Il caso

«Richiedenti l’asilo e violenza, quanto devono sopportare i cittadini?»

Il granconsigliere Alain Bühler attira l'attenzione del Consiglio di Stato sulla questione sicurezza e sul funzionamento del sistema Schengen/Dublino
© Chiara Zocchetti
Red. Online
12.06.2026 18:14

L’episodio avvenuto di recente a Giubiasco, dove un richiedente l’asilo 24.enne proveniente dalla Guinea avrebbe aggredito con una bottiglia un cittadino, ferendolo gravemente, ha riportato sotto i riflettori il tema della sicurezza. In particolare, sulla questione si è chinata la politica: il granconsigliere Alain Bühler (insieme ai cofirmatari Raide Bassi, Lara Filippini, Andrea Giudici e Sergio Morisoli) ha inoltrato un’interrogazione a tal proposito al Consiglio di Stato. Per il firmatario, il caso di Giubiasco «è l’ennesimo segnale di un sistema fuori controllo».

«Una politica troppo permissiva»

Secondo il deputato, «non si tratta solo di sicurezza pubblica ma del fallimento evidente del sistema Schengen/Dublino, che avrebbe dovuto impedire alla Svizzera di diventare una porta d’entrata supplementare per l’asilo in Europa». Per le regole del sistema di Dublino, una domanda d’asilo dovrebbe essere trattata nel primo Stato europeo sicuro d’arrivo. «In pratica, però, in Svizzera vengono depositate ogni anno circa 25.000 domande d’asilo. Se Dublino funzionasse davvero, molte di queste domande non dovrebbero nemmeno arrivare sul tavolo delle autorità svizzere. La popolazione è stanca di subire le conseguenze di una politica d’asilo inefficace e troppo permissiva».

«Pagano i cittadini»

Il sistema Schengen/Dublino – si legge ancora nell’interrogazione – viene venduto da anni come garanzia di sicurezza e controllo. «La realtà dimostra il contrario: le domande d’asilo continuano ad arrivare, i trasferimenti sono insufficienti e i cittadini devono convivere con i problemi». E ancora: «Chi chiede protezione deve rispettare le nostre leggi, chi porta violenza deve essere allontanato. E chi governa ha il dovere di proteggere prima di tutto la propria popolazione». E, per Bühler il risultato lo pagano i cittadini: «Più pressione sui Comuni, più costi, più problemi di sicurezza e più sfiducia verso le istituzioni».

Le domande all’Esecutivo

Alla luce di queste osservazioni, il granconsigliere pone al Consiglio di Stato diverse domande.

1. Il presunto autore dell’aggressione di Giubiasco era già noto alle autorità per reati, denunce, violenze, minacce o comportamenti problematici?

2. Quanti richiedenti l’asilo sono stati denunciati o condannati in Ticino negli ultimi cinque anni, in particolare per reati violenti?

3. Quanti richiedenti l’asilo delinquenti sono stati effettivamente allontanati dalla Svizzera?

4. Quante procedure Dublino sono state avviate in Ticino negli ultimi cinque anni e quante si sono concluse con un trasferimento effettivo?

5. Il Consiglio di Stato intende finalmente chiedere alla Confederazione misure più dure: controlli sistematici, espulsioni rapide e conseguenze immediate per i richiedenti l’asilo che delinquono?