Friburgo

Rogo di Kerzers, la Posta piange la scomparsa del conducente: «Siamo profondamente colpiti»

Il gigante giallo «continua a pensare a tutte le vittime e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia, rimane in stretto contatto con le autorità inquirenti e offre il suo supporto per fare piena luce sull’accaduto»
©Alessandro della Valle
Red. Online
12.03.2026 08:58

È stato confermato che tra le vittime del tragico incendio di martedì sera a Kerzers (FR) c’è anche il conducente dell’autopostale in cui è divampato il rogo. La Posta, in una nota stampa, si dice «profondamente scossa dalla perdita di uno stimato collega. È in contatto con la famiglia della persona deceduta ed esprime le sue più sentite condoglianze».

Regli: «Una perdita che ha colpito profondamente tutti i collaboratori»

«Abbiamo appreso con profondo rammarico che tra le vittime c’è purtroppo anche il nostro conducente dell’autopostale», afferma Stefan Regli, CEO di AutoPostale e membro della Direzione del gruppo Posta. «La perdita del nostro stimato collega ha colpito profondamente la Direzione del gruppo e il Consiglio di amministrazione, nonché tutti i collaboratori dell'intera famiglia della Posta». Il gigante giallo «continua a pensare a tutte le vittime e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia. Rimane in stretto contatto con le autorità inquirenti e offre il suo supporto per fare piena luce sull’accaduto».

Le vittime

Ricordiamo che nella tarda serata di ieri tutte le sei vittime dell’incendio sono state formalmente identificate. Lo ha comunicato la Polizia cantonale friburghese in una nota. Tra loro vi è anche il presunto autore del rogo, un cittadino svizzero di 65 anni residente nel Canton Berna. Le altre persone decedute - oltre all'autista - sono due donne, di 25 e 39 anni, e due uomini, di 16 e 29 anni, tutti cittadini svizzeri residenti nella regione. Identificati anche i 5 feriti, tre uomini e due donne, tutti residenti nel canton Friburgo.

Il rogo

Spiegando la dinamica dell’incendio all’interno del veicolo e la sua rapida diffusione, Sabyasachi Gaan, chimico presso l'Istituto federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di San Gallo, ha affermato - in un’intervista pubblicata sul Tages-Anzeiger - che «un bus di metallo è composto di una grande quantità di plastica. Si pensi ai rivestimenti dei sedili, alle maniglie, alle porte, alle guarnizioni». La plastica «viene utilizzata perché è leggera e riduce il consumo di energia, ma anche per ragioni estetiche e per l'isolamento acustico». Il problema, sottolinea, «è che i polimeri sono composti da idrocarburi e quindi intrinsecamente infiammabili». Per innescare un rogo in uno spazio chiuso, spiega il ricercatore, servono tre elementi: «Ossigeno, una fonte combustibile e calore. In un bus chiuso l'ossigeno è abbondante, le fonti combustibili sono la plastica e l'elettronica, a cui si aggiungono benzina o, nei veicoli elettrici, i liquidi delle batterie. Se c'è una fonte di innesco, l'incendio è inevitabile».

In questo articolo: