«Sci, i prezzi delle giornaliere sono poco trasparenti»

In Svizzera numerosi comprensori sciistici utilizzano un sistema di prezzi dinamici per la vendita delle giornaliere. Secondo la Fondazione svizzerotedesca per la protezione dei consumatori (SKS), questi modelli tariffari sono poco trasparenti e utilizzati per aumentare i prezzi in modo occulto. Una volta all'anno la SKS analizza i modelli tariffari di undici comprensori sciistici, la maggior parte dei quali situati nei Grigioni o nell'Alto Vallese. Tra le aree senza un tetto massimo di prezzo trasparente figurano Chäserrugg (SG), St. Moritz (GR), Engelberg (OW), Flims-Laax (GR) e Zermatt (VS). In questi casi, nei giorni di punta si devono spesso pagare prezzi elevati, cosa che penalizza soprattutto le famiglie che non possono sciare durante la settimana, afferma la Fondazione. Nei modelli di prezzo dinamico, le tariffe sono più basse quanto le giornaliere vengono acquistate in anticipo o quando la domanda è più bassa. Al contrario, i prezzi aumentano fortemente quando si prevede un'affluenza elevata sulle piste. La SKS, che non è nuova a critiche sul problema della trasparenza, ha fatto notare come diverse stazioni hanno proceduto ad aumenti di prezzo occulti. I prezzi minimi sono così notevolmente aumentati a Gstaad/BE (+20 a 69 franchi), Crans-Montana/VS (+20 a 59 franchi) e Belalp/VS (+17 a 68 franchi). Il comprensorio di Arosa-Lenzerheide (GR) si è invece distinto in modo positivo: il prezzo minimo è stato ridotto di un franco a 28. «I prezzi dinamici non devono tradursi in un sovrapprezzo sistematico per i consumatori né rendere poco chiare l'evoluzione delle tariffe e le condizioni di acquisto», ha denunciato la direttrice della Fondazione, Sara Stalder, citata nella nota. A suo avviso, per garantire la comparabilità, i prezzi minimi e massimi dovrebbero essere resi pubblici.