Regali a Trump, la Seco: «Erano per la popolazione americana»

I regali consegnati nel novembre 2025 da uomini d'affari svizzeri al presidente degli Stati Uniti Donald Trump non erano destinati personalmente all'allora 79enne, ma alla popolazione americana. Lo ha affermato Helene Budliger Artieda, direttrice della Seco, la Segreteria di stato dell'economia, precisando che si è trattato di un'iniziativa del settore privato. «I regali sono regolarmente registrati alla Casa Bianca e, se tutto va bene, finiranno in una biblioteca presidenziale», ha dichiarato oggi la segretaria di stato uscente (ha rassegnato le dimissioni per fine marzo 2027) in un'intervista a Bloomberg TV a margine di un forum economico a Nuova Delhi.
Un orologio Rolex e un lingotto d'oro
Nel pieno della vertenza sui dazi una delegazione di imprenditori elvetici si era recata negli Usa per negoziare con il presidente sulle barriere doganali. Durante l'incontro era stato consegnato a Trump un orologio da tavolo Rolex e un lingotto d'oro inciso, per un valore complessivo di circa 100'000 franchi.
Tutto in regola
Secondo Budliger Artieda si era di fronte a «uomini d'affari seri», che in precedenza avevano certamente effettuato anche verifiche legali. «Sono convinta che ci si sia mossi nel quadro delle disposizioni di legge», ha detto. Della delegazione facevano parte, tra gli altri, il co-fondatore di Partners Group Alfred Gantner, il numero uno di Rolex Jean-Frédéric Dufour e il presidente del consiglio d'amministrazione di Richemont Johann Rupert.
Si attende un rapporto entro fine anno
La visita in questione continua intanto a far discutere in Svizzera. La Commissione della gestione del Consiglio nazionale ha annunciato che intende esaminare l'operato delle autorità federali in relazione ai dazi americani: un rapporto dovrebbe essere concluso entro la fine dell'anno.
Soddisfazione per le trattative sui dazi
Nel frattempo Budliger Artieda si è detta soddisfatta dell'attuale situazione nei negoziati sulle barriere commerciali tra Svizzera e Stati Uniti. Da quando, nel novembre 2025, i due paesi hanno potuto annunciare una riduzione dei dazi americani dal 39% al 15%, gli Usa hanno rispettato l'intesa. In definitiva, Berna vuole soprattutto sicurezza e «acque più calme» nelle relazioni commerciali, dopo i tempi turbolenti seguiti all'annuncio delle tariffe doganali da parte di Trump nel cosiddetto «Liberation Day» dell'aprile 2025. «Altrimenti per gli esportatori svizzeri è molto difficile», ha osservato l'ex ambasciatrice. I colloqui per un accordo giuridicamente vincolante sono comunque ancora in corso, ha concluso.