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Putin apre a trattative, Witkoff e Kushner presto a Mosca

Gli inviati del presidente americano Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi «presto» a Mosca per «continuare il dialogo» – Putin ha proposto Schröder come possibile mediatore, ma Belino frena
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Putin apre a trattative, Witkoff e Kushner presto a Mosca
Red. Online
11.05.2026 07:15
08:30
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Kallas, 'non dare il diritto a Mosca di nominare il negoziatore'

«Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio». Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Gerhard Schröder, visti i suoi trascorsi e legami con il Cremlino, «siederebbe ad entrambi i lati del tavolo».

«Schröder è stato un lobbista di alto livello per le aziende statali russe. È quindi chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire quel ruolo», ha spiegato Kallas.

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Il punto delle 07.00

«La guerra in Ucraina si concluderà con una nostra vittoria». Ad una manciata d'ore dalle parole di Vladimir Putin, che aveva lasciato intravedere la fine del conflitto, il Cremlino è tornato a impugnare lo spartito degli ultimi 4 anni.

Qualcosa sembra tornare a muoversi sul terreno dei negoziati tra Ucraina e Russia. Gli inviati del presidente americano Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi «presto» a Mosca per la ripresa del dialogo, ha annunciato il consigliere di Putin, Yuri Ushakov. L'uomo che, proprio con i due negoziatori di Donald Trump, ha finora tessuto i colloqui per la fine della guerra.

A Bruxelles si sta facendo spazio l'idea che anche la Russia sia stanca della guerra. La parata del 9 maggio è stata studiata a fondo dalle cancellerie e dai servizi di intelligence. La scelta di una versione ridotta delle celebrazioni, le rafforzate misure di sicurezza, un certo nervosismo colto nel Cremlino nella preparazione della parata non sono passate inosservate in Europa. Dove arrivano notizie di una crescita del malcontento dei russi nei confronti della guerra e della situazione economica del Paese.

A ciò va aggiunto che, col passare dei mesi, l'offensiva russa sembra essersi arenata mentre le capacità militari ucraine stanno crescendo. E il via libera al prestito da 90 miliardi per Kiev giunto dall'Ue ha certamente consolidato la posizione di Volodymyr Zelensky. La situazione, in ogni caso, resta fluida. L'11 maggio la tregua di tre giorni concordata da Mosca e Kiev scadrà. Al momento non ci sono indizi di un suo prolungamento.

Tuttavia, qualcosa sembra muoversi anche in Ue. Le parole del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a margine della Giornata dell'Europa - «al momento giusto parleremo con Mosca, se necessario» - sono state immediatamente raccolte da Putin che, come in una partita a scacchi, è passato subito alla contromossa: indicare l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröeder come possibile mediatore.

«Abbiamo preso atto di queste dichiarazioni», che «si inseriscono in una serie di false offerte» da parte della Russia«, ha replicato Berlino, che ha osservato: »Un primo banco di prova per la credibilità sarebbe che la Russia prorogasse la tregua«. A causa dei suoi legami con Mosca e dopo aver rifiutato di condannare l'invasione dell'Ucraina, Schröeder è considerato alla stregua di un paria nel panorama politico teutonico.

L'idea del dialogo con la Russia non viene tuttavia esclusa. »Questo aspetto va valutato con attenzione, in stretta collaborazione con i nostri partner europei, e non va escluso a priori in modo categorico«, ha sottolineato un portavoce del Spd, il partito socialdemocratico di cui Schröeder è stato a lungo leader.

Trasversalmente in Ue, i fautori del dialogo con Mosca pongono una questione: »non lasciare che siano solo Putin e Trump a decidere«. L'Unione, nella guerra in Ucraina, è di fatto una parte in causa. E molti punti di un eventuale trattato per la pace riguarderanno la sicurezza dell'intero continente.