Ticino

RSI e molestie sul lavoro: «Il Governo deve prevenire, non soltanto reagire»

Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, per Più Donne, hanno presentato un’interpellanza al Consiglio di Stato per chiedere conto dell’efficacia delle misure adottate dalla RSI dopo i casi emersi nel 2020 e l'ultimo nel 2026
©Chiara Zocchetti
Red. Online
17.08.2026 17:29

Dopo gli interventi annunciati dalla RSI e dalla SSR nel 2020 per rafforzare la prevenzione, la segnalazione e la gestione delle molestie e dei comportamenti lesivi dell’integrità personale, un nuovo caso emerso nel 2026 rimette in discussione l’efficacia delle misure introdotte. «Il Parlamento deve poter verificare se tali misure abbiano effettivamente prodotto i risultati dichiarati», sostengono le deputate Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini (Più Donne), che hanno presentato un’interpellanza al Governo dopo la conclusione degli accertamenti sul nuovo caso e la decisione del Consiglio di Stato di non promuovere una verifica indipendente.

Le precedenti risposte

Il Governo era già stato sollecitato sul tema dalle due deputate. Nella risposta all’interrogazione n. 103.26, il Consiglio di Stato afferma che la RSI ha adottato la «quasi totalità delle raccomandazioni» formulate dopo il 2020 e parla di un «progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione». Ma, osservano Merlo e Mossi Nembrini, il Governo «non indica quali raccomandazioni siano rimaste inevase, non fornisce dati che permettano di verificare il presunto aumento della fiducia e non espone elementi oggettivi sulla base dei quali possa essere valutata l’efficacia delle misure».

Secondo le deputate, inoltre, non è sufficiente considerare positivo il fatto che le segnalazioni siano state raccolte e abbiano portato alla sospensione cautelare del collaboratore coinvolto: «La capacità di reagire a una segnalazione non equivale all’efficacia della prevenzione».

Il ruolo del Cantone

L’interpellanza solleva anche interrogativi sul ruolo del Cantone. Il Governo afferma di seguire l’evoluzione della situazione attraverso i propri rappresentanti nella SSR.CORSI, pur precisando di non ricevere rapporti interni dalla RSI. Merlo e Mossi Nembrini chiedono quindi quali informazioni concrete siano a disposizione del Consiglio di Stato e su quali basi esso ritenga di poter rassicurare il Parlamento sull’efficacia delle misure adottate.

Le deputate chiedono inoltre perché il Governo non intenda utilizzare il proprio canale istituzionale presso la SSR.CORSI per sollecitare una verifica indipendente sull’efficacia delle misure introdotte dopo il 2020. «Se il Governo ritiene che le misure adottate siano efficaci, deve poter indicare su quali elementi oggettivi fonda tale valutazione. Se tali elementi non sono disponibili, deve spiegare perché ritiene comunque superflua una verifica indipendente».

«Non bastano rassicurazioni generiche», concludono le deputate. «Se le misure funzionano, il Governo deve poterlo dimostrare con elementi oggettivi. La prevenzione e la tutela dell’integrità personale non possono essere verificate soltanto dopo che un nuovo caso è emerso».