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Il 46.enne in questi Mondiali ha diretto Brasile-Marocco, Giordania-Algeria e Messico-Ecuador – Ha definito la designazione «un incredibile onore» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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10:46
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Il premier spagnolo Sanchez negli USA per la finale
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, un acceso critico di Donald Trump, assisterà alla finale dei Mondiali di calcio tra Spagna e Argentina, in programma domenica nei sobborghi di New York. Lo ha annunciato il suo ufficio all'AFP.
«Il primo ministro assisterà alla finale dei Mondiali FIFA 2026, che si terrà questa domenica negli Stati Uniti. Successivamente, si recherà in Algeria», dove è prevista una visita ufficiale di alcuni giorni, ha precisato la fonte.
09:29
09:29
FIFA: «Esaminiamo i rapporti della partita Inghilterra-Argentina»
La FIFA ha annunciato di essere al lavoro sul caso dello striscione «Le Malvinas sono argentine» esposto dai giocatori della «Seleccion» al termine della semifinale dei Mondiali vinta contro l'Inghilterra. «In conformità con la procedura abituale, la Commissione disciplinare indipendente della FIFA sta attualmente esaminando i rapporti di gara e valutando le circostanze rilevanti prima di pronunciarsi su eventuali ulteriori provvedimenti, in conformità con il codice disciplinare», ha fatto sapere l'organismo del calcio mondiale. Le dichiarazioni, rilanciate da diversi media tra cui Afp e Bbc, sono arrivate dopo la richiesta, da parte del governo britannico, di aprire un'indagine su quanto accaduto al termine della partita, affermando che il gesto violerebbe il regolamento FIFA che vieta qualsiasi manifestazione politica negli impianti durante i tornei.
09:26
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L'arbitro Vincic dirigerà la finale
L'arbitro sloveno Slavko Vincic dirigerà la finale della Coppa del Mondo 2026 tra Argentina e Spagna, in programma domenica 19 luglio al New York New Jersey Stadium. Lo ha annunciato Pierluigi Collina, responsabile degli arbitri FIFA, davanti alla squadra dei direttori di gara. Vincic, 46 anni, ha arbitrato a questi Mondiali Brasile-Marocco, Giordania-Algeria e Messico-Ecuador. Nel 2024 ha diretto la finale di Champions League tra Borussia Dortmund e Real Madrid. Visibilmente emozionato, l'arbitro sloveno ha definito la designazione «un incredibile onore».
09:25
09:25
Le organizzazioni per i diritti umani criticano la FIFA: «Gravi violazioni»
A pochi giorni dalla finale dei Mondiali di calcio, diverse organizzazioni per i diritti umani hanno tracciato un bilancio fortemente critico del torneo disputato negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, denunciando numerose violazioni e puntando il dito contro la FIFA, Gianni Infantino e l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a New York, l'ONG Human Rights Watch e la Sport & Rights Alliance, insieme ai rappresentanti di Amnesty International USA, Football Supporters Europe e altre organizzazioni, hanno tracciato un bilancio critico della manifestazione. Secondo Human Rights Watch, la competizione si è svolta in un contesto caratterizzato da una dura politica migratoria negli Stati Uniti e dal mancato rispetto degli standard sui diritti umani che la stessa FIFA si è impegnata a promuovere.
Le critiche
«Dal punto di vista dei diritti umani non è stato un buon Mondiale», ha dichiarato Minky Worden, direttrice delle iniziative globali in seno all'organizzazione. Le critiche si concentrano in particolare sull'operato delle autorità statunitensi nei confronti degli immigrati. Negli ultimi giorni si sono infatti verificati diversi decessi legati a interventi dell'agenzia federale per l'immigrazione (ICE), tornata al centro delle polemiche dopo un periodo di relativa calma. In Texas e nel Maine due immigrati sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco. Human Rights Watch ha chiesto che prima della finale che si disputerà domenica venga osservato un minuto di silenzio in loro memoria, accusando l'amministrazione Trump di aver strumentalizzato i Mondiali.
La questione dei prezzi
Le organizzazioni denunciano inoltre che molti tifosi provenienti da tutto il mondo non hanno potuto assistere alle partite a causa dei prezzi elevati dei biglietti e delle rigide norme per l'ottenimento dei visti. «È stato un Mondiale per pochi fortunati, un Mondiale molto americano», ha affermato Ronan Evain dell'associazione Football Supporters Europe. «Non è stato un torneo inclusivo. Molti tifosi, soprattutto provenienti dall'Africa e dall'Asia, sono stati esclusi a causa delle norme di ingresso», ha ribadito Evain. Tra le persone colpite dalle rigide disposizioni del governo statunitense figurano, tra l'altro, i cittadini dei Paesi partecipanti ai Mondiali soggetti a restrizioni o divieti di ingresso, tra cui Haiti, la Costa d'Avorio, l'Iran oppure il Senegal. Di conseguenza, numerosi tifosi non hanno potuto sostenere le proprie nazionali sul posto.
Il rapporto tra Infantino e Trump
Nel mirino anche le condizioni di lavoro della stampa e la tutela delle persone LGBTQI+. Secondo le organizzazioni, giornalisti non hanno potuto operare con sufficiente libertà, mentre molti appartenenti alla comunità LGBTQI+ non si sono sentiti adeguatamente protetti o al sicuro durante il torneo. Le critiche non rappresentano una novità. Già prima dell'inizio della competizione, Human Rights Watch aveva definito i Mondiali «una potenziale catastrofe per i diritti umani». Le organizzazioni per i diritti umani hanno inoltre criticato lo stretto rapporto tra il presidente della FIFA, il vallesano Gianni Infantino, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tra gli esempi citati figurano, tra l'altro, la partecipazione di Infantino al vertice «Gaza Peace Summit» e la controversa assegnazione del «Premio della Pace FIFA» a Trump lo scorso dicembre. Secondo le ONG, una simile vicinanza è in contrasto con il principio di neutralità politica sancito negli statuti dalla Federazione calcistica con sede a Zurigo. La FIFA, dal canto suo, ha inserito il rispetto dei diritti umani tra i criteri per l'assegnazione delle competizioni internazionali e lo considera uno degli obiettivi della propria strategia.
06:44
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Gli USA ospiteranno la Coppa del Mondo femminile nel 2031: nodo per la questione transgender
Gli Stati Uniti ospiteranno i Mondiali di calcio femminile del 2031. Lo ha affermato il capo della task force della Casa Bianca per la Coppa del Mondo, Andrew Giuliani, in un'intervista a Politico. «So che hanno già comunicato al presidente che gli USA ospiteranno la Coppa del Mondo del 2031», ha riferito Giuliani, spiegando che uno dei nodi da sciogliere nelle trattative con la FIFA è quello della politica sulle atlete transgender. L'amministrazione vuole infatti che la federazione si adegui alle norme americane, che escludono le persone transgender dalle attività sportive. «È importante che la Coppa del Mondo femminile non violi la politica degli Stati Uniti d'America. È importante che a giocare siano le donne e non uomini biologici», ha messo in evidenza Giuliani, osservando come se questo punto sarà risolto, non dovrebbero esserci problemi per gli Stati Uniti nell'offrire le garanzie necessarie per il torneo.
06:40
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4,9 milioni di dollari per la maglia di Pelé della finale di Svezia 1958
Una maglia indossata da Pelé nella prima finale di Coppa del Mondo vinta dal Brasile è stata venduta per 4,9 milioni di dollari a un'asta da Sotheby's, a New York, dopo che un acquirente anonimo ha superato altri quattro offerenti. «O Rei» aveva 17 anni quando segnò due gol nella vittoria per 5-2 della sua nazionale contro quella di casa a Svezia 1958 e la maglia blu è diventata la seconda più costosa mai venduta all'asta. Il record appartiene alla maglia indossata da Diego Armando Maradona durante la leggendaria partita dei quarti di finale contro l'Inghilterra ai Mondiali del Messico 1986, pagata 9,3 milioni di dollari. L'Argentina vinse la partita per 2-1 grazie a due gol di Maradona, tra cui la sua famigerata «Mano di Dio», con cui colpì la palla per mandarla in rete.
06:35
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Il governo delle Falkland: «Delusi ma non sorpresi dalla bandiera degli argentini»
Il governo delle Isole Falkland si è detto «deluso, ma purtroppo non sorpreso dalla decisione dei giocatori della nazionale argentina di opacare il risultato della semifinale dei Campionati del Mondo di calcio, un torneo - si legge - che non coinvolge in ogni caso le Isole Falkland». Le autorità britanniche delle isole sulle quali l'Argentina reclama la sovranità hanno quindi affermato che lo striscione esposto dai giocatori della «Selección» al termine della partita con l'Inghilterra risulta «specialmente sensibile per molta gente che ha sofferto l'invasione armata argentina del 1982».
La nota conclude affermando il sostegno delle autorità locali al comunicato del governo britannico che chiede un'investigazione dell'episodio da parte della FIFA, esprimendo la speranza che «la Federazione internazionale faccia rispettare la promessa di mantenere la politica al di fuori dello sport, sanzionando i comportamenti contrari a questa regola».