Il dramma

Rogo di Crans-Montana, «L'inchiesta mi tocca profondamente dal punto di vista umano e personale»

La responsabile del Servizio della sicurezza civile e militare, Marie-Claude Noth-Ecoeur, dichiara di credere nell'imparzialità della giustizia - In totale sono 15 le persone iscritte nel registro degli indagati
JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Ats
15.07.2026 13:13

Dal dramma dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS), quindici persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Una lista nella quale non figura nessun rappresentante del canton Vallese. La responsabile del Servizio della sicurezza civile e militare, Marie-Claude Noth-Ecoeur, dichiara di credere nell'imparzialità della giustizia.

«L'inchiesta in corso mi tocca profondamente dal punto di vista umano e personale», confessa Marie-Claude Noth-Ecoeur a Keystone-ATS. «Quando si ricoprono incarichi di responsabilità nell'ambito della sicurezza e del soccorso, si affronta ogni evento con grande coinvolgimento e serietà. Rimango tuttavia convinta che la giustizia farà il suo lavoro con imparzialità e nel rispetto dei fatti».

«Sento di dover continuare ad andare avanti insieme a tutte le squadre impegnate sul terreno», prosegue Noth-Ecoeur. «La nostra missione resta essenziale: garantire, ogni giorno, la sicurezza della popolazione vallesana, con professionalità, dedizione e umanità.»

Dall'inizio di gennaio, nel canton Vallese sono stati effettuati controlli periodici negli esercizi pubblici. «Su 1704 dossier d'ispezione ricevuti dal primo semestre del 2026, meno del 5% ha rivelato difetti per i quali la sicurezza delle persone non era garantita e per i quali si è reso necessario un intervento da parte dell'Office cantonal du feu (OCF)» (Servizio cantonale antincendi), rivela Marie-Claude Noth-Ecoeur.

«Constatiamo che oggi i proprietari di edifici pubblici ricorrono spesso a un esperto esterno in protezione antincendio per elaborare un piano di tutela antincendio, al fine di eseguire i lavori necessari (ndr: in materia di porte, segnalazioni e uscite d'emergenza)», spiega. «Per quanto riguarda le porte che si aprono nel senso sbagliato, è l'insieme dei difetti a essere determinante; la valutazione non può limitarsi a una singola porta.»

«Durante l'esame della maggior parte dei dossier, osservazioni hanno riguardato lo sgombero e l'allestimento delle vie di fuga (segnalazione delle vie di fuga, materiali combustibili nelle vie di fuga, restrizione della larghezza di passaggi, illuminazione d'emergenza, ecc.)», indica Noth-Ecoeur. «In conformità con le liste di priorità dell'OCF, dopo aver ricevuto il rapporto di controllo i proprietari dispongono di un termine di 3-6 mesi per eseguire i relativi lavori.»

«Le norme AICAA (Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio, ndr) precisano le responsabilità dei proprietari, rispettivamente dei gestori, che devono vegliare affinché sia garantita la sicurezza delle persone e dei beni», ricorda Noth-Ecoeur.

Dal dramma della notte di San Silvestro, il dibattito attorno alla creazione di un Istituto cantonale di assicurazione è tornato d'attualità. In marzo, il Gran Consiglio ha accolto un postulato in tal senso. «Un'analisi è attualmente in corso all'interno dello canton Vallese in merito alla possibile creazione di un Istituto cantonale si assicurazione» conclude.

Secondo le basi legali cantonali in vigore, in Vallese i Comuni sono responsabili dell'attuazione delle misure che rientrano nell'ambito della polizia del fuoco. L'ordinanza cantonale sulle misure di prevenzione degli incendi, attualmente in fase di revisione e la cui entrata in vigore è prevista per questo autunno, dovrebbe fornire ai Comuni uno strumento atto a rafforzare l'esecuzione dei controlli periodici.

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