«Quali valutazioni sugli effetti dell'abolizione dei livelli e della revisione della griglia oraria?»

La formazione liceale ticinese è attualmente interessata da un importante processo di riforma. Le nuove basi normative, approvate nel 2023, sono entrate in vigore il 1° agosto 2024 e comportano per i Cantoni la necessità di adeguare i propri piani degli studi. In Ticino, i lavori di elaborazione del nuovo programma sono già stati avviati. Il nuovo piano dovrebbe essere pubblicato entro la fine del 2027, per entrare in vigore a partire dall'anno scolastico 2028/2029. Come rileva in un’interpellanza il granconsigliere MPS Giuseppe Sergi, si tratta di un processo di particolare rilevanza «che non si limita all'adeguamento dei contenuti disciplinari alle nuove disposizioni federali, ma offre anche l'occasione per riflettere sull'organizzazione degli studi liceali e sulle condizioni che favoriscono il raggiungimento degli obiettivi formativi».
Un bilancio di due misure
In questo contesto, «appare particolarmente importante poter disporre di una valutazione approfondita degli effetti di due interventi che hanno interessato negli ultimi anni il sistema scolastico cantonale e che possono avere avuto ricadute significative sui percorsi degli studenti liceali», si legge nell'atto parlamentare. Il primo riguarda la sperimentazione dell'abolizione dei livelli nella scuola media. Al di là delle finalità perseguite da questa misura, «è importante conoscere quali conseguenze essa abbia prodotto sulla preparazione degli studenti che accedono agli studi liceali e sui loro successivi risultati scolastici».
Il secondo «riguarda la revisione della griglia oraria liceale, introdotta in concomitanza con l'inserimento dell'informatica nel piano degli studi». Tale revisione ha comportato una diversa distribuzione degli insegnamenti nel corso del quadriennio. Tra gli obiettivi che avrebbero motivato questa scelta «figurava anche la volontà di ridurre il tasso di insuccesso scolastico, in particolare attraverso una distribuzione più diluita nel tempo delle materie scientifiche (particolarmente selettive), così da attenuare la concentrazione delle relative esigenze formative in determinati anni del percorso».
«Nessuna valutazione»
A distanza di alcuni anni dall'introduzione di queste modifiche, «non risulta tuttavia disponibile una valutazione pubblica complessiva dei risultati conseguiti», si legge ancora nell’interpellanza. Per quanto riguarda la revisione della griglia oraria, «le informazioni disponibili sembrerebbero indicare che il tasso di bocciatura in prima liceo sia rimasto sostanzialmente invariato, sollevando interrogativi sull'effettivo raggiungimento di uno degli obiettivi che avrebbero giustificato l'intervento».
Le domande
Si chiede quindi al Consiglio di Stato quali cifre sono attualmente disponibili sulle conseguenze della sperimentazione dell'abolizione dei livelli nella scuola media per gli studenti che hanno successivamente intrapreso gli studi liceali, e se sono state svolte analisi comparative relative alla preparazione degli allievi, ai risultati nelle diverse discipline, ai tassi di insufficienza e di bocciatura, e all'evoluzione dei loro percorsi scolastici. «Risulta che i dati relativi agli effetti dell'abolizione dei livelli sui percorsi liceali non siano stati oggetto di specifiche estrapolazioni», scrive Sergi, domandando al Governo se può confermare questa circostanza. In caso affermativo, «per quali ragioni non si è proceduto alla loro elaborazione? Vi sono motivazioni metodologiche, esigenze di ulteriori verifiche o altre considerazioni che hanno portato a questa scelta?»
Di seguito gli ulteriori interrogativi posti:
