Quando l’empatia diventa esperienza: una settimana che ha lasciato il segno

Ci sono lezioni che finiscono con il suono della campanella. E poi ce ne sono altre che continuano a lavorarti dentro, anche quando torni a casa.
È ciò che è accaduto al Palasport di Bellinzona, durante le giornate vissute insieme agli studenti della Scuola cantonale di commercio (SCC) di Bellinzona e all’Associazione Camaleonti: un’esperienza formativa intensa e immersiva, che ha coinvolto 260 allievi in un percorso tutt’altro che ordinario.
Fin dai primi momenti si è respirato un clima di attenzione e partecipazione autentica: non una semplice lezione, ma un incontro fatto di racconti veri, parole scelte con cura e domande capaci di aprire riflessioni profonde, perché l’equità inizia dal linguaggio, ma prende forma solo quando diventa esperienza concreta.
Dopo l’introduzione teorica, l’attività pratica ha cambiato prospettiva: bendarsi gli occhi, rinunciare alla parola e muoversi con le stampelle non per gioco, ma per comprendere. Gli studenti si sono messi in gioco con rispetto, sensibilità e grande maturità.
Cecità, sordità, disabilità fisica: tre esperienze diverse, un’unica consapevolezza che ha iniziato a emergere con forza. Le difficoltà non scompaiono, ma possono trasformarsi. E spesso è la forza di volontà a fare la differenza.
Le partite di Calcio Camminato hanno rappresentato uno dei momenti più sorprendenti. Qui lo stupore è stato evidente: bastano piccoli accorgimenti per permettere a tutti di giocare, divertirsi e condividere lo sport in modo equo. Un’idea di calcio lontana dagli stereotipi, ma incredibilmente potente.
Il confronto finale ha dato voce alle emozioni. C’è chi si è commosso, chi ha sentito il bisogno di raccontarsi, chi ha colto significati profondi e inaspettati. Fragilità e vulnerabilità sono emerse con naturalezza, ribaltando uno sguardo che troppo spesso si ferma all’etichetta di “disabilità”, dimenticando la Persona.
Da questi momenti è nata una certezza: l’esperienza ha lasciato un segno. Molti studenti hanno dichiarato che, d’ora in avanti, guarderanno le persone con disabilità prima di tutto come Persone. Un risultato che va ben oltre qualsiasi obiettivo didattico.
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