Svizzera

Radicalizzazione, un nuovo piano d'azione per contrastare il fenomeno

Confederazione, Cantoni e Comuni hanno sottoscritto una nuova carta per contrastare l'estremismo e la radicalizzazione in tutte le sue forme – Sotto la lente islamismo violento, odio contro le donne e ideologie politiche
© PETER KLAUNZER
Ats
21.08.2026 13:41

Una nuova carta per contrastare l'estremismo e la radicalizzazione in tutte le sue forme. È quanto hanno sottoscritto Confederazione, Cantoni e Comuni. Chiunque si accorga che una persona della propria cerchia personale sia a rischio di radicalizzazione deve poter contare su un sostegno concreto. La Carta contro la radicalizzazione e l'estremismo, redatta dalla Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) coinvolgendo anche gli esperti del mondo scientifico, è stata presentata oggi ai media dal «ministro» di giustizia e polizia, Beat Jans, assieme ai rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni.

Un fenomeno in crescita

Il perché di questa carta? In Svizzera e in altri Paesi europei, secondo i partecipanti all'incontro odierno, il numero di minorenni sulla via della radicalizzazione è in aumento dal 2023, mentre l'estremismo violento assume forme sempre più diverse.

Oltre all'islamismo violento, tra i giovani si sta diffondendo il movimento incel, che incita all'odio nei confronti delle donne, oppure si moltiplicano i cosiddetti Active Club fondati su ideologie di estrema destra. A questi si aggiungono certi ambienti di sinistra che approfittano delle proteste di carattere internazionale per scatenarsi compiendo atti di teppismo.

La necessità di contrastare questi fenomeni è ancora più urgente se si pensa ad alcuni fatti di cronaca degli ultimi anni, come l'omicidio a Morges nel 2020, l'accoltellamento a Lugano nel 2020 (entrambi di matrice jihadista), l'attentato incel ad Amriswil nel 2020, l'aggressione di un uomo di religione ebraica a Zurigo nel 2024 e l'accoltellamento a Winterthur nella primavera del 2026 (gli ultimi due di matrice jihadista).

Finora due piani d'azione

Il fenomeno della radicalizzazione costituisce insomma un problema sociale di grande portata, secondo i partecipanti, che può essere affrontato solo cooperando fra tutti e tre i livelli statali.

Finora, Confederazione, Cantoni e Comuni hanno elaborato due piani d'azione nazionali per i quali sono stati stanziati 750 mila franchi l'anno. Tale somma ha permesso di realizzare tra il 2019 e il 2026 94 progetti di contrasto alla radicalizzazione e all'estremismo.

Fra gli esempi significativi è stato citato un'iniziativa del 2024 dell'Università di scienze applicate di Zurigo per formare influencer attivi sui social allo scopo di contrastare l'odio che corre sulla rete, sostenuto dall'Ufficio federale di polizia.

Nei due anni successivi sono stati finanziati alcuni corsi di formazione per persone responsabili delle comunità religiose nonché un progetto dell'associazione männer.ch dedicato alla manosfera. Con quest'ultimo concetto s'intendono quelle cerchie di uomini attivi online che promuovono ideologie di maschilità intrise di misoginia e omofobia.

Per l'anno prossimo, fra l'altro, sono già state presentate 14 richieste per costi complessivi superiori a un milione. Il secondo piano d'azione scadrà a fine 2027 ed è in fase di valutazione.