Ritorno del nucleare, «il dossier non va rinviato al Governo»

Il ritorno all'energia nucleare va deciso ora, senza attendere ulteriori chiarimenti sulle conseguenze finanziarie della costruzione di nuove centrali. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati, respingendo con 28 voti contro 16 (una astensione) la proposta di rinviare il dossier al governo formulata ieri dal Nazionale.
Lasciare aperte tutte le possibilità
La decisione odierna della Camera dei Cantoni non costituisce una sorpresa, poiché lo scorso marzo, in prima lettura, i «senatori» avevano nettamente approvato - con 26 voti contro 12 - il controprogetto all'iniziativa «Stop al blackout», che prevede la revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari.
Come spiegato in aula dal relatore commissionale Thierry Burkart (PLR/AG) oggi non si tratta di approvare un progetto specifico, ma solo di lasciare aperte tutte le possibilità qualora in futuro ci fosse l'opzione di costruire una nuova centrale nucleare. Attualmente sul tavolo non c'è infatti alcun progetto concreto.
Nessun assegno in bianco per il nucleare
In ogni caso, anche se il divieto venisse revocato, ciò non corrisponderebbe a un assegno in bianco per l'energia nucleare. Un eventuale progetto di nuova centrale dovrebbe infatti prima ottenere una licenza di massima, anch'essa soggetta a referendum, ha spiegato l'argoviese. Successivamente andrebbe elaborata una legge che dovrà definire, tra l'altro, il finanziamento; anche questa sarebbe sottoposta a referendum.
Per Burkart, inoltre, valutare il finanziamento di una centrale che sarà costruita tra 40 anni è praticamente impossibile. Anche perché il progresso tecnologico e tecnico in corso rende molto difficile effettuare oggi una valutazione adeguata dei costi.
Preoccupazioni fondate
Rinviando il dossier al Consiglio federale, il Consiglio nazionale ha in sostanza riconosciuto la fondatezza delle preoccupazioni espresse riguardo alle modalità di finanziamento di eventuali nuove centrali nucleari, ha replicato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU). Di fatto, si chiede di approvare una decisione di principio, una sorta di assegno in bianco, confidando che soltanto in una fase successiva vengano definiti i dettagli operativi e le tappe concrete.
Alla luce di queste considerazioni, Maya Graf (Verdi/BL) ha richiamato l'attenzione sugli esempi internazionali, che mostrano come la costruzione di nuove centrali non sia possibile senza un forte sostegno pubblico. In questo contesto, ha aggiunto Crevoisier Crelier, il Consiglio nazionale ha anche evidenziato il rischio che il dietrofront sul nucleare finisca per compromettere la priorità finora attribuita alle energie rinnovabili. La giurassiana ha infine ricordato il problema irrisolto dello smaltimento delle scorie radioattive, che aumenteranno se verranno costruite nuove centrali.
Il dossier torna ora alla Camera del popolo. Qualora quest'ultima dovesse confermare la richiesta di rinvio, l'incarto sarà trasmesso al governo nonostante l'opposizione degli Stati, con l'incarico di verificare le implicazioni finanziarie del ritorno dell'atomo.