Svizzera

Quando il mondo sanitario corre in soccorso delle vittime di Crans-Montana

Numerosi sono i medici, gli infermieri e gli psicologi che hanno deciso di rinunciare alle vacanze per aiutare le persone colpite dalla tragedia del Constellation
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Red. Online
04.01.2026 09:00

Oltre cento feriti e quaranta morti. È un bilancio mostruoso quello dell'incendio che la notte di Capodanno ha colpito il bar Le Constellation di Crans-Montana. E mostruosi sono anche i carichi di lavoro a cui sono sottoposti gli ospedali del nostro Paese. Non a caso, alcune strutture hanno deciso di rinviare le operazioni già programmate, ma non urgenti. È il caso, per esempio, dell'Ospedale universitario (UZH) e del Kinderspital (Kispi) di Zurigo; mentre all'Ospedale universitario di Losanna (CHUV) si sta valutando il da farsi e una decisione dovrebbe essere presa nel corso del weekend. Sul fronte internazionale, poi, sono diversi gli ospedali che si sono detti disponibili ad accogliere pazienti provenienti da Crans-Montana e, in alcuni casi, il trasferimento è già avvenuto.

In questo contesto di grande necessità, ottima è stata anche la risposta del personale medico-sanitario e degli psicologi. Numerosi, spiega il «Blick» in un articolo, sono infatti  i medici, gli infermieri e gli psicologi che hanno deciso di rinunciare alle vacanze per aiutare le persone colpite dalla tragedia del Constellation. Secondo Joakim Faiss, responsabile della comunicazione dell'Ospedale del Vallese, diversi dipendenti in ferie hanno offerto spontaneamente il loro sostegno. Anche diversi medici e terapisti che lavorano in ambito privato hanno scelto di rinunciare alle vacanze e mettersi a disposizione di pazienti bisognosi, ma non in condizioni critiche così da poter alleviare il carico che grava sugli ospedali. È per esempio il caso della dottoressa Carine Beaud Zufferey, medico di base e pediatra di Sierre, che ha riaperto il proprio studio il 2 gennaio, affermando su Facebook di trovare «difficile non prestare soccorso». Da parte sua, Adèle Zufferey, psicoterapeuta FSP di Losanna, si è detta disponibile a fissare appuntamenti con le persone colpite dalla tragedia per la psicoterapia EMDR. Anche Kim Tagini, psicoterapeuta FSP, ha deciso di seguire la medesima strada ed ha annunciato che nel suo studio ci sono posti liberi per i pazienti «a partire dalla prossima settimana».

È poi sempre attivo il servizio di supporto psicologico allestito all'Ospedale del Vallese. È inoltre possibile contattare il Centro sanitario di Ginevra (CeSaGe) al numero 0800 116 117. Assistenza la si può poi ottenere tramite la piattaforma ciao.ch o la hotline Main Tendue (143). Ugualmente l' Associazione romanda per le vittime di ustioni (Flavie), con sede a Epalinges nel canton Vaud, è a disposizione delle persone direttamente colpite e delle loro famiglie per offrire sostegno e ascolto.

Va infine ricordato che  il Canton Vallese ha attivato una linea di assistenza telefonica (0848 112 117) per i familiari delle vittime e per le persone in attesa di notizie. È stato inoltre creato un account Instagram interamente dedicato alle segnalazioni di persone scomparse. I cittadini sono inoltre invitati a a evitare comportamenti pericolosi, a chiamare prima il proprio medico di famiglia o a contattare telefonicamente il servizio medico di guardia. Ovviamente, è imperativo chiamare il 144 per le emergenze.

 

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