Amarcord

Ralf e Michael, gli unici fratelli capaci di vincere in Formula 1

Venticinque anni fa a Imola il minore dei Schumacher conquistava la sua prima gara imitando le prodezze del ferrarista - Poche settimane dopo, in Canada, i due salirono per la prima volta insieme sul podio, il successo fu ancora del più giovane
L’abbraccio tra i fratelli Schumacher a Imola, dopo la vittoria di Ralf. © Reuters/John Marsh
Maddalena Buila
15.04.2026 06:00

15 aprile 2001, autodromo Enzo e Dino Ferrari. A Imola si corre la quarta tappa del Mondiale. Il grande favorito è Michael Schumacher, al volante della Ferrari. Già tre volte campione del mondo (l’ultimo sigillo lo aveva posto pochi mesi prima, conquistando il campionato del 2000), il tedesco arriva al Gran Premio di San Marino forte delle due vittorie in Australia e Malesia. Solo David Coulthard era riuscito a strappargli il successo in Brasile. In Italia la pole position è proprio del britannico, che mette pressione al rivale. Dalla seconda fila, dietro le McLaren di Coulthard e Mika Häkkinen, scatta Schumacher. Non Michael, bensì Ralf, il fratello minore. Allo spegnimento dei semafori il giovane tedesco compie una prodezza. Dopo uno scatto aggressivo, arrivando quasi sull’erba con le ruote sinistre della sua Williams, si prende la testa della corsa. Progressivamente aumenta il distacco, restando al comando anche dopo le due soste ai box. Al 24. giro, Michael è invece costretto al ritiro per apparenti problemi a sospensioni e freni, deludendo le migliaia di tifosi casalinghi della Ferrari speranzosi nella terza vittoria stagionale. No, quello è il giorno di Ralf, che taglia per primo il traguardo. Pochi minuti dopo, sorride quando qualcuno gli chiede se avesse vinto grazie agli insegnamenti del fratello, capace di conquistare 46 vittorie e tre titoli mondiali in 148 gare di Formula 1. «Ho fatto una grande partenza, ho spinto forte nei primi giri», racconta. È stata anche una giornata fortunata. Nelle gare precedenti abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Michael è venuto da me dopo la corsa per dirmi che avevo fatto un buon lavoro. Penso che stasera faremo una grande festa».

Un giorno epocale

E grande festa fu. Quel giorno, infatti, divenne epocale. Non solo per la prima vittoria della carriera di Ralf, ma soprattutto perché per la prima volta nella storia della Formula 1 due fratelli erano riusciti entrambi a conquistare un podio. Anche la Williams ebbe di che gioire quel pomeriggio di metà aprile. Con il trionfo del tedesco, la scuderia britannica poté finalmente tornare sul gradino più alto del podio. Una sensazione che mancava dal settembre del 1997. Ralf riuscì inoltre a porre fine alla lunga serie di 22 successi consecutivi ottenuti da piloti Ferrari o McLaren fino a quel giorno. I Schumacher, per essere precisi, avevano già scritto una pagina di storia qualche giorno prima. A Interlagos, i due scattarono davanti a tutti. Non era mai successo che due fratelli occupassero la prima fila.

All’ombra del campione

La carriera di Michael è ormai nota a tutti. Un po’ meno quella di Ralf, comunque pilota di grande pregio, ma, inevitabilmente, sempre in parte oscurato dalla fama e dai risultati del fratello maggiore. Dopo le vibranti emozioni assaporate a Imola per la sua prima vittoria in Formula 1, Ralf visse alcuni degli anni più solidi della sua esperienza nel Mondiale. Poche settimane dopo il Gran Premio di San Marino arrivò anche uno dei suoi momenti più iconici. In realtà fu iconico anche per Michael e, nuovamente, per tutto il mondo del massimo campionato delle quattro ruote. In Canada, con Michael che partiva davanti a tutti, Ralf centrò un’altra bellissima vittoria. Questa volta anche il campione del mondo vide sventolare la bandiera a scacchi, subito dopo il fratellino. Ecco servita la prima e unica doppietta familiare della storia della F1. La 12. tappa della stagione, poi, regalò a Ralf un’altra grandissima soddisfazione. All’Hockenheimring, davanti al pubblico di casa, piazzò la terza zampata. Nei due anni successivi, rimase competitivo con la Williams, ottenendo altre vittorie e diversi podi, confermandosi uno dei piloti più veloci del gruppo centrale. In totale, tra il 2001 e il 2003, conquistò sei successi, spesso sfruttando la competitività del pacchetto Williams. Dal 2005 si trasferì alla Toyota, con cui ottenne risultati più altalenanti, senza riuscire a tornare stabilmente ai vertici. Dopo alcune stagioni difficili, il suo rendimento diminuì progressivamente fino al ritiro dalla F1 al termine della stagione 2007.

Un duo inarrivabile

Nessuno riuscì a replicare quanto fatto dai Schumacher. Né prima, né dopo di loro. In F1 la presenza di fratelli in griglia è sempre stata un evento raro, spesso più simbolico che competitivo. Tra i primi casi si ricordano i fratelli Stewart, Jimmy e Jackie. Il primo disputò una sola gara nel 1953, mentre Jackie sarebbe diventato tre volte campione del mondo. Negli anni ’60 arrivano i fratelli Rodríguez, Pedro e Ricardo. Quest’ultimo, talento precoce, scomparve tragicamente a soli 20 anni prima di poter condividere la carriera con il fratello maggiore, che avrebbe poi conquistato due vittorie in F1. Negli anni ’70 si inseriscono i Brambilla. Vittorio fu protagonista con 74 partenze, mentre Tino restò fermo a poche mancate qualificazioni. Sempre negli anni ’70 e primi ’80 emergono gli Scheckter. Jody riuscì a diventare campione del mondo, mentre Ian rimase una presenza marginale. Negli anni ’80 arrivano i Fittipaldi, Emerson e Wilson. Il primo divenne due volte campione del mondo e protagonista assoluto della categoria, mentre Wilson non ottenne risultati di rilievo. Nello stesso periodo si affacciano anche i Winkelhock. Manfred disputò diverse stagioni, mentre per Joachim solo sporadiche apparizioni. Negli stessi anni troviamo i Fabi, Corrado e Teo, entrambi presenti in F1 tra il 1982 e il 1987, ma senza grandi risultati e con carriere brevi. Infine, tra fine anni ’80 e primi ’90, i Brabham. David disputò 24 gare tra il 1990 e il 1994, mentre Gary non riuscì mai a qualificarsi in gara.