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Putin apre a trattative, Witkoff e Kushner presto a Mosca

Gli inviati del presidente americano Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi «presto» a Mosca per «continuare il dialogo» – Putin ha proposto Schröder come possibile mediatore, ma Belino frena
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Putin apre a trattative, Witkoff e Kushner presto a Mosca
Red. Online
11.05.2026 07:15
17:46
17:46
Russia: «Nessuna risposta dell'UE alla proposta di mediazione con Schröder»

Mosca non ha ricevuto alcuna risposta da Bruxelles in merito alla proposta di nominare l'ex Cancelliere tedesco Gerhard Schröder come negoziatore fra Russia e Unione Europea: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La proposta di affidare a Schröder il compito di mediare era stata avanzata dal presidente russo Vladimir Putin, che aveva tuttavia parlato di una «preferenza personale» lasciando agli europei la facoltà di scegliere una persona di fiducia che «non avesse rilasciato affermazioni offensive nei confronti della Russia», ha spiegato Peskov.«A Putin è stato chiesto chi avrebbe preferito, e lui ha risposto Schröder perché conosce bene questo politico, che ora è in pensione», ha concluso.

17:22
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«Sanzioni contro Mosca per la deportazione dei bambini»

Il Consiglio dell'UE ha deciso oggi di adottare misure restrittive nei confronti di ulteriori 16 individui e sette entità responsabili di azioni che minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina.

«La decisione è rivolta ai responsabili della deportazione illegale sistematica, del trasferimento forzato, dell'assimilazione forzata, compresi l'indottrinamento e l'educazione militarizzata, di minori ucraini, nonché della loro adozione illegale e del loro trasferimento nella Federazione Russa e nei territori temporaneamente occupati», si apprende dal comunicato stampa del Consiglio nel giorno della riunione di alto livello della Coalizione internazionale per il ritorno dei bambini ucraini a Bruxelles.

«Dall'inizio della guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, si stima che la Russia abbia deportato e trasferito forzatamente quasi 20'500 bambini ucraini», osserva la nota, aggiungendo che «queste azioni costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti fondamentali del bambino, con l'obiettivo di cancellare l'identità ucraina e compromettere la salvaguardia delle generazioni future».

«Tra gli enti elencati oggi figurano istituzioni statali federali collegate al Ministero dell'Istruzione russo, come i Centri per l'infanzia panrussi Orlyonok, Vele Scarlatte e Smena», annuncia il Consiglio, precisando che «questi centri organizzano, in coordinamento con le autorità di occupazione, programmi per bambini ucraini in cui vengono sottoposti a indottrinamento filorusso, anche attraverso eventi patriottici, educazione ideologica e attività a carattere militare».

«Altri enti presenti nell'elenco ospitano minori ucraini trasferiti dai territori occupati dell'Ucraina e li espongono a programmi allineati con le politiche statali russe, tra cui indottrinamento politico e attività coerenti con i modelli educativi progettati per l'addestramento militare di base. Il Centro DOSAAF di Sebastopoli, la Scuola Navale Nakhimov e il Club Militare-Patriotico Patriot in Crimea gestiscono la rieducazione, l'indottrinamento ideologico e la militarizzazione dei minori, alimentando la lealtà alla Russia e minando l'identità nazionale ucraina», aggiunge la nota.

«L'elenco odierno comprende anche funzionari e politici provenienti da territori illegalmente occupati dalla Russia, nonché vari responsabili di campi estivi per giovani e di club e organizzazioni militari-patriottiche. Tutti loro sono responsabili della promozione dell'educazione patriottica e militare tra i giovani attraverso l'indottrinamento ideologico, l'esposizione alla cultura militare russa, l'addestramento paramilitare e la partecipazione a eventi che glorificano la guerra di aggressione della Russia», precisa il Consiglio.

«Le persone elencate oggi sono soggette al congelamento dei beni e ai cittadini e alle imprese dell'UE è vietato mettere a loro disposizione fondi, attività finanziarie o risorse economiche. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell'UE», conclude Bruxelles.

08:30
08:30
Kallas, 'non dare il diritto a Mosca di nominare il negoziatore'

«Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio». Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Gerhard Schröder, visti i suoi trascorsi e legami con il Cremlino, «siederebbe ad entrambi i lati del tavolo».

«Schröder è stato un lobbista di alto livello per le aziende statali russe. È quindi chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire quel ruolo», ha spiegato Kallas.

07:15
07:15
Il punto delle 07.00

«La guerra in Ucraina si concluderà con una nostra vittoria». Ad una manciata d'ore dalle parole di Vladimir Putin, che aveva lasciato intravedere la fine del conflitto, il Cremlino è tornato a impugnare lo spartito degli ultimi 4 anni.

Qualcosa sembra tornare a muoversi sul terreno dei negoziati tra Ucraina e Russia. Gli inviati del presidente americano Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi «presto» a Mosca per la ripresa del dialogo, ha annunciato il consigliere di Putin, Yuri Ushakov. L'uomo che, proprio con i due negoziatori di Donald Trump, ha finora tessuto i colloqui per la fine della guerra.

A Bruxelles si sta facendo spazio l'idea che anche la Russia sia stanca della guerra. La parata del 9 maggio è stata studiata a fondo dalle cancellerie e dai servizi di intelligence. La scelta di una versione ridotta delle celebrazioni, le rafforzate misure di sicurezza, un certo nervosismo colto nel Cremlino nella preparazione della parata non sono passate inosservate in Europa. Dove arrivano notizie di una crescita del malcontento dei russi nei confronti della guerra e della situazione economica del Paese.

A ciò va aggiunto che, col passare dei mesi, l'offensiva russa sembra essersi arenata mentre le capacità militari ucraine stanno crescendo. E il via libera al prestito da 90 miliardi per Kiev giunto dall'Ue ha certamente consolidato la posizione di Volodymyr Zelensky. La situazione, in ogni caso, resta fluida. L'11 maggio la tregua di tre giorni concordata da Mosca e Kiev scadrà. Al momento non ci sono indizi di un suo prolungamento.

Tuttavia, qualcosa sembra muoversi anche in Ue. Le parole del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a margine della Giornata dell'Europa - «al momento giusto parleremo con Mosca, se necessario» - sono state immediatamente raccolte da Putin che, come in una partita a scacchi, è passato subito alla contromossa: indicare l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröeder come possibile mediatore.

«Abbiamo preso atto di queste dichiarazioni», che «si inseriscono in una serie di false offerte» da parte della Russia«, ha replicato Berlino, che ha osservato: »Un primo banco di prova per la credibilità sarebbe che la Russia prorogasse la tregua«. A causa dei suoi legami con Mosca e dopo aver rifiutato di condannare l'invasione dell'Ucraina, Schröeder è considerato alla stregua di un paria nel panorama politico teutonico.

L'idea del dialogo con la Russia non viene tuttavia esclusa. »Questo aspetto va valutato con attenzione, in stretta collaborazione con i nostri partner europei, e non va escluso a priori in modo categorico«, ha sottolineato un portavoce del Spd, il partito socialdemocratico di cui Schröeder è stato a lungo leader.

Trasversalmente in Ue, i fautori del dialogo con Mosca pongono una questione: »non lasciare che siano solo Putin e Trump a decidere«. L'Unione, nella guerra in Ucraina, è di fatto una parte in causa. E molti punti di un eventuale trattato per la pace riguarderanno la sicurezza dell'intero continente.