Quelle persone che si tagliano i capelli per aiutare i feriti di Crans-Montana

In Vallese è ormai diventato un fenomeno: stiamo parlando della gente che ha deciso di tagliarsi i capelli affinché siano utilizzati per creare parrucche da dare alle vittime ustionate nell'incendio scoppiato la notte di Capodanno al bar Constellation di Crans-Montana. Come spiega Rhône FM, sono diverse decine le persone che hanno aderito a questo slancio di solidarietà.
Dietro all'iniziativa Cindy Blanc, parrucchiera e specialista in protesi capillari per persone affette da tumore o vittime di ustione attiva nel suo salone di Martigny. Di fronte al dramma della notte di Capodanno, la donna ha deciso di lanciare un appello sui social con l'obiettivo di raccogliere capelli che possano essere utilizzati per creare parrucche da destinare alle vittime dell'incendio.
«Ho preso contatto con diverse fabbriche e sono riuscita a trovare un accordo con esse», spiega Blanc. «Io mi occupo di raccogliere i capelli, poi li invio a loro che creano delle parrucche».
Un appello, quello lanciato da Blanc sui social, che non rimane inascoltato. «Riceviamo capelli tutti i giorni, alcuni inviatici in buste», racconta la donna all'emittente di Sion. «Ci contattano persone di ogni età e da ogni dove: giovani donne, uomini e nonne dall'Italia, dalla Francia, dal Belgio e dal Lussemburgo. In più molti saloni in Svizzera si sono mobilizzati per mandarci capelli. Una signora anziana ci ha persino regalato la treccia che si era tagliata quarant'anni fa. Riceviamo inoltre tantissime telefonate e messaggi».
Impressionante anche la quantità di capelli raccolta finora. «Ho appena pesato la scatola in cui sono contenuti quelli arrivati negli ultimi tre-quattro giorni e l'ago della bilancia segnava più di 5 KG», rivela Blanc.
Non tutti i capelli sono però uguali. «Ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno sono capelli naturali di una lunghezza di circa 30 centimetri. Abbiamo ricevuto tanti capelli tinti, ma non abbastanza naturali e quindi ora mettiamo l'accento sui quest'ultima tipologia», spiega Blanc.
Allo stato attuale, comunque, rimangono tanti i dubbi e le incertezze. «Non sappiamo ancora quante persone avranno bisogno di una protesi capillare o di una parrucca», chiarisce la donna. «Cerchiamo dunque di raccogliere più materiale possibile così che poi, al momento del bisogno, le vittime avranno una vasta scelta di parrucche». Niente verrà inoltre sprecato o buttato via. «Se dovessimo accorgerci di aver prodotto più parrucche di quante ce ne fosse veramente bisogno, allora daremo le eccedenze alle persone affette da tumore», rassicura la parrucchiera di Martigny.
«Mia figlia di 12 anni ha i capelli lunghi e fa fatica a pettinarseli, allora mi sono detta che, piuttosto che tagliarli per buttarli via, poteva essere una buona idea donarli per aiutare le vittime del Constellation», racconta, sempre sulle frequenze di Rhône FM una madre. «Avrei volentieri regalato anche i miei capelli, ma già non ne ho più», dice ridendo.
