Allevamento

«Recinzioni virtuali e GPS per le mucche al pascolo»

Il ricorso a collari muniti di geolocalizzatori e in grado di dare mini-scosse per controllare gli spostamenti delle vacche è vietato in Svizzera – Ma nel settore c’è chi ritiene che sia giunto il momento di autorizzare questa tecnologia, ritenuta più indicata di steccati e fili elettrificati – Il caso giunge in Parlamento
© CHIARA ZOCCHETTI
Giovanni Galli
02.07.2026 06:00

In Svizzera ci sono un milione e mezzo di bovini, di cui oltre 660 mila mucche. Questi animali sono una componente importante dell’immaginario collettivo elvetico. Nel 2018, sono addirittura diventati un tema politico, con l’iniziativa popolare lanciata da un piccolo allevatore e denominata «per vacche con le corna». Adesso le mucche tornano a far parlare a Palazzo con la richiesta del consigliere nazionale Ernst Wandfluh (UDC), agricoltore di montagna bernese, di autorizzare l’impiego di recinzioni virtuali. Gli allevatori, scrive in un’interpellanza, conoscono bene le difficoltà legate alla riparazione e alla manutenzione delle recinzioni su terreni scoscesi. Sono operazioni che richiedono tempo, energia e denaro. La nuova tecnologia è vietata per ragioni di benessere animale ma potrebbe semplificare le cose e far risparmiare agli agricoltori fino a 20 ore di lavoro alla settimana.   

Un’app per impostare i confini

Come funziona? Agli animali al pascolo, invece del classico campanaccio, viene applicato un collare GPS collegato via rete a un’app per smartphone. Con questa app può essere impostato il confine virtuale del pascolo. Quando l’animale si avvicina al limite tracciato digitalmente, viene attivato un segnale acustico. Se l’animale oltrepassa il confine, segue un leggero impulso elettrico. Per gli animali il tono crescente del segnale acustico rende prevedibile l’impulso elettrico. La sequenza di segnale acustico e impulso elettrico si ripete fino a tre volte in corrispondenza del confine virtuale. Se la vacca attraversa tutte e tre le zone di allarme, gli stimoli vengono disattivati automaticamente e il proprietario riceve una notifica sul suo smartphone. In qualsiasi momento è possibile rintracciare in tempo reale la posizione dell’animale scappato tramite l’app. Se la mucca continua a oltrepassare il «confine» viene emesso un leggero impulso elettrico. Se neanche in questo caso l’animale rispettasse il limite, il proprietario verrebbe avvisato via smartphone. Grazie al GPS sarebbe in grado di localizzare la mucca e di recuperarla.

Impulsi 25 volte più deboli

Questo sistema innovativo, che sostituirebbe i tradizionali steccati con fili elettrificati, è già stato testato da Agroscope (il centro di competenza ufficiale della Confederazione Svizzera per la ricerca agronomica e alimentare) dal 2021 al 2023. Le prove sono state effettuate sulle vacche da latte in lattazione in pianura e sulle manze in montagna. Con «risultati inequivocabili» stando a Wandfluh, secondo cui le mucche imparano rapidamente e senza stress. La produzione di latte e l’appetito non presentano differenze rispetto agli animali che pascolano in zone recintate con i criteri tradizionali. L’impulso elettrico del collare è di 25 volte più debole di quello di una recinzione convenzionale. Inoltre, il collo è una parte del corpo meno sensibile al dolore rispetto al naso, che di solito è il primo ad essere colpito nel caso delle recinzioni elettriche, spiega Agroscope sul suo sito. Questa tecnologia è già in uso in Norvegia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svezia e Irlanda.

Oltre al risparmio di tempo c’è un altro vantaggio: le aree inaccessibili alle recinzioni fisiche possono essere utilizzate per il pascolo. Le recinzioni virtuali,  rileva Agroscope, possono essere spostate in pochi clic, con un notevole risparmio di tempo rispetto a quelle tradizionali. La gestione dei pascoli è agevole.

Stando a «20 Minuten», in Parlamento sta emergendo un ampio sostegno alla proposta di Wandfluh. Il suo collega dei Verdi Kilian Baumann (BE), agricoltore biologico, ha detto di non avere alcuna preoccupazione per il benessere degli animali. Anche l’Unione svizzera dei contadini si è detta possibilista. Tuttavia, non mancano le voci critiche, come quella della Protezione svizzera degli animali. «Gli animali mostrano ripetutamente segni di disagio in risposta ai segnali acustici ed elettrici», ha dichiarato al Tages-Anzeiger  il portavoce Manuel Iseli. Anche se si osserva un effetto di apprendimento, per gli animali rimane un certo grado di imprevedibilità. Inoltre, rileva il giornale, le recinzioni visibili non solo impedirebbero agli animali di scappare, ma offrirebbero anche una certa protezione contro l’intrusione di persone, cani e altri fattori di disturbo.