Russia Unita si tiene la Duma, ma su Mosca piovono droni

Si è chiusa questa sera la tre giorni di elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa della Federazione Russa. Si tratta del primo voto legislativo dall’inizio dell’«operazione speciale» in Ucraina, nel febbraio 2022. Un appuntamento che Vladimir Putin aveva presentato come una prova sul sostegno al conflitto e che, come da previsioni, ha confermato il dominio di Russia Unita, il partito che sostiene il Cremlino.
I risultati ufficiali parziali diramati in serata davano Russia Unita nettamente in testa con il 57,5% dei voti, in deciso rialzo rispetto al 49,8% di cinque anni fa. Distanziati tutti gli altri: comunisti, i liberaldemocratici della LDPR, Nuova Gente e Russia Giusta seguono a grande distanza, pur avviati a conquistare seggi. «Russia Unita si è comportata con dignità», ha commentato Dmitrij Medvedev, ex presidente e oggi numero due del Consiglio di sicurezza: per lui gli elettori hanno rinnovato al partito la fiducia a governare. L’affluenza, secondo la Commissione elettorale centrale, ha sfiorato il 57%, sopra il 51,7% del 2021.
Cinque anni fa Russia Unita aveva ottenuto il 49,8% e 324 seggi, oltre la soglia dei due terzi che consente di modificare la Costituzione. Alla vigilia, però, i sondaggi indipendenti collocavano il consenso reale del partito ben più in basso, tra il 35 e il 40%: uno scarto che il dato ufficiale allarga ancora. A pesare sono il logoramento di un conflitto entrato nel quinto anno e una congiuntura in peggioramento, fatta di penuria di carburante e prezzi in salita.
Gli analisti guardavano ai partiti d’opposizione «ammessi», comunisti e Nuova Gente in testa, che potevano intercettare un malcontento che il Cremlino avrebbe preferito indirizzare altrove. Formazioni che, sui dossier decisivi, hanno comunque sempre votato in linea con il potere. La gran parte dei candidati contrari alla guerra è stata invece esclusa dalle liste: screditare l’esercito o diffondere «notizie false» resta punito con pene detentive severe. Due dirigenti di primo piano di Jabloko, del resto, sono stati condannati a lunghe pene proprio alla vigilia del voto.
Le operazioni di voto si sono svolte senza incidenti di rilievo. A San Pietroburgo Nikolai Rybakov, leader dell’opposizione la cui lista Jabloko era stata esclusa, ha annullato la scheda scrivendovi «per la pace» prima di mostrarla ai cronisti. In alcuni quartieri periferici di Mosca, a mezzogiorno, si sono formate file di elettori, molti giovani, in adesione all’appello lanciato dall’estero, tra gli altri da Yulia Navalnaya, per una protesta silenziosa contro il Cremlino.
Kiev, che ha sospeso le proprie elezioni per via della legge marziale, ha intanto liquidato l’intera consultazione come una «pseudo-elezione», priva di reale competizione e di un esito incerto.
Droni e bombe sui due fronti
Le elezioni russe si sono consumate sullo sfondo della guerra. Nell’ultima giornata di voto l’Ucraina ha scatenato su gran parte della Russia quello che il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha definito un attacco «senza precedenti»: secondo il ministero della Difesa, nelle 24 ore da sabato sera sono stati abbattuti 1.951 droni e otto missili da crociera, 450 dei velivoli diretti sulla sola capitale. A Mosca è stata colpita di nuovo la raffineria di Kapotnya; nella regione il governatore Andrei Vorobyov ha riferito di due morti - una donna e un anziano - e una ventina di feriti, tra cui tre bambini. «Un attacco pianificato per perturbare le elezioni, ma il nemico non c’è riuscito», ha commentato Sobjanin.
Le bombe, però, cadono in entrambe le direzioni. «Guardi le fiamme sopra Mosca e ponga fine alla guerra», ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, rivolgendosi a Putin, mentre la Difesa russa prometteva di intensificare i raid sugli obiettivi militari a Kiev. Sul terreno, secondo le autorità ucraine, una donna e tre bambini sono morti in attacchi russi sabato sera nel distretto di Vyshhorod, alle porte di Kiev; nella regione di Kherson un drone russo ha colpito un monastero, uccidendo un sacerdote di 71 anni e ferendo altre quattro persone.