Amarcord

Quando Messi disse addio

Dieci anni fa, la Pulce abbandonava la nazionale argentina dopo il rigore fallito nella finale di Copa America - Meno di due mesi dopo ci ripensò: a 39 anni sogna un clamoroso secondo Mondiale
Le delusione della Pulce dopo aver perso la Copa America del 2016 contro il Cile. © EPA/JASON SZENES
Maddalena Buila
27.06.2026 06:00

«Se terminó para mí la selección». «Per me la Nazionale è finita». Era il 27 giugno del 2016 quando le dichiarazioni di Lionel Messi fecero il giro del mondo. Sì, il simbolo dell’Argentina gettava la spugna. Insostenibile il peso della frustrazione e dell’infinita delusione per non essere stato in grado di regalare un’immensa gioia alla sua gente. Dopo la mancata conquista di due titoli in Copa America e di un Mondiale nel 2014 in Brasile, Messi non riuscì a sostenere l’ennesima sconfitta. Ancora una volta la Copa America era lì, vicinissima. Soltanto i calci di rigori separavano la Pulce e i suoi compagni da un trofeo che in patria mancava dal 1993, da 23 lunghissimi anni. Il primo a presentarsi sul dischetto, dopo 120 minuti terminati a reti inviolate, fu proprio il numero 10 argentino. L’obiettivo era evidente: mettere a segno il primo importantissimo punto dagli 11 metri e caricare i suoi. La conclusione di Leo non vide neppure la porta, finendo alta sopra la traversa. Il colpo, per lui, la squadra e tutta l’Argentina, fu durissimo. Il Cile conquistò la Coppa imponendosi infine per 4-2.

Un dolore infinito

Messi rimase devastato dal risultato e dal proprio errore dal dischetto. Emblematiche e indelebili le immagini che lo ritraggono inginocchiato in campo, con la testa china sul manto erboso. La disperazione dipinta nei suoi occhi. Nella pancia del MetLife Stadium, poi, arrivarono le fatidiche dichiarazioni. «Ci ho provato tantissimo. Ci sono state quattro finali e non mi sono bastate per vincere. Ci ho provato. Era la cosa che desideravo di più, ma non ci sono riuscito. Penso che sia finita».

Messi aveva abbandonato l’Argentina. Le sue parole distrussero moralmente un’enorme fetta del suo popolo. Altri ne furono contenti, perché da sempre insoddisfatti delle prestazioni della Pulce con la maglia della Nazionale. Nonostante, appunto, negli anni Leo fosse stato a più riprese estremamente criticato dal popolo albiceleste, sempre pronto all’eterno paragone con Maradona, il suo addio lasciò tutti di stucco. Olé, il principale giornale sportivo del Paese, il giorno seguente titolò così: «Leo, no te vayas». «Non te ne andare, Leo». Il grido diventò presto di dominio pubblico, con migliaia e migliaia di persone che lo utilizzarono per incitare Messi a cambiare idea. L’hashtag #NoTeVayasLeo spopolò sui social media, mentre in giro per le strade argentine si leggevano ovunque le parole “No te vayas”. No, il popolo non era pronto a salutarlo.

Nei giorni successivi al tremendo annuncio si moltiplicarono inoltre le reazioni di vicinanza e di sostegno nei confronti del campione dell’Albiceleste. Il primo a esporsi fu proprio El Pibe de Oro. «Messi deve restare nella nazionale. È stato lasciato solo. Io non voglio lasciarlo solo». Poi accusò apertamente l’ambiente del Paese: «Chi dice che deve andarsene vuole nascondere il disastro del calcio argentino». Infine aggiunse, a mò di profezia: «Ha ancora molto da dare. Andrà in Russia per diventare campione del mondo».

L’inizio di una nuova era

E in Russia, effettivamente, Messi ci andò. Non vinse il titolo, no, ma partecipò alla Coppa del mondo. Dopo diverse settimane in cui in Argentina si respirò il lutto, alcuni quotidiani iniziarono a far trapelare la notizia che la Pulce avrebbe deciso di tornare sui suoi passi. Il 12 agosto dello stesso anno arrivò infine l’annuncio ufficiale di Messi tramite un comunicato: «Mi sono passate tante cose per la testa la notte della finale. Ho pensato seriamente di lasciare. Ma amo troppo il mio Paese e questa maglia. Non voglio inoltre creare un altro problema al calcio argentino. Spero di poter dare presto una gioia alla gente». E le gioie arrivarono. Il suo ritiro, durato meno di due mesi, si trasformò infatti in uno dei più grandi punti di svolta del calcio argentino. Una bellissima storia del mondo del pallone. Cinque anni dopo, Messi finalmente regalò la tanto agognata Copa América all’Argentina. Poi arrivarono la Finalissima del 2022 e soprattutto il Mondiale in Qatar, che cambiò completamente la percezione della sua carriera con la Nazionale.

E ora Messi sogna ancora, anche più in grande, provando a prendersi un back-to-back riuscito solo a Italia e Brasile, un’infinità di tempo fa.

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