Australia

Quell'ago nel pagliaio potenzialmente letale

La capsula radioattiva persa la scorsa settimana da un camion e ritrovata oggi ha una grandezza di 8 millimetri per 6, ma «la popolazione potrà dormire meglio stanotte»
© DFES
Red. Online
01.02.2023 16:31

«È stato trovato un ago in un pagliaio e penso che la popolazione dell'Australia Occidentale potrà dormire meglio stanotte». Con queste parole Steve Dawson, capo dei servizi di emergenza dello Stato, ha annunciato alla stampa il ritrovamento nei pressi di una località chiamata Newman della capsula radioattiva persa la scorsa settimana da un camion. Un ago nel pagliaio, letteralmente. Si tratta infatti di un oggetto minuscolo, con una grandezza di 8 millimetri per 6, al cui interno è presente cesio-137, una sostanza altamente radioattiva utilizzata nelle attrezzature minerarie.

La capsula era stata «smarrita» lungo un tratto di autostrada deserta nel più grande stato dell'Australia. Ad ammettere l'incidente, scusandosi, era stata la società mineraria Rio Tinto. Una volta diffusa la notizia, era scattata la ricerca. Un'impresa. Un oggetto piccolissimo, perso in un momento indefinito e in un punto indefinito lungo una strada di 1.400 km. Che fortunatamente, a oggi, non sembra essersi mosso di molto da quando è caduto, anche se per sicurezza l'area nel raggio di 20 metri dal ritrovamento è stata recintata.

La capsula è stata individuata da un veicolo specializzato che viaggiava a 70 km/h e che ne ha captato le radiazioni. Le autorità hanno assicurato che è stata recuperata «in sicurezza» e sarà trasportata in un container di piombo a Newman, dove verrà conservata fino a giovedì, quando verrà trasferita in un centro a Perth.

La capsula era usata nella miniera Gudai-Darri di Rio Tinto, nella regione di Kimberley. Il trasporto era curato in subappalto. L'azienda aveva caricato la capsula dalla miniera il 12 gennaio per spostarla in un impianto di stoccaggio nella periferia nord-est di Perth. Quando è stato disimballato per l'ispezione, il 25 gennaio, l'indicatore è stato trovato rotto e la capsula radioattiva era sparita. Secondo le autorità, le vibrazioni durante il trasporto potrebbero aver causato l'allentamento dei bulloni. Il minuscolo oggetto sarebbe quindi fuoriuscito da un foro in cui era inserita la vite e da lì precipitato sulla strada.

Di cosa si tratta

La capsula, spiega Focus, faceva parte di un dispositivo che serve a misurare la densità di ferro e che viene normalmente utilizzato nelle operazioni estrattive. Contiene una piccola quantità di cesio-137, un isotopo radioattivo del metallo cesio, un sottoprodotto della fissione nucleare dell'uranio che viene utilizzato anche per tarare gli strumenti per le misurazioni delle radiazioni. Emette raggi beta e gamma, cioè radiazioni ionizzanti, che possono alterare la struttura del DNA e l'ambiente cellulare aumentando il rischio di sviluppare il cancro. «Ha un livello di radioattività equivalente a quello a cui saremmo esposti se ci sottoponessimo a 10 radiografie in un'ora».

Il timore era che la capsula potesse incastrarsi nello pneumatico di un'auto, esponendo gli occupanti ad alti livelli di radiazioni. Le autorità avevano quindi invitato, in caso di ritrovamento, a tenersi ad almeno cinque metri di distanza, perché l'esposizione ravvicinata avrebbe potuto causare ustioni e malessere da radiazioni, danni ai tessuti e altri seri problemi per la salute: si stima che restando per pochi istanti vicino alla capsula si riceva una quantità di radiazioni equivalente alla radioattività naturale che in Australia si incamera di solito in un anno.

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