Francia

Retailleau apre a una coabitazione con Macron: «I Républicains pronti a governare senza diluirsi»

Il leader LR critica l’«iperpresidenza» di Macron e non esclude un ritorno al governo; Edouard Philippe chiede invece elezioni presidenziali anticipate per il 2026 per uscire dalla crisi politica
© EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON
Ats
07.10.2025 10:41

Il capo dei Républicains (LR), Bruno Retailleau, ha affermato oggi che non intende chiudere la porta ad un eventuale ritorno del suo partito nel futuro governo francese, a condizione che si tratti di una «coabitazione» con i macroniani e che i repubblicani «non vengano diluiti» nel campo presidenziale.

I Républicains sono pronti «a governare a una condizione: un governo che chiamerei di coabitazione» con i macroniani, ha affermato Retailleau, intervistato dai microfoni di CNews.

La nomina, un anno fa, dell'ex premier repubblicano Michel Barnier, poi sfiduciato, è già stata «una forma di coabitazione», ha proseguito il ministro dimissionario dell'interno senza precisare se rivendicava l'incarico di premier per il suo partito.

Al contrario, Retailleau ha qualificato la squadra governativa presentata domenica da Lecornu come il riflesso di una «iperpresidenza» di Emmanuel Macron.

Intanto l'ex premier francese e capo del partito Horizons, Edouard Philippe, chiede a Macron di annunciare «l'organizzazione di un'elezione presidenziale anticipata» dopo l'adozione di una manovra finanziaria per il 2026, per «uscire in modo ordinato e degno da una crisi politica che nuoce al paese».

Davanti al «cedimento dello Stato», che «non viene più mantenuto», secondo l'ex premier dello stesso Macron (2017-2020), «l'uscita dalla crisi sta nelle mani» dell'attuale presidente. «Non faremo durare ciò che viviamo da sei mesi per altri 18 mesi, sarebbe troppo lungo», ha proseguito ai microfoni di radio RTL, evocando un «gioco politico desolante».

Per Philippe, se Macron annunciasse una presidenziale anticipata per inizio 2026, «questo darebbe un po' di visibilità a tutti» e renderebbe più facile la nomina di un premier per «costruire e fare adottare un manovra di bilancio» in attesa della corsa presidenziale.