Locarno

Ricordati a 60 anni di distanza i due pompieri morti nella tragedia di Robiei

Con una cerimonia si è voluto rendere omaggio ai lavoratori morti in un incidente che segnò profondamente sia la storia dell’emigrazione italiana in Svizzera, sia la comunità locale e un intero cantone, e ricordare i due militi che, nell’intento di salvare delle vite, hanno sacrificato la loro
Municipio Locarno
Red. Online
28.09.2026 14:07

Martedì 22 settembre, alla presenza del Municipio di Locarno, si è svolta la commemorazione della tragedia di Robiei, incidente occorso durante i lavori per gli impianti idroelettrici delle Officine della Maggia, che costò la vita a diciassette persone, tra le quali due pompieri di Locarno, Gianfranco Rima e Renato Roncoroni. Targa e foto dei due militi saranno sistemati nella sala riunioni del Corpo civici pompieri di Locarno.

Cosa è accaduto

Un dramma che aveva segnato un cantone intero, ancora oggi l’incidente sul lavoro più grave mai avvenuto nella Svizzera italiana. A sessant’anni di distanza dalla sciagura di Robiei, è ancora scolpito nella memoria collettiva il ricordo delle diciassette persone – quindici operai italiani e i due pompieri di Locarno Gianfranco Rima e Renato Roncoroni – che la notte tra il 15 e il 16 febbraio 1966 persero la vita nella galleria Robiei-Cruina-Stabiascio, nell’Alto Ticino. A morire per primi - vittime di gas tossici e carenza di ossigeno, con le bombole a rivelarsi insufficienti - furono tre operai nella galleria di adduzione tra la valle Leventina e la Val Bavona, realizzata nell’ambito delle opere costruite nella zona dalle Officine idroelettriche della Maggia. Stessa tragica sorte toccò ad altre quattordici persone entrate nel condotto per prestare soccorso; ci fu un solo superstite.

I presenti

In una cerimonia nella sede del Corpo Pompieri Locarno con il Municipio della Città, si è voluto rendere omaggio ai lavoratori morti in un incidente che segnò profondamente sia la storia dell’emigrazione italiana in Svizzera, sia la comunità locale e un intero cantone, e ricordare i due pompieri di Locarno che, nell’intento di salvare delle vite, hanno sacrificato la loro. Presenti alla commemorazione le figlie dei due militi periti (Fabiana Rima-Grizzi e Gianfranca Rima, e Annamaria Roncoroni accompagnata dalla figlia Nadia Parietti); buona parte dello Stato Maggiore del Corpo e una delegazione dei veterani pompieri tra i quali Leo Marcollo che – ha ricordato il figlio Roberto in un testo letto dal I tenente Corrado Garbin – si salvò solo per un concorso di circostanze.

L'importanza del ricordo

Nel suo intervento il sindaco Locarno Nicola Pini, oltre a ricordare i due eroi morti in servizio ed esprimere la gratitudine e la riconoscenza della Città di Locarno e della sua popolazione ai pompieri, ha letto un passaggio della pubblicazione di Erminio Ferrari, «Cielo di stelle», dedicato alle tre figlie dei due pompieri, tra le quali è poi nata una sorta di «solidarietà infantile», indubbio segnale di speranza ma anche di quel senso di comunità tipico del mondo pompieristico. Una grande famiglia, l’ha definita il Comandante Tiziano Guarisco, “perché per un pompiere una caserma è casa». Gianfranco Rima e Renato Roncoroni «erano colleghi, cittadini, amici, uomini. Oggi non sono solamente due nomi del passato: sono due di noi che, insieme alle altre quindici vittime, fanno parte della nostra memoria. Il nostro compito è tanto semplice quanto importante ed è quello di non dimenticare».