Salari minimi nei CCL: «Precedenza a quelli cantonali, con eccezioni»

I salari minimi nei contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale devono prelevare su quelli cantonali, tranne in quei Cantoni dove la remunerazione minima è già in vigore. È quanto deciso dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale per 15 voti a 9. Concretamente, i Cantoni di Ginevra e Neuchâtel, che hanno già stabilito la prevalenza dei propri salari minimi cantonali, devono poter mantenere tale regime. I Cantoni del Giura, del Ticino e di Basilea Città, che hanno anch'essi introdotto un salario minimo, non sono interessati poiché, nel loro caso, i CCL di applicazione obbligatoria hanno già la precedenza.
Regole e adeguamento
Stando alla commissione, nei Cantoni dove vige un salario minimo devono essere escluse riduzioni salariali al di sotto del livello dell'attuale remunerazione minima. Non sarà invece più possibile un'indicizzazione dei salari minimi cantonali già esistenti, ossia un adeguamento al rincaro, specifica una nota odierna dei servizi parlamentari. Una minoranza della commissione intende continuare a consentire questa possibilità limitando la priorità delle disposizioni sul salario minimo di un CCL dichiarato di obbligatorietà generale sulla durata di validità di tale CCL, al massimo però a due anni.
«Un cortocircuito istituzionale»
La vexata questio ha fatto scorrere molto inchiostro negli ultimi anni. Per i sindacati e, più in generale, il campo rosso-verde, il fatto che il parlamento voglia aggirare i salari minimi cantonali votati dal popolo rappresenta un cortocircuito istituzionale, giacché la normativa sui CCL modificata nel senso voluto dalla maggioranza violerebbe la sovranità dei Cantoni e farebbe strame dei diritti politici. In aula lo scorso marzo, la sinistra ha minacciato il referendum qualora non si fosse trovato un compromesso accettabile.
Il messaggio adottato
Attualmente, un CCL può essere ampliato solo se non contiene disposizioni contrarie al diritto federale o cantonale. La Camera del popolo si è però espressa l'estate scorsa a favore di un adeguamento della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL). Il relativo messaggio era stato adottato dal Consiglio federale - malgrado l'esecutivo stesso fosse contrario al cambiamento - in adempimento a una mozione del consigliere agli Stati Erich Ettlin (OW/Centro), approvata dal Parlamento nel 2022.
Prevale il diritto superiore
Per il Consiglio federale, i CCL, in quanto contratti privati, non possono prevalere sull'autonomia dei Cantoni che possono stabilire salari minimi per combattere la povertà, come sostenuto dal Tribunale federale, ma anche sui diritti popolari. Si tratta di elementi costituzionali di diritto superiore che prevalgono sui CCL. Per i favorevoli a questa soluzione, invece, la priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall'erosione.