L’intervista

«Quegli errori madornali del PS...»

Franco Cavalli, ora che le tensioni sono alle spalle, parla della sua «tormentata» candidatura al Consiglio degli Stati nel 2011
(foto Reguzzi)
Gianni Righinetti
05.06.2019 06:00

Una vita professionale intensa da medico e oncologo riconosciuto a livello mondiale e un grande impegno politico da consigliere nazionale alle spalle. Ma a Franco Cavalli la passione per la politica non è mai passata e, in maniera anche un po’ clamorosa, tornerà in corsa alle elezioni federali del prossimo 20 ottobre. Sarà sulla lista dei candidati al Nazionale denominata «Verdi e Sinistra Alternativa» che vede l’unione delle forze tra Verdi-Forum alternativo-Partito comunista. In questa intervista al Corriere del Ticino Franco Cavalli parla del passato e del presente e afferma: «Non ho mai avuto sete di cadreghino» (vedi articolo correlato).

Si può dire che non digerì mai il trattamento ricevuto da candidato al Consiglio degli Stati? Oggi quella fase tormentata è alle spalle: ma lei si sente ancora membro del PS?

«Nel 2011 esponenti decisivi del PS commisero una serie di errori madornali nella formulazione delle liste, nella scelta dei tempi e nel consigliare di votare “anche Abate, per evitare Morisoli”: persi per una manciata di voti da Abate, a Morisoli diedi diverse migliaia di voti di distacco. In pratica perdemmo due seggi: uno al Nazionale, e l’altro agli Stati. Almeno un minimo di autocritica si sarebbe potuto pretendere. Però, da quando ho cominciato a fare politica ancora adolescente, sono sempre stato socialista. Ma, senza volere andare all’estero, anche da noi questo termine abbraccia un arco molto vasto, che va da Jean Ziegler a diversi consiglieri di Stato, che sono in fondo dei perfetti liberali».

A proposito della corsa agli Stati, lei è un fan della candidatura di Greta Gysin e del ticket a sinistra con Marina Carobbio? Perché trova sarebbe sbagliato presentarsi con una candidata unica?

«La scelta della candidatura unica o della doppia candidatura di area è una questione fondamentalmente tattica. Io, essendomi presentato tre volte per gli Stati, ho fatto sia l’una che l’altra esperienza. In questo momento la mia impressione è che se si vuole creare un ampio movimento unitario che possa poi sfociare in una candidatura vittoriosa al secondo turno, ciò sia più facile con una doppia candidatura che non tralasciando parte dell’area rossoverde, partendo sin dall’inizio con una candidatura unica. Marina Carobbio e Greta Gysin: penso che sia un duo che possa creare un grosso entusiasmo nell’area rossoverde, non da ultimo essendo donne molto profilate e competenti in mezzo a tutti gli altri candidati maschi. Siamo nell’anno dello sciopero delle donne, siamo nell’anno dell’onda verde».

Comunque vada questa questione, sembra di poter dire che resteranno delle tossine. Insomma, una partenza falsa verso il 20 ottobre?

«Non credo proprio, stiamo discutendo di aspetti tattici e di quale possa essere la scelta migliore per un risultato che sarebbe storicamente eccezionale».

La corsa per gli Stati si preannuncia appassionante: ci sarà ancora Filippo Lombardi (PPD), il PLR potrebbe puntare su Giovanni Merlini, Lega e UDC forse su Battista Ghiggia e Marco Chiesa. Faccia un pronostico: chi rappresenterà il Ticino alla Camera alta?

«È ancora molto troppo presto per fare dei pronostici, a parte l’inossidabile Filippo, mancano ancora gli altri candidati borghesi. Io spero che tra i due rappresentanti del Ticino alla Camera alta ci sia finalmente anche una donna. Questa è l’ora».

Da sapere

Dottore e oncologo

Franco Cavalli è nato a Locarno nel 1942, sposato, 7 figli. Ha effettuato la sua formazione in medicina interna e oncologia medica a Berna, Milano, Brussel e Londra. Dal 1981 organizza ogni tre anni il Congresso Internazionale sui Linfomi Maligni a Lugano che è diventato il principale riferimento mondiale sia per la clinica come pure per la ricerca di base sui linfomi. Dal 2012 al luglio del 2017 è stato direttore scientifico dell’Istituto oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), è stato direttore sanitario dello IOSI dal 2007 al 2011 e primario dell’oncologia medica presso l’Ospedale San Giovanni di Bellinzona dal 1978 al 2007. Dal 1986 è Professore Onorario in medicina interna e oncologia alla Facoltà di Medicina all’Università di Berna. Egli é Presidente del SENDO (Southern New Drug Organisation).

La carriera politica

Vanta una lunga carriera politica a livello federale, dal 1995 al giugno del 2007 è stato consigliere Nazionale per il Partito socialista. Poi si è ritirato, lasciando il posto a Marina Carobbio, ancora oggi consigliera Nazionale e presidente della Camera bassa. Nel 2011 era stato candidato al Consiglio degli Stati. Successivamente, alla luce di screzi con il suo partito, il PS, ha contribuito a costituire il Forum alternativo.

Appuntamento al 12 giugno

La lista unitaria denominata «Verdi e sinistra alternativa» verrà presentata martedì 12 giugno alle 19 nel corso di una convention che si terrà alla Biblioteca cantonale di Bellinzona. Lo slogan è «L’alternativa è in arrivo. La lunga marcia per la conquista di Palazzo Federale sta per partire. Verdi del Ticino, Partito Comunista e ForumAlternativo si presentano uniti alle Federali del 20 ottobre con un programma elettorale comune e una lista unitaria. L’obiettivo? «Conquistare almeno un seggio in Consiglio Nazionale per riequilibrare la delegazione ticinese a Berna e rinforzare la voce dell’opposizione in Parlamento». La lista verrà poi congiunta con quella del PS.