Territorio

Riccio dove sei? «Ogni avvistamento è importante»

È l’appello di Pro Natura Ticino che rilancia la campagna sugli avvistamenti del piccolo mammifero – In Ticino mancano informazioni aggiornate sulla distribuzione di questa specie necessarie alla sua protezione
© Shutterstock
Red. Online
07.05.2026 11:18

L’animale dell’anno 2026, il riccio, ha bisogno di aiuto. È l’appello di Pro Natura Ticino che rilancia una campagna sugli avvistamenti del piccolo mammifero. In passato – spiega Pro natura Ticino in una nota odierna – gli incontri con i ricci erano molto più frequenti. Oggi invece sono sempre più rari e diversi studi condotti a livello europeo mostrano un preoccupante declino nelle popolazioni. In Ticino mancano informazioni aggiornate sulla distribuzione di questa specie, ma una cosa è certa: per poter proteggere bisogna prima conoscere. Ecco, quindi, il progetto di scienza partecipativa che si prefissa di colmare questa lacuna.

Mancano gli ambienti idonei

Il riccio è protetto dalla Legge cantonale sulla protezione della natura ed è considerato “potenzialmente minacciato” secondo la Lista Rossa svizzera. In Ticino la sua tutela è prioritaria secondo la Strategia cantonale per lo studio e la conservazione dei mammiferi. Ma, nonostante i diversi livelli di protezione – si legge nella nota – il piccolo mammifero fatica a trovare ambienti idonei nei quali vivere, riprodursi e rifugiarsi. Il riccio ha infatti bisogno di una fitta rete di ripari e di un’ampia disponibilità di insetti, due condizioni sempre più difficili da trovare nelle nostre campagne. Per questo motivo, il piccolo insettivoro vive oggi soprattutto nelle aree meno edificate dei nostri comuni e città e si trova in difficoltà.

«In preoccupante declino»

«La specie è purtroppo in preoccupante declino e gli avvistamenti di ricci, un tempo all’ordine del giorno, si fanno sempre più rari». Pro Natura l’ha quindi scelto come animale dell’anno 2026 proprio per lanciare un appello in favore di giardini, aree verdi, cimiteri e parchi allestiti e curati in modo da offrire ambienti accoglienti anche per il riccio. Pure i privati possono fare molto, ad esempio rinunciando a recinzioni e muri impenetrabili e gestendo il proprio giardino in modo più naturale.

Raccogliere informazioni

La volontà e il quadro giuridico a protezione del piccolo animale non mancano, ma per capire come agire in maniera efficace sul territorio, servono dati aggiornati sulla popolazione di ricci. Per questo motivo nel marzo 2024 è nata la campagna di scienza partecipativa «Riccio, dove sei?» promossa da Pro Natura Ticino e dall’Associazione Amici del Riccio. Lo scopo è quello di raccogliere il maggior numero possibile di osservazioni del mammifero in Ticino e nel Grigioni italiano in modo da avere una panoramica aggiornata e dettagliata circa la sua distribuzione. Questo permetterà di identificare le aree di distribuzione, i comparti particolarmente problematici ed elaborare delle misure concrete in favore della specie in difficoltà.

Le valli chiamate all’appello

Ad oggi sono stati segnalati oltre 940 ricci, spiega Pro Natura Ticino. Gli avvistamenti sono concentrati soprattutto nel Mendrisiotto, nel Luganese, nel Bellinzonese e nel Locarnese. I comparti in cui sono state fatte poche o nessuna segnalazione sono: Valle Leventina, Riviera, Valle Verzasca, Centovalli, Val Colla, Malcantone e Valle di Muggio. I primi risultati della campagna sono consultabili sul sito internet del progetto. «La raccolta di quanti più dati possibili sulla distribuzione della specie è determinante per la sopravvivenza del riccio: bastano occhi ben aperti e pochi clic per contribuire in maniera importante alla sua tutela». Il progetto di scienza partecipativa giungerà al termine alla fine di questo anno: «Ogni segnalazione di avvistamenti - passati e presenti - di ricci vivi ma anche di animaletti investiti sono molto utili per valutare dove e come intervenire per la sua tutela». Tutte le informazioni su www.progettoriccio.ch.