Quella cava che non può essere risanata

Licenza edilizia negata. Il Municipio di Riviera, con decisione di una settimana fa, come appreso dal Corriere del Ticino, non ha potuto far altro che prendere atto del preavviso negativo vincolante dei Servizi generali del Dipartimento del territorio (DT) e mostrare il pollice verso al progetto volto a ristabilire l’equilibrio ecologico in un comparto di estrazione ad Iragna dismesso da decenni. Sembra strano, ma è così. Accolte pertanto, parzialmente, le opposizioni che erano state inoltrate la scorsa primavera da un cittadino e dal Patriziato, proprietario della strada forestale. Il cavista ha ora tempo sino ad inizio novembre di valutare se ricorrere o meno al Consiglio di Stato contro la decisione che gli è stata intimata negli scorsi giorni.
Biodiversità e piante esotiche
«Considerata la situazione finale della risistemazione dell’ex cava con il materiale di scavo pulito e la proposta di semina finale del fondo a conclusione dell’opera, il Municipio ritiene che l’intervento non sarebbe in contrasto con gli intendimenti delle zone di pianificazione volte a impedire il deposito indiscriminato di materiale (in particolare proveniente dall’esterno del comparto), ma non a impedire una riqualifica ambientale e paesaggistica di comparti per i quali è accertato l’esaurimento della materia prima», puntualizza l’Esecutivo guidato dal sindaco Cristiano Triulzi. Non bisogna essere dei veggenti per intuire che questo paragrafo sarà seguito da un altro che inizia con un «ma». È proprio così. Le valutazioni riguardanti il diritto comunale, infatti, nella fattispecie, risultano ininfluenti alla luce del preavviso cantonale negativo. L’Ufficio della pianificazione locale (a seguito della non conformità con il Piano regolatore, come vedremo più avanti), l’Ufficio della natura e del paesaggio (per la mancata tutela degli ambienti degni di protezione e la non considerazione delle piante esotiche invasive), la Sezione forestale (dato che l’ambiente attuale, molto pregiato dal punto di vista della biodiversità, denota una qualità superiore rispetto a quello che si otterrebbe con la riqualifica) e - a corollario di tutti questi no - pure i Servizi generali del DT, si sono detti contrari al progetto di ripristino ambientale dell’area di cava. Perché? In quanto è in contrasto con i criteri pianificatori applicabili in materia dell’utilizzazione dei sedimi ubicati fuori zona edificabile.
L’opposizione del Patriziato
Il comparto in questione è interessato da una zona di pianificazione relativa alla riqualifica delle zone produttive dell’intero Comune di Riviera, prorogata fino al 2 settembre 2026. Valida ancora poco meno di undici mesi, insomma. Come se non bastasse, il Piano regolatore in vigore (PR) situa l’area in oggetto nel Piano particolareggiato della zona cave, più precisamente in «territorio senza destinazione specifica». Il Governo, ricordiamo, nel 2007 non aveva approvato la zona cave esigendo dall’Esecutivo l’elaborazione di una variante. «Le censure mosse dall’opponente (il Patriziato di Iragna, rappresentato dall’avvocato Pier Carlo Blotti; n.d.r.) riguardo alla non conformità dell’istanza con il Piano regolatore sono condivisibili», sottolinea il DT.
I requisiti non adempiuti
Decisiva è inoltre la Legge federale sulla pianificazione del territorio. Fuori dalle zone edificabili possono essere eccezionalmente rilasciate autorizzazioni per la costruzione o la trasformazione di edifici o impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a condizione che la loro destinazione esiga un’ubicazione fuori dalla zona edificabile e che non vi si oppongano interessi preponderanti. I due requisiti devono essere adempiuti cumulativamente. E nel caso del ripristino ecologico della cava «non risultano essere soddisfatti», in quanto gli interventi previsti non apportano «una miglioria rispetto alla situazione attuale, al contrario».
Ricapitolando, alla concessione della licenza edilizia, concludono i Servizi generali del Territorio, si oppongono insomma interessi di natura pianificatoria, prevalenti e prioritari all’interesse soggettivo dell’imprenditore privato. Preavviso negativo del Cantone, dunque, e licenza negata da parte del Municipio di Riviera.
