«Pyongyang? Oggi è una città pulita, moderna e ben organizzata»

Solo qualche mese fa, sembrava che tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti potesse, presto, risbocciare l'amore. Lo stesso presidente americano, Donald Trump, aveva sottolineato come fosse stato «l'unico leader occidentale ad aver intrapreso un dialogo con Kim Jong-un». Alimentando, va da sé, le teorie secondo le quali avrebbero potuto riaprire i colloqui con il leader dello Stato eremita.
Trump, insomma, aveva dichiarato di essere, verosimilmente, «l'unica persona che attualmente può risolvere le questioni relative alla penisola coreana». E di poter avviare, presto, discussioni con Kim Jong-un, con il quale il tycoon «ha un buon rapporto». Ora, però, a distanza di qualche settimana, emerge anche il punto di vista di Pyongyang sulla questione. Punto di vista decisamente opposto rispetto alle ipotesi avanzate dal presidente americano in questi mesi.
Secondo il ministro degli Esteri di Singapore, Vivian Balakrishnan, che si è recato di recente in visita nella capitale nordcoreana, Pyongyang, attualmente, non sembra disposta a dialogare con gli Stati Uniti o con la Corea del Sud. Al contrario, la priorità dello Stato eremita è quella di concentrarsi su come rafforzare l'autosufficienza e la deterrenza militare. Non solo: sempre secondo Balakrishnan – uno dei pochi funzionari ad aver avuto l'opportunità di visitare Pyongyang di recente – al momento «respinge categoricamente la possibilità di riunificazione con la Corea del Sud. A detta del ministro degli Esteri, la posizione del Paese eremita sembra essersi irrigidita negli ultimi anni, verosimilmente per ragioni «di politica interna». I negoziati tra Pyongyang e Washington, dunque, sembrano destinati a rimanere ancora in stallo. Condizione in cui si trovano dal 2019. Trump, infatti, non ha ancora incontrato il leader nordcoreano da quanto è tornato alla Casa Bianca. I due si erano incontrati a Singapore in occasione del loro primo vertice nel 2018. L'anno successivo, si erano incontrati prima ad Hanoi e poi nella zona demilitarizzata coreana, per portare avanti i negoziati sui programmi nucleari e missilistici balistici della Corea del Nord.
Le cose, tuttavia, in Corea del Nord, non andrebbero così male, secondo quanto percepito da Balakrishnan. Pyongyang, negli ultimi anni, avrebbe registrato «un visibile sviluppo economico», nonostante il lungo periodo di isolamento internazionale – ancora in corso – e l'impatto della pandemia di Covid-19. Per il ministro degli Esteri, oggi la capitale nordcoreana è una «città pulita, moderna, ben organizzata e ben pianificata». Con tanto di nuovi complessi residenziali e progetti di sviluppo urbano che «riflettono i segni di un continuo progresso economico», in corso già da anni. «La gente è impegnata a portare avanti la propria vita», ha dichiarato Balakrishnan, sostenendo che Pyongyang, al giorno d'oggi, «assomiglia a qualsiasi città moderna del Sud-est asiatico o persino del Nord-est asiatico».
