Svizzera

Quei taxi a guida autonoma che piacciono a Parmelin

Il presidente della Confederazione è rimasto «affascinato» dal potenziale dei veicoli dell'azienda Waymo e vedrebbe di buon occhio la loro introduzione anche in Svizzera – L'USTRA: «La sicurezza rimane la priorità»
© X
Red. Online
02.08.2026 10:45

I taxi a guida autonoma sono una di quelle tendenze che, possiamo immaginare, prenderà sempre più piede in futuro nel mondo. Ad esserne convito è anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin, rimasto letteralmente «affascinato» da questa nuova tecnologia. «Galeotto» è stato il recente viaggio fatto negli Stati Uniti, dove Parmelin ha avuto l'occasione di visitare le strade di San Francisco godendosi il tragitto a bordo di un taxi completamente autonomo, senza un conducente alla guida. Non solo. Il presidente svizzero ha anche colto l'occasione per incontrare una delegazione di Waymo, l'azienda leader mondiale - parte del gruppo Alphabet - famosa per utilizzare le ultime innovazioni tecnologiche nella creazione di autovetture autonome per il trasporto su richiesta. Questi taxi di Waymo, come spiega il Tages Anzeiger, operano attualmente in ben undici città americane, effettuando oltre 500 mila corse a settimana. Un successo che sta spingendo l'azienda ad estendersi anche a Londra e Tokyo. E per quanto riguarda la Svizzera?

Obiettivo Svizzera

Parmelin, come detto, è rimasto molto colpito in positivo dai taxi a guida autonoma, descrivendo il viaggio fatto come un'esperienza. «Sono entusiasta e penso che l'idea meriti un fondamentalmente sostegno», ha affermato il Consigliere federale rispondendo ad alcune domande in merito. Visto il sistema, così ben rodato negli Stati Uniti, il pensiero è che questo possa rappresentare una buona soluzione anche per la Svizzera. «Vedo un potenziale particolare nelle città e per le persone che non possono guidare o che non possono più farlo», ha aggiunto Parmelin. A fargli eco anche il consigliere nazionale dell'UDC Franz Grüter, che ha accompagnato personalmente il presidente della Confederazione e ha organizzato il suo viaggio in taxi. «Il mio obiettivo è portare Waymo in Svizzera», ha detto, aggiungendo che i segnali ricevuti nei colloqui con l'azienda sono stati molto positivi. Si tratterebbe della prima sede dell'azienda nell'Europa continentale. «Waymo sta valutando seriamente l'ipotesi di entrare nel mercato svizzero». Uno scenario che, riporta il quotidiano svizzero tedesco, Grüter ha definito come «fantastico». Per il momento la società non ha dato una risposta chiara a una simile ipotesi ma non ha nascosto le sue «ambizioni globali» che vanno oltre Regno Unito e Giappone.

«Ne abbiamo bisogno»

Grüter ha anche raccontato il suo primo viaggio privato fatto con Waymo a San Francisco lo scorso novembre. «Durante il tragitto, ho avuto costantemente la sensazione che saremmo andati a sbattere contro qualcosa». Ma, fortunatamente, non è stato così. «L'auto a guida autonoma si è mossa senza sforzo nel traffico intenso, superando biciclette e pedoni. Ne abbiamo bisogno anche in Svizzera», ha chiosato. Il consigliere nazionale non ha voluto attendere e si è quindi messo in contatto sia con Albert Rösti che con l'Ufficio federale delle strade (USTRA). Ai suoi occhi questi nuovi mezzi presentano numerosi vantaggi: «I taxi autonomi sono adatti alle persone anziane e senza patente di guida. Inoltre è possibile migliorare ulteriormente la sicurezza stradale», senza parlare della risposta che verrebbe data alla carenza dei trasporti pubblici nelle aree più periferiche del Paese. La sicurezza, in ogni caso, resta «la priorità assoluta», evidenzia l'USTRA: «I veicoli automatizzati e i loro sistemi devono essere almeno altrettanto sicuri di quelli con i conducenti umani», aggiungendo di vedere «un grande potenziale» nella guida autonoma.

Questione sicurezza

Ma, quindi, quanto sono davvero sicure queste vetture autonome? Alla domanda ha risposto uno studio del 2023 condotto da Swiss Re a cui anche Waymo ha partecipato. Le auto a guida autonoma dell'azienda americana sono risultate più sicure su strada rispetto a quelle guidate da esseri umani, causando il 76% dei danni in meno. Ma non ci sono solo note positive. Sempre secondo il Tages Anzeiger, Waymo di recente ha dovuto richiamare quasi 4.000 veicoli in Arizona e California perché il software che li guidava non riusciva a rilevare cantieri e chiusure stradali. Non solo. È capitato che, purtroppo, alcune auto di Waymo abbiano investito cani e gatti. Di più. A gennaio, negli Stati Uniti, un veicolo a guida autonoma ha addirittura urtato un bambino che ha riportato ferite lievi. Fino a questo momento, viene precisato, «non si sono verificati incidenti mortali causati da veicoli Waymo». In Svizzera, in ogni caso, si parla già da tempo di guida autonoma: in alcune zone - vicino a Zurigo e a Berna - sono in funzione autobus automatizzati. Gli autisti sono ancora presenti sui mezzi per intervenire in caso di necessità, «ma non devono più tenere le mani sul volante». Secondo questa tendenza, l'Associazione svizzera per la mobilità autonoma prevede la presenza di 100 veicoli a guida autonoma sulle strade svizzere entro la fine del 2028, inclusi quelli già in circolazione.