Ticino

Richiedenti l’asilo, confermati i moduli prefabbricati al Seghezzone di Giubiasco

Il Governo ha deciso di noleggiare strutture già utilizzate nel Canton Lucerna, che saranno collocate in maniera provvisoria sul sedime a partire dal mese di aprile
Red. Online
26.02.2026 10:34

Ora c’è la conferma: i richiedenti l’asilo alloggeranno in moduli prefabbricati presso il sedime del Seghezzone a Giubiasco in maniera provvisoria a partire dal mese di aprile. Lo comunica il Consiglio di Stato che, nell’ambito della costante ricerca di soluzioni abitative e della volontà di razionalizzare i costi, ha deciso di noleggiare le strutture dal Canton Lucerna, dove erano già state utilizzate in precedenza per lo stesso scopo. «Questa soluzione logistica — sottolinea il Governo in una nota — presenta numerosi vantaggi in termini di razionalizzazione dell’impiego delle risorse pubbliche e di capacità di rispondere in modo flessibile e dinamico all’importante variazione del flusso migratorio». L’Esecutivo precisa inoltre di aver proceduto nei mesi scorsi al noleggio dei moduli con possibilità di riscatto futuro.

Il sedime del Seghezzone

I contatti preliminari con la Città di Bellinzona hanno permesso di individuare l’area nella zona nord-ovest del terreno del Seghezzone quale ubicazione provvisoria dei prefabbricati. Negli scorsi giorni i servizi cantonali competenti — Dipartimento del territorio e Dipartimento della sanità e della socialità — hanno presentato il progetto al Comitato dell’Associazione di quartiere di Giubiasco, alla presenza anche di una delegazione del Municipio. Durante l’incontro sono stati affrontati diversi temi, tra cui le tempistiche del progetto e le particolarità logistiche della struttura. È inoltre emersa la volontà di organizzare nel corso di marzo una serata pubblica aperta alla popolazione per illustrare nel dettaglio il progetto e rispondere alle domande dei residenti.

Procedura d’urgenza

Nella sua ultima seduta il Consiglio di Stato ha deciso di avviare una procedura d’urgenza per rispettare i tempi di consegna e di posa dei moduli. Al momento non sono stati comunicati né il numero di posti previsti né i costi dell’operazione.

Gli interrogativi

L’avvio dei lavori di scavo per la posa delle strutture prefabbricate aveva già sollevato interrogativi nei giorni scorsi. La consigliera comunale e granconsigliera Maura Mossi Nembrini, in particolare, tramite due atti parlamentari indirizzati al Municipio di Bellinzona e al Governo, ha posto una serie di domande sul numero di posti letto previsti, sull’impatto territoriale della decisione e sulla futura pianificazione del comparto.