«Salute e formazione dei bambini dipendono ancora dal reddito»

Nel 2026 in Svizzera l'origine e lo status sociale continuano ad essere un fattore determinante per il successo scolastico e per le condizioni di vita di bambini e ragazzi adolescenti. A dirlo è l'ultimo rapporto stilato dall'UNICEF sulle opportunità educative dei minori. Opportunità che dipendono ancora fortemente dal contesto familiare, come si evince dal quadro tracciato con i dati raccolti. La Report Card 20, nello specifico, si focalizza sulla situazione dei Paesi ad alto reddito: nonostante i risultati complessivamente buoni nel confronto internazionale, in Svizzera persistono forti diseguaglianze legate allo status socioeconomico.
Scuola, salute, benessere
«Il rapporto ha esaminato in che modo, nei Paesi ad alto reddito, le disuguaglianze economiche influenzano il benessere dei bambini» ci spiega Désirée Zaugg, esperta di diritti dell'infanzia per UNICEF Svizzera e Liechtenstein. «A tal fine sono state analizzate in modo approfondito le tre dimensioni "salute fisica", "benessere psicologico" e "competenze scolastiche e sociali". La Svizzera si colloca complessivamente al quinto posto, il che rappresenta sicuramente un buon risultato». Tuttavia, evidenzia la nostra interlocutrice, il quadro cambia se si esaminano i risultati in base al reddito: «Si osserva infatti che in Svizzera i bambini provenienti da famiglie a basso reddito presentano una salute fisica peggiore, un benessere psicologico inferiore e risultati scolastici più bassi. La salute dipende quindi fortemente dal reddito delle famiglie, così come le opportunità di istruzione». Le differenze, si legge ancora nel rapporto, risultano particolarmente evidenti nel rendimento scolastico: se si osservano i giovani provenienti da famiglie privilegiate, ben il 91% di loro raggiunge le competenze di base, mentre la percentuale scende drasticamente al 46% per coloro che provengono da famiglie meno fortunate. Un dato che classifica la Svizzera tra i Paesi con le maggiori disparità legate al rendimento.
Disparità già dalla nascita
E in questo, la responsabilità non è solo del sistema scolastico, precisa Zaugg: «I bambini più privilegiati ottengono un risultato eccellente, il 91%, nelle competenze di lettura e matematica. Il nostro sistema scolastico è quindi uno dei migliori a livello internazionale. Per i giovani provenienti dalle famiglie con il reddito più basso, questa percentuale scende al 46,6%. Ciò significa che esistono enormi disparità nei risultati scolastici, legate al contesto socioeconomico». Queste disparità di opportunità iniziano già alla nascita, sottolinea la referente UNICEF. «Proprio nel caso del rendimento scolastico si vede che non ci si può concentrare solo sul sistema scolastico. In Svizzera, le basi per la disuguaglianza educativa vengono gettate già in età prescolare. Il nostro sistema non riesce a colmare queste disparità, sebbene si potrebbe ottenere un grande effetto investendo nella prima infanzia, ovvero in offerte prima dell’ingresso all’asilo».
Sotto alla media dell'OCSE
Rispetto ad altri Paesi - evidenzia a tal proposito la nostra interlocutrice - la Svizzera continua a investire «molto poco» nell'educazione, nell'assistenza e nella formazione della prima infanzia. «Con lo 0,2% del prodotto interno lordo, siamo nettamente al di sotto della media OCSE dello 0,9%. Sono proprio i bambini provenienti da famiglie svantaggiate a livello socioeconomico a beneficiare molto meno di queste offerte. Sono inoltre necessari servizi di sostegno mirati per le famiglie a basso reddito, indipendentemente dal livello di istruzione. In Svizzera, inoltre, con quasi il 20%, abbiamo ancora un alto tasso di povertà infantile relativa».
