Ciclismo

Remco per la storia

Evenepoel potrebbe diventare il primo corridore a centrare la doppietta crono-gara in linea ai Mondiali - Senza Pogacar il belga è favorito, ma occhio a Seixas e Del Toro, oltre che a un Wout van Aert in grandissima forma
©EDOUARD DESROCHES
23.09.2026 06:00

Remco Evenepoel è arrivato a Montréal con un obiettivo ben preciso: raggiungere Tony Martin e il nostro Fabian Cancellara a quota quattro titoli mondiali a cronometro in carriera, ma diventare il primo a conquistarli consecutivamente. Impresa riuscita. Domenica il belga ha dominato la prova contro il tempo, rifilando quasi un minuto in 40 chilometri a Filippo Ganna. Si è quindi concesso un paio di giorni per tirare il fiato e festeggiare, prima di tornare in sella martedì e preparare al meglio quello che, a questo punto, è diventato il secondo grande obiettivo della spedizione canadese: la maglia arcobaleno nella prova in linea, che gli permetterebbe di centrare una doppietta mai riuscita a nessuno nella storia dei Mondiali.

Pogi non c’è, come a Parigi

Evenepoel ne è capace. Del resto la medesima impresa l’ha già firmata ai Giochi olimpici del 2024. Ai Mondiali, invece, l’ha solamente sfiorata in un paio di occasioni. L’ultima lo scorso anno, quando, sette giorni dopo aver conquistato l’oro a cronometro, con tanto di sorpasso a Tadej Pogacar, scattato due minuti prima di lui, dovette inchinarsi allo strapotere dello sloveno nella prova in linea, accontentandosi dell’argento. L’occasione adesso è ghiottissima. Probabilmente come mai prima d’ora. Per un percorso che si addice bene alle sue caratteristiche, certo, ma pure perché questa volta Pogacar non sarà della partita. Lo sloveno, messo fuori gioco per il finale di stagione dalla caduta alla Vuelta e privato così dell’opportunità di scrivere a sua volta la storia con un terzo oro consecutivo, sarebbe stato senza dubbio il grande favorito. Un ostacolo probabilmente insuperabile anche per Evenepoel, che da quasi quattro anni non riesce più a battere il rivale in una corsa di un giorno. Dopo una carriera già straordinaria, ma inevitabilmente oscurata in parte dalle imprese del Re Sole, riuscire nella doppietta mondiale, dopo quella olimpica, permetterebbe a Remco di centrare un traguardo unico, che forse nemmeno Pogi potrà mai replicare.

Quinto nella prova generale

I favori del pronostico sono, come detto, scivolati nelle mani del belga. E questo nonostante nella prova generale di dieci giorni fa, il Grand Prix de Montréal, non sia andato oltre il 5. posto. Due giorni prima, a Québec City, era però arrivato un successo e lui stesso ha ammesso di aver pagato a Montréal le fatiche della gara vinta 48 ore prima e di considerare quel 5. posto una buona giornata di allenamento. «Fra due settimane sarà tutta un’altra gara», ha detto al traguardo. Un chiaro messaggio ai rivali, a partire da chi quel giorno gli è arrivato davanti e si è giocato la vittoria. Paul Seixas e Isaac Del Toro. Il francesino, battuto in volata dal messicano, ha confermato di essere in gran forma con il terzo posto nella cronometro, valsogli la prima medaglia iridata della carriera, e non ha nascosto le proprie ambizioni. Del Toro, dal canto suo, ha già dimostrato di sapersi imporre sullo stesso percorso che verrà affrontato domenica prossima.

Il dualismo interno

Rispetto ai due giovani in rampa di lancio, Evenepoel ha però dalla sua maggiore esperienza e una squadra qualitativamente superiore. Forse, sbilanciandoci, persino troppo. La presenza di Wout van Aert sarà infatti ingombrante e in passato il Belgio non ha sempre gestito bene i dualismi interni. Lo stesso Evenepoel, se ha una debolezza, è quella di lasciarsi talvolta travolgere dagli imprevisti, come potrebbe essere, dal suo punto di vista, ritrovarsi insieme al compagno nei chilometri conclusivi della corsa. I 3.578 metri di dislivello sono sulla carta un po’ troppi per le caratteristiche di Van Aert, ma vista la forma raggiunta in questo finale di 2026 non può essere escluso dai giochi. Un discorso simile vale pure per Mathieu van der Poel.

Svizzera di bronzo in staffetta

Proverà a inserirsi nella lotta per le medaglie anche la Svizzera, che può contare su quattro uomini - i fratelli Christen, Mauro Schmid e Marc Hirschi - capaci, nelle giornate migliori e su un terreno come quello di Montréal, di piazzare la sorpresa. In loro aiuto ci saranno due passistoni come Küng e Bissegger. I due Stefan, che proprio ieri, in compagnia dello stesso Mauro Schmid, di Jasmin Liechti, Noemi Rüegg e Marlen Reusser, si sono messi al collo il bronzo nella staffetta a cronometro, alle spalle di Italia e Francia.

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