accomunati dalla presenza di una Harley-Davidson. Gli investigatori avrebbero successivamente effettuato controlli sui registri automobilistici e sui conti correnti, pedinamenti e servizi di osservazione, oltre a intercettazioni telefoniche e ambientali, all'utilizzo di sistemi GPS sui veicoli e a registrazioni video.

La Procura sostiene di aver ricostruito nel dettaglio 18 presunti sinistri fraudolenti, tutti avvenuti tra il 2023 e il 2026. Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe provocato alle compagnie assicurative un danno complessivo di circa 450 mila euro. L'indagine, tuttavia, sarebbe più ampia: secondo quanto riferito, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e alcune compagnie avevano già segnalato diverse decine di incidenti ritenuti sospetti e riconducibili allo stesso gruppo.

I pezzi delle moto e le presunte simulazioni

Uno degli aspetti al centro dell'indagine riguarda proprio le Harley-Davidson. Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo gli incidenti alcuni componenti dei veicoli sarebbero stati smontati e sostituiti con parti già danneggiate, in modo da presentare ai periti assicurativi un mezzo apparentemente coinvolto nel sinistro.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori ci sarebbero anche alcune registrazioni video. In una di queste, secondo quanto riportato nell'incarto per la richiesta di custodia cautelare, Kosanke sarebbe stato ripreso mentre danneggiava a martellate un paraurti per poi portarlo in un'officina. Nelle oltre 200 pagine della documentazione investigativa sarebbero inoltre presenti intercettazioni nelle quali l'indagato avrebbe parlato dei guadagni ottenuti attraverso le presunte frodi.

Trentaquattro persone coinvolte oltre a Kosanke

L'inchiesta coinvolge complessivamente 36 persone. Per 12 di loro la Procura avrebbe chiesto l'applicazione di misure cautelari.

Tra gli indagati figurano, oltre a Kosanke, la sua compagna, per la quale sarebbe stata richiesta la misura degli arresti domiciliari, un amico e collaboratore considerato dagli investigatori particolarmente vicino a lui, la moglie di quest'ultimo e titolari e dipendenti di quattro officine.

Nell'indagine compaiono anche un assistente della polizia locale e due avvocati. Per questi ultimi la Procura avrebbe chiesto la sospensione temporanea dall'albo professionale, mentre per il dipendente pubblico sarebbe stata richiesta la sospensione dal servizio.

Complessivamente la Procura avrebbe richiesto due misure cautelari in carcere e sette agli arresti domiciliari, oltre ad altre misure interdittive.

Sequestrati immobili, conti e Harley

Nei giorni scorsi, nei confronti di Kosanke e della compagna, sarebbero stati eseguiti sequestri disposti dal giudice per le indagini preliminari. Tra i beni indicati figurano tre appartamenti, un locale commerciale, tre Harley-Davidson e due conti correnti.

Gli investigatori avrebbero inoltre preso in considerazione lo stile di vita di Kosanke e la disponibilità di diversi immobili e garage, elementi che, secondo l'ipotesi investigativa, non sarebbero facilmente compatibili con la sua situazione reddituale ufficiale.

La confessione di un partecipante

Un ulteriore elemento dell'indagine sarebbe rappresentato dalle dichiarazioni di una guardia giurata che avrebbe ammesso davanti al pubblico ministero di aver preso parte alla simulazione di due incidenti. L'uomo avrebbe spiegato di aver accettato di partecipare alle presunte frodi a causa di difficoltà economiche. Le sue dichiarazioni, secondo gli inquirenti, rappresenterebbero un ulteriore elemento a sostegno della ricostruzione dell'organizzazione.

Interrogatori fissati a ottobre

L'inchiesta è ancora in corso e le accuse dovranno essere sottoposte alla valutazione dell'autorità giudiziaria. Il gip Giorgio Morando avrebbe fissato per l'inizio di ottobre gli interrogatori preventivi degli indagati destinatari delle richieste cautelari.