Costo della vita sempre più salato
Disparità che non accennano a diminuire. Anzi. «La situazione in Svizzera si è aggravata negli ultimi dieci anni», avverte l'UNICEF nel suo rapporto. «Povertà infantile e disuguaglianza dei redditi sono aumentate di oltre il 10%, entrando a far parte dei Paesi OCSE che hanno registrato l'incremento più forte». Una tendenza confermata anche da Désirée Zaugg. «Negli ultimi anni la disparità di reddito è aumentata, così come il numero di bambini colpiti dalla povertà relativa. Al momento non si intravede alcuna tendenza contraria. Al contrario, il costo della vita continua a salire: l'aumento dei premi di cassa malati, degli affitti e dei costi per l'assistenza colpisce in misura sproporzionata le famiglie a basso reddito».
In Ticino meno disparità tra i banchi
Anche se non è possibile fare un'analisi precisa della situazione cantone per cantone (visto che la Report Card 20 si basa su dati nazionali), il Ticino ha comunque ottenuto «ottimi risultati nell’ultimo ciclo PISA pubblicato nel 2022 per quanto riguarda le competenze scolastiche, collocandosi statisticamente nella media svizzera», rileva l'esperta. «Inoltre, in tutti e tre i settori - lettura, matematica, scienze - il Ticino si trova al di sopra della media OCSE e, a livello internazionale, nel gruppo di testa». Non solo. «Uno studio che esamina la disparità delle opportunità di istruzione in Svizzera, alla luce delle differenze regionali e dei fattori istituzionali, ha concluso che la maggioranza dei cantoni con un rendimento scolastico elevato presenta anche un minor grado di disparità nelle opportunità di istruzione e viceversa. Ciò si riscontra anche nel caso del Ticino, che nel confronto cantonale registra un livello più basso di disparità nelle opportunità di istruzione».
Investimenti e politiche mirate
La Report Card 20 ha evidenziato, in tutte e tre le dimensioni analizzate (salute fisica, psicologica e andamento scolastico), che il benessere di un bambino dipende dal reddito della famiglia. Risultati che per l'UNICEF dimostrano chiaramente come siano necessari ulteriori sforzi per garantire pari opportunità a tutti i bambini, indipendentemente dalla loro origine sociale. Come spiega Zaugg: «Ci si chiede con forza cosa possa fare la Svizzera per combattere queste disuguaglianze alla radice. A nostro avviso, è fondamentale che lo Stato investa in politiche a favore delle famiglie e combatta con efficacia la povertà infantile e familiare. A tal fine esistono strumenti quali l’assistenza all’infanzia complementare alla famiglia a prezzi accessibili, le prestazioni complementari per le famiglie o assegni familiari più elevati, che dovrebbero andare a beneficio in particolare delle famiglie a basso reddito».
Si deve partire dalle radici
Le disparità di opportunità - come detto - iniziano già alla nascita. «Proprio per quanto riguarda il rendimento scolastico, risulta evidente che non ci si può concentrare solo sul sistema scolastico. In Svizzera, le basi per la disuguaglianza educativa vengono gettate già in età prescolare. Il nostro sistema non riesce a compensare queste disuguaglianze, sebbene si potrebbe ottenere un grande effetto investendo nella prima infanzia, ovvero in offerte prima dell’ingresso all’asilo». Anche perché «il nostro sistema educativo ha il potenziale per contribuire in modo determinante all'uguaglianza delle opportunità. È importante sviluppare una concezione dell’istruzione che parta dalla nascita. L’istruzione, infatti, non inizia solo con l’ingresso nella scuola dell’obbligo e non si svolge esclusivamente a scuola». Occorrono dunque maggiori investimenti nella prima infanzia, precisa l'esperta. «Ma anche l’abbandono della selezione precoce a scuola e la garanzia che la scuola sia dotata di risorse sufficienti. In questo modo tutti i bambini potranno beneficiare del nostro sistema educativo, non solo quelli che partono già da una buona posizione».